L’aviere Mario Pirozzi martire della patria
Restaurata la stele che ne ricorda il sacrificio

25/11/2016 – La Sezione di Reggio Emilia dell’Associazione Arma Aeronautica  nel 60° della sua fondazione, ha deciso di donare alla città il restauro della stele che ricorda l’atto eroico del giovane aviere Mario Pirozzi.

Domenica 27 novembre, alle ore 9.30, all’Aeroporto di Reggio Emilia avrà luogo una breve cerimonia in memoria di tutti i Caduti, con la deposizione di una corona presso la stele restaurata, alla presenza della presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia e le rappresentanze delle Associazioni arma Aeronautica dell’Emilia Romagna e delle Sezioni di Reggio delle altre Associazioni d’arma.

Il raduno dell'associazione arma Aeronautica di fronte al monumento all'aviere Pirozzi

Il raduno dell’associazione arma Aeronautica di fronte al monumento all’aviere Pirozzi

Alle ore 11 le celebrazioni si concluderanno nella Basilica della Ghiara con la Messa in omaggio alla Beata Vergine di Loreto, Patrona degli aviatori.

La storia

Il 9 settembre 1943, giorno successivo all’armistizio, l’aviere Mario Pirozzi, in servizio presso l’Aeroporto di Reggio Emilia, venne ferito a morte da un militare delle SS per essersi rifiutato di eseguire l’ordine di collaborare per caricare materiale aeronautico sequestrato. Aveva 20 anni. A guerra ultimata gli venne conferita la medaglia d’Argento al Valor Militare e nel 1981, a ricordo dell’episodio, proprio all’entrata dell’Aeroporto venne eretta una stele.

Versione 2

L’Associazione Arma Aeronautica è basata sul volontariato; è presente su buona parte del territorio nazionale, conta oltre trentatremila soci e si propone, fra l’altro, di tramandare il patrimonio culturale e di valori dell’Aeronautica Militare.

La Sezione di Reggio Emilia venne costituita nel 1956.

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Una risposta a 1

  1. Dott Domenico Ferraro Rispondi

    15/09/2020 alle 16:51

    E un mio concittadino nato
    Nel mio paese mi fa piacere che ricordiate Mario mi fa sentire ancora orgoglioso di essere italiano.

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