Marchi assessore a Bilancio, partecipazioni e sviluppo
Notari esce dalla Giunta, ma resta il giallo dei redditi

di Pierluigi Ghiggini

17/11/2016 – Reggio Report  e la Voce di Reggio Emilia avevano anticipato che  il nuovo assessore al Bilancio del Comune di Reggio Emilia sarebbe arrivato entro novembre. E così è stato: ieri pomeriggio il sindaco Luca Vecchi ha firmato il decreto di nomina del consigliere Pd  Daniele Marchi quale assessore a Bilancio, Patrimonio e Società partecipate in sostituzione del commercialista Francesco Notari, dimissionario da tempo.

Consigliere comunale del Pd, 36, anni sposato con due figli, manager della cooperazione sociale cattolica,  Marchi assume anche la delega al coordinamento e progettualità per lo Sviluppo economico, sino ad ora mantenuta dallo stesso primo cittadino. Diventa così l’assessore più potente della Giunta Vecchi: avrà in mano i dossier della riconversione ex Reggiana, dell’area Campovolo, dell’area Nord etc.
Marchi si è già dimesso da consigliere: nella seduta dell’assemblea cittadina di lunedì prossimo, al suo posto entrerà in Sala del Tricolore Matteo Terzi, primo dei non eletti del Pd.

Daniele Marchi e Luca Vecchi

Daniele Marchi e Luca Vecchi

Il nuovo assessore, sino a oggi direttore della Cooperativa sociale l’Ovile,  ha dichiarato di essersi dimesso e di aver chiesto e ottenuto l’aspettativa «perché l’impegno nell’Amministrazione dev’essere esclusivo». In questo modo ha fermato sul nascere le polemiche su un possibile conflitto d’interessi, in quanto l’Ovile intrattiene rapporti non secondari con l’amministrazione comunale reggiana.
«La prima cosa che faccio è ora mettermi a lavorare prima di tutto per entrare nel dettaglio di ogni questione, insieme a sindaco, colleghi e dirigenti, in stretta relazione con la maggioranza, che ringrazio sin da ora».

Francesco Notari

Francesco Notari

Si è chiuso così un periodo di crisi politica latente (col rischio per il sindaco di dover procedere a un rimpasto di Giunta) iniziato in estate proprio con le dimissioni di Notari, per ragioni che in realtà non sono ancora del tutto chiare. Motivi genericamente professionali, ma anche nuovi impegni di tipo politico, come il ventilato impegno nel settore editoriale.
Nondimeno Notari  lascia in sospeso la questione della trasparenza: il commercialista, che nel 2014 ha denunciato un reddito di 397 mila euro, quest’anno ha chiesto ottenuto dal Comune che non sia pubblicata – come invece prevede la legge – la sua dichiarazione dei redditi e la situazione patrimoniale del 2015. Su richiesta dello stesso assessore, il Comune ha sollecitato un parere dall’Autorità Anticorruzione, che tuttavia non è ancora arrivato. Un parere atteso perché in un modo o nell’altro potrebbe costituire un precedente, ma il cui significato viene depotenziato, se non annullato, dall’uscita di Notari dalla Giunta
I 5 Stelle hanno inviato in proposito un esposto all’Autorità  presieduta da Cantone, perché chiarisca se non vi siano gli estremi per interessare la Procura della Repubblica. E in zona Cesarini hanno chiesto personalmente a Notari se abbia avuto consulenze con Iren negli ultimi anni. Ma neanche ieri, ultimo giorno utile, è arrivata la risposta.
In una dichiarazione scritta, il sindaco Vecchi ha ringraziato Notari «autore in questi due anni di un lavoro importante sul bilancio, e in particolare sulle entrate, che ha consentito di abbassare le imposte nel Comune di Reggio» e ha parlato di «un rapporto di collaborazione professionale e umana eccellente:  anche a lui va il merito di aver contribuito ad un sistema delle partecipate con i conti in ordine sul piano economico, patrimoniale e finanziario, cosa che poche città possono vantare». «Sono certo – ha aggiunto – che avrà modo di trovare altre occasioni importanti per accompagnare un progetto di collaborazione al bene comune della città».
E tuttavia ancora una volta  Vecchi ha glissato su temi che scottano: in questo caso la mancata pubblicazione della dichiarazione dei redditi. Per non dire delle consulenze. Anzi, ha difeso a spada tratta Notari per «l’attacco strumentale che in questi giorni gli è stato portato da parte di alcuni soggetti politici che per conquistare un po’ di visibilità hanno sostanzialmente copiato quanto già autonomamente Francesco Notari aveva fatto». Il riferimento è all’esposto dei 5 Stelle: «Un tentativo di buttare fumo negli occhi ai cittadini – è la dichiarazione sprezzante di Vecchi – provando a mettere in dubbio la correttezza di un amministratore che, al contrario, ha agito autonomamente e per primo nella direzione stabilita dalla legge». Il problema è che i reggiani non sanno anche se sia  il Comune ad aver violato o no la legge.

Dal canto suo l’ormai ex assessore ha affermato di lasciare «la carica e le deleghe che il sindaco mi aveva conferito due anni e mezzo fa, per l’esigenza, non più rinviabile, di tornare ad occuparmi della mia professione». Ma, a conferma delle voci che circolano, resterà in politica: «Non intendo lasciare l’impegno a favore della mia città, né abbandonare la politica». Qualche incarico di primo piano è in vista.
E conclude: «Lascio a chi verrà dopo di me, a cui auguro ogni successo, una situazione finanziaria sana, alcuni importanti progetti ben avviati e una strada che si potrà continuare a percorrere per ridare vitalità e speranza di sviluppo al tessuto sociale ed economico della città».
Marchi, raggiante per l’incarico, ha chiosato: «Il mio sarà un lavoro in continuità con quello di Francesco Notari, nel quale ho intenzione di portare alcune specifiche sensibilità sia culturali, sia di visione politica sulla città. Per quanto riguarda lo Sviluppo economico, non posso non interpretare questa delega in un’accezione ampia e sociale: non c’è sviluppo economico senza tenere al centro le persone, soprattutto quelle più fragili, così come il lavoro, l’ambiente, il rispetto delle regole. Questo in una visione che fa della politica un luogo plurale, il luogo del Noi».
Intanto la polvere che copre la trasparenza è rimasta sotto il tappeto.

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