Matteo Renzi all’Ariosto passa dal retro
“Io scrofa ferita? Non fatevi fregare da Grillo”

22/11/2018 – Matteo Renzi è arrivato pochi minuti dopo le 20 al teatro Ariosto di Reggio Emilia, per il suo comizio a favore del Sì, ma è passato dal retro, lasciando a bocca asciutta i gruppi di contestatori pronti a fischiare e a urlare oltre le transenne che hanno isolato il teatro dalla piazza.

Strapieno l’Ariosto in un’apoteosi di Pd e bandiere del Sì ,con Renzi sul palco insieme al ministro Del Rio (al quale il premier si è appoggiato salutandolo toscanamente con “i miei rispetti e i miei sospetti”) e al sindaco Vecchi.

Fuori due file di transenne in un apparato di sicurezza mai visto: una in fondo alla piazza, con il drappello dei leghisti guidato dal segretario emiliano Gian Luca Vinci, con lo striscione verde “Padrone a casa nostra” , fischietti e botte di “Pinocchio” e buffone”.

Renzi sul palco dell'Ariosto

Renzi sul palco dell’Ariosto

Più avanti, venti metri davanti al pronao dell’Ariosto, un’altra transenna con trecento persone assiepati: molti supporter che non hanno trovato posto nel teatro, ma anche molti “infiltrati”, della cosiddetta accozzaglia di destra, sinistra e grillini che vota No ed era  venuta proprio per contestare Renzi al suo arrivo. Infatti a un certo punto, oltre al grido “siete anticostituzionali” e “a casa”, è spuntato un megafono con comizi improvvisati sulla democrazia in pericolo e i vecchi comunisti che non si capacitano come Renzi possa essere considerato di sinistra.

La protesta della Lega Nord in fondo alla piazza

La protesta della Lega Nord in fondo alla piazza

IN attesa dell’arrivo del premier, in ritardo di mezz’ora, Delrio si è preso la sua dose di contestazioni perché da politico navigato è andato a salutare le persone assiepate alle transenne. Il premier invece ha lasciato i contestatori a bocca asciutta perché la sicurezza ha fermato il corteo di auto in piazza XXV Aprile e ha fatto entrare Renzi dall’ingresso delle comparse. Comunque non una figura brillante perché ha sempre sostenuto che “la gente sarà la mia scorta”.

Delrio parla con la folla assiepata dietro le transenne

Delrio parla con la folla assiepata dietro le transenne

(Pierluigi Ghiggini)

IL DISCORSO AL TEATRO ARIOSTO: “NOI SCROFA FERITA? NON FATEVI FREGARE DA GRILLO”
«Sono felice di essere a Reggio Emilia: in questo momento particolare, stanno cercando di buttarla in rissa, ma noi dobbiamo essere sorridenti, tranquilli e non dobbiamo replicare per non aumentare le tensioni».
Il premier Matteo Renzi arriva in città per la campagna del Sì al referendum e cerca di stemperare i toni di una campagna asprissima, senza tuttavia rinunciare a togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti degli avversari politici.
Il pubblico lo attende in  teatro Ariosto gremito. Lo accolgono  il ministro Graziano Delrio e il sindaco Vecchi. Abbracci e pacche sulle spalle, mentre il teatro risponde con un forte entusiasmo.
«Il disegno è quello di non parlare nel merito», commenta il premier riferendosi alle dichiarazioni di Beppe Grillo che ha parlato di Renzi come di una “scrofa ferita”.

La folla davanti all'Ariosto

La folla davanti all’Ariosto

“Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo… Perché sulla scheda non c’è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No”. “Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito”.

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell'Ariosto (foto Sergio Volo)

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell’Ariosto (foto Sergio Volo)

Il teatro Ariosto è tutto esaurito, mentre un centinaio di persone in attesa in piazza della Vittoria ha dovuto rinunciare ad assistere al comizio di Renzi per ragioni di sicurezza del teatro.
Il premier arriva con un’abbondante mezz’ora di ritardo, ma l’accoglienza è di quelle calorose. In sala, nelle prime file c’è lo stato maggiore del partito. Lui in camicia, maniche arrotolate, parla per circa un’ora smontando pezzo per pezzo gli argomenti del fronte del No.
«Nel merito la discussione è difficile, scappano dal merito», ripete a più riprese il premier, ben consapevole che questi giorni saranno decisivi per convincere gli indecisi a votare Sì. Per questo Renzi spiega nel dettaglio la riforma, anche se non rinuncia a qualche battuta verso i sostenitori più illustri del No: De Mita, Salvini, Berlusconi e i 5 Stelle, i più citati.

Il premier Renzi all'Ariosto (foto Sergio Volo)

Il premier Renzi all’Ariosto (foto Sergio Volo)

«In questi ultimi dieci giorni dovremo andare casa per casa, da solo non ce la faccio – dice Renzi -, deve essere un lavoro di squadra a far vincere questa partita oppure vincerà il sistema di quelli che per decenni hanno promesso le riforme e non le hanno fatte o degli inciuci». La distinzione, per Renzi, è  sempre quella, tra un’Italia che dice sì al futuro e vuole cambiare e un’Italia che vuole star ferma. “Se non possiamo cambiare l’Italia, venga qualcun altro”, chiarisce. Il premier parla del nuovo Senato: «I senatori conteranno meno, ma saranno eletti dai rappresentanti del territorio. Se ci fosse stata una sola Camera, Prodi non sarebbe caduto». E ancora: «Abbiamo bisogno di un governo solido in Europa». Poi la stoccata verso il leader della Lega: “Salvini è contro l’Europa tutti i giorni, tranne il 27 del mese quando deve riscuotere” lo stipendio. La sfida referendaria per Renzi è cruciale: «Se una cosa è giusta, la battaglia va fatta. Sono convinto che vinceremo».

(Vanina Cocchi dalla Voce di Reggio Emilia”)

 

 

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8 risposte a Matteo Renzi all’Ariosto passa dal retro
“Io scrofa ferita? Non fatevi fregare da Grillo”

  1. Ale Rispondi

    23/11/2016 alle 08:54

    PADRONI A CASA NOSTRA ma anche PINOCCHIO A CASA SUA

  2. marco Rispondi

    23/11/2016 alle 09:33

    Se anziché di stoccate reciproche si parlasse di programmi, non sarebbe meglio? Tanto il Paese va a rotoli e qualche agenzia( prezzolata ?) dice che la gente è più soddisfatta( !!!).
    800 giovani, di cui diversi laureati, che chiedono di lavorare al Mc Donald a Rivalta per 800 euro al mese, su 30 posti circa, non dice nulla agli analisti ?

  3. Carlo Menozzi Rispondi

    23/11/2016 alle 10:39

    “ha fatto entrare Renzi dall’ingresso delle comparse”. Giustamente, è l’ingresso adatto a lui ….

  4. Ale Rispondi

    23/11/2016 alle 11:03

    Marco ti sei sbagliato, se fossero 800 al giorno ci andrei di corsa anch’io…

    • Pierluigi Rispondi

      23/11/2016 alle 13:45

      Il moderatore ha corretto giorno con mese nel post di Marco, Grazie Ale per la segnalazione.

  5. Ale Rispondi

    23/11/2016 alle 12:16

    Carlo, per trovare un ingresso adatto a lui avrebbero dovuto farlo entrare dalle fogne.

  6. Carlo Menozzi Rispondi

    23/11/2016 alle 13:40

    Ale hai ragione. Comunque entra dal retro; vorrà dire qualcosa? Mah ….

    • Fausto Poli Rispondi

      24/11/2016 alle 14:34

      Il Renzi ? Rappresenta le banche, le lobby. Pure a Reggio ci sono. Reggio Emilia spinge per essere sempre al centro. Vuoi con Putin, vuoi con la Libia.
      Per me Renzi e’ solo un uomo d’affari. Che faccia l’affarista. Ma non il presidente del consiglio.

      Quando c’era la Masini, che ando’ in Libia, in tenda, la Masini porto’ la cricca in Libia.
      La cricca di Reggio Emilia.
      La Masini, che faccia che aveva !
      Renzi, pupillo di De Mita, che ruolo volete che abbia ?
      Ha il ruolo del politico corrotto e maledicente.

      Renzi, diventa potente a Firenze, poi tramite Del Rio e la cordata a Cutro, creano la lobby per l’expo.
      L’expo, made andrangheta, c’era pure Talarico, a Milano. ù
      Pure la Meloni, furba e competente, sa come sta amministrando alla cazzo di cane sto paese.

      Abbiamo capito che i politici sono delle sonore merde, soprattutto di area Dossettiana.

      Qui si tratta di rivitalizzare il Paese, e di iniettare finanza dalla middle class in giu’.

      Landini, giusto come sempre dice che non si puo’ comprare forza lavoro coi vaucer

      Renzi e l’estabishment ? Ridicoli, come ridicola la la lega delle cooperative.

      La Meloni, sa che l’amministrazione Statale italiana, passa soprattutto dalle cooperative. dal monte dei paschi, e dalle lobby strategiche che ha attratto Prodi Romano.

      Ma i cittadini danno le leggi.

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