L’Italia del Gattopardo Equitalia chiude, e resta tutto come prima

di Girolamo Ielo

8/11/2016 – Italia, Paese del Gattopardo: la vicenda Equitalia.

Equitalia è una società pubblica di riscossione(gli azionisti sono l’Agenzia delle entrate e l’INPS). Equitalia non è altro che un riscuotitore di imposte e non si occupa dell’accertamento e della liquidazione delle imposte.

Nelle attività di riscossione deve attenersi alle regole stabilite con leggi o decreti ministeriali . Se ad esempio, l’Agenzia delle entrate o il comune consegnano ad Equitalia il ruolo (trattasi di un documento in cui sono indicati i contribuenti e le somme che, singolarmente, devono pagare) per riscuotere 1000 €, Equitalia deve fare una cosa molto semplice: predisporre e notificare ai contribuenti, indicati nel ruolo, una cartella di pagamento e riscuotere la somma dovuta nel rispetto delle regole fissate dalle leggi e dai decreti.

Se Equitalia non riesce a riscuotere i 1.000 €, entro i termini stabiliti e non dimostra di avere proceduto secondo le regole ne risponde verso l’Agenzia delle entrate o il comune. In poche parole Equitalia dovrà versare ugualmente all’Agenzia delle entrate o al comune i 1.000 €, sostenendone il costo.

Equitalia, quindi, riscuote le somme che le vengono chieste di riscuotere e agisce secondo le regole stabilite da altri. Se non fa così paga di tasca propria.

Il meccanismo si inceppa con la grande e strisciante crisi che ha colpito l’Italia negli ultimi anni. In base ai dati più aggiornati la crisi ha ridotto la produzione industriale del 25%, oltre 100.000 imprese sono fallite, il PIL in termini reali si è ridotto di oltre 10 punti, tantissimi lavoratori sono stati espulsi dal mondo del lavoro,tantissime famiglie si sono impoverite.

Pur in presenza di questo disastro economico-sociale gli enti impositori (Agenzia delle entrate, comuni, INPS, ecc.) hanno accertato e liquidato imposte e contributi non pagate o evase e hanno consegnato ad Equitalia i ruoli di riscossione contenenti somme da riscuotere. Equitalia ha perfezionato e notificato le cartelle di pagamento.

Moltissime di queste cartelle sono state notificate a contribuenti la cui situazione economica era cambiata in modo radicale in forza della crisi. E siccome questi contribuenti non hanno potuto onorare le cartelle, Equitalia, in rispetto delle regole, ha proceduto alla riscossione coattiva. La situazione più difficile è stata (ed è) per i contribuenti persone fisiche e le imprese individuali espulse dal mondo del lavoro, in cui le attività di riscossione coattiva hanno colpito i beni mobili e immobili personali.

In presenza di dette attività di riscossione coattiva ci fu un attacco politico a Equitalia per le attività di riscossione. Si individuò in Equitalia il fisco “rapace” che pur di riscuotere metteva in atto procedure “di rapina”.

Ma il problema dove stava? Non certamente in capo ad Equitalia a cui veniva chiesto di riscuotere determinate somme. Anzichè prendersela con Equitalia si doveva fare (si può fare ancora) una operazione articolata:

  1. prendere atto che per tantissimi contribuenti la situazione economica era stata stravolta dalla crisi e non potevano onorare i pagameni richiesti;

2) verificare, prima della consegna dei ruoli ad Equitalia, la situazione reale dei contribuenti;

3) intervenire con un condono tributario e previdenziale pilotato (diverso da quelli che si sono accordati negli ultimi anni), da accordarsi esclusivamente ai contribuenti in crisi. Ridurre al minimo o annullare il debito tributario prima della consegna dei ruoli ad Equitalia;

4) sospendere le procedure di riscossione in essere in attesa della procedura di condono.

Anzichè fare ciò si è preferito “demonizzare” Equitalia chiedendone la chiusura e mettendo sotto il tappeto la situazione di estrema difficoltà di tantissimi contribuenti.

Siamo arrivati ai giorni nostri. Il governo in un recente decreto legge ha proposto lo scioglimento di Equitalia. Al suo posto la riscossione verrà effettuata, a decorrere dal 1° luglio 2017, dall’Agenzia delle entrate – Riscossione, che, naturalmente, agirà con le medesime regole, che sta utilizzando Equitalia.

Se non si cambiano le regole e non si interviene fattivamente a favore dei contribuenti colpiti dalla crisi, cambierà solamente il nome del soggetto riscuotitore.

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