E dopo il referendum un governo Delrio

di Pierluigi Ghiggini
19/11/2016 – E se fosse Graziano Delrio il prossimo presidente del Consiglio? L’ipotesi non è affatto campata in aria e circola con insistenza tra gli addetti ai lavori che da giorni studiano gli scenari possibili del dopo-referendum. Pur in un clima d’incertezza, dovuto principalmente ai 3,5 milioni di votanti all’estero e all’incognita dell’affluenza alle urne (data ancora in diminuzione), al momento sono in molti a scommettere su una vittoria del No sia pure di misura. In tale scenario, Renzi si dimetterebbe, ma non per uscire a testa bassa da palazzo Chigi, bensì per entrare «col lanciafiamme» dentro il Pd, il partito di cui è segretario generale, in vista, si dice, di un redde rationem con la minoranza corresponsabile della vittoria dei No, in una lunga notte politica in fondo alla quale si intravede il nuovo Partito della Nazione.

Delrio e Renzi , quando si guardavano in cagnesco

Delrio e Renzi , quando si guardavano in cagnesco

Ma Renzi, che in questi giorni ripete «io non resto abbarbicato alla poltrona», non vuole «governicchi tecnichicchi» e neppure governi istituzionali, magari guidati da Grasso. Vuole mantenere saldo il controllo sul governo, e lo farebbe per interposta persona, appunto attraverso Graziano Delrio, l’ex sindaco arzan e oggi ministro delle Infrastrutture. Si parla anche responsabile dell’economia Padoan, ma il nome del reggiano, che ha fatto definitivamente la pace con Renzi il giorno dell’inaugurazione del Core, complici i prelibati tortelli preparati dalla moglie Annamaria, è preferito proprio per il suo significato politico di copertura «a sinistra», di cui Renzi ha grande bisogno..
Un governo ponte, ma non un governicchio, col compito principale di portare a compimento una riforma elettorale capace di correggere quell’ Italicum che piace solo ai renziani di stretta osservanza, e che è alla base delle difficoltà referendarie del premier. E a guidare questa fase, secondo autorevoli osservatori, nessuno sarebbe meglio di Delrio, che dialoga a sinistra ma ha un rapporto consolidato, anche di amicizia, col premier. Gli attriti che hanno portato all’uscita di Graziano da palazzo Chigi verso le infrastrutture (depotenziate dei grandi progetti) sono acqua passata.

Il ministro Delrio, Luigi Maramotti e il sindaco Luca Vecchi

Il ministro Delrio stringe la mano a Luigi Maramotti,. tra i due il presidente di Acer Marco Corradi, in primo piano il sindaco Luca Vecchi

Non a caso il ministro reggiano è sempre più spesso al fianco del premier, talvolta ne esercita la supplenza sui grandi media, e soprattutto si mostra molto attivo in queste ultime settimane di campagna referendaria. Oggi per esempio è a caccia di Sì  in un tour de force che lo impegna tra la montagna e la Bassa reggiana, rischiando pure che qualcuno gli rinfacci le affermazioni («La Costituzione ci piace così com’é») pronunciate il 25 aprile di qualche anno fa, di fronte all’ex presidente della Consulta Valerio Onida, che oggi è alla testa del movimento del No.
D’altra parte anche il premier di campagna di Rignano, il cui gradimento nel Paese è letteralmente precipitato, ha capito che giocando da solo va dritto verso il baratro. Difficilmente la minoranza Pd, che vuole il massacro politico di Renzi, potrebbe dire no a un governo Delrio.

(dalla Voce di Reggio Emilia)

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5 risposte a E dopo il referendum un governo Delrio

  1. Fausto Poli Rispondi

    19/11/2016 alle 14:28

    Perche’ Lei pensa che con i mega scheletri nell’armadio, Del Rio avrebbe vita facile ?

    Ma poi non capisco perche’ sponsorizzare uno, Del Rio, che ha comprato voti su voti, proprio a Cutro.

    Mi meraviglio. Puo’ anche essere un preludio alla campagna elettorale. Se Renzi lo gradiscono -2, Del rio sara’ -20.

    Poi non capisco la foto. Cioe’ sembra che Del Rio sia dentro al Credem, quando quella e’ roba di famiglia Maramotti.

    Ma poi, Del Rio, o non Del, troppo facile entrare in politica, favorendo sempre le lobby malavitose. Ci vuole uno che se ne intenda, dentro e fuori il paese. Poi Del Rio aprla a monosillabi. Ci vuole gente onesta, che capisca i politica estera. A Reggio non c’e’ ne’e.

    A me piaceva, La Russa, nonostante il colore politico. Suoi casini internazionali ci ha sempre aiutato. E non c’era la bomba degli immigrati. Qualche barcone, ma non un infinita’.

    Ghiggini, complimenti per la forma, ma proponga un politico onesto, qualcuno che sia superpartes.

    • Pierluigi Rispondi

      19/11/2016 alle 15:24

      Grazie,Poli.Ma io non propongo nessuno. REgistro solo quello che si sente dire in giro.Grazie ancora.

  2. gianni Rispondi

    19/11/2016 alle 14:54

    E’ più di un mese che sostengo la possibilità di questo epilogo in caso di vittoria del NO, ma non sono un addetto ai lavori… comunque è sbagliata l’analisi politica dell’articolo, direttore Ghiggini. Non sarebbe proprio un Delrio mandato da Renzi, anzi, sarebbe un Delrio mandato da Mattarella su suggerimento di Castagnetti per sterzare bruscamente l’indirizzo politico: più inclusività, più proporzionalità, più tempo per allontanare il pericolo di una batosta elettorale.

    • Fausto Poli Rispondi

      19/11/2016 alle 20:03

      Non condivido. credo che il Del Rio sia sponsorizzato da Romano Prodi, in quanto Suo pupillo. Visto che Prodi non lo vogliono, Del Rio potrebbe salire grazie a Prodi. Spero pero’ che almeno si cambi, magari non sempre sinistra, sinistra, sinistra, ma una volta anche Salvini/destra.

      Mi spaventerebbe il ritorno di Monti, rigormonti e la Fornero, cioe’ un governo tecnico.

      Che vinca il si o il no, credo non cambi nulla. Salvini potebbe invece attuare la flaxtax, e gestire meglio da Bruxelles gli immigrati.O eprlomeno vedremo se e’ effettivamente uno che si da da fare.

      Mi spiace che si dovra’ cambiare ancora governo, quando con poco potremmo avere uno Stato piu’ efficiente. Io devo ancora vedere per esempio, la realizzazione della Via Emilia bis, che tanto decanta Costa.

      Del Rio non lo ho ancora visto all’opera. Quali infrastrutture ha fatto fare ? Solo un misero casello autostradale, o altro ? Mi sembra che il Del rio sia alquanto conservatore, invece qui ci vuole un innovatore/riformatore.

      Per esempio, dopo la collisione dei treni, quest’estate, Del Rio ha annunciato tanti miliardi da stanziare, ma i treni sono sempre i soliti, soprattutto i regionali.
      Lega e M5S insieme farebbero molto, pero’ temo che i grillini siano solo l’estrema sinistra del PD.

      A noi le messe in scena non piacciono piu’.

      Se dovesse andare su del Rio, sarebbe solo rimpasto, e a me non piaciono i tortellini riscaldati.

  3. waterboy Rispondi

    20/11/2016 alle 17:40

    Certo che a leggere i delirii di Fausto Poli sorgono spontanee alcune considerazioni: a) forse si stava meglio quando le parole in libertà di persone poco informate ed affascinate dal nuovo fine a se stesso (Lega+M5S ???) si sentivano solo al bar e non venivano paludate da analisi politica; b) il web è uno sfogatoio (utile ?) per chi, per la profondità di pensiero non visibile ad occhio nudo, non avrebbe avuto mai un uditorio.

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