E’ crollato il reddito del ceto medio, per questo il Coin chiude

di Girolamo Ielo

17/11/2016 – Negli ultimi anni il ceto medio si è impoverito; in termini reali c’è una perdita in potere d’acquisto attorno al 20 per cento, il doppio rispetto alla riduzione del PIL.

In base a dati di Bankitalia, fatto 100 il reddito medio dei lavoratori indipendenti, nel 2004 quello di un operaio era pari a 82, quello di un impiegato 106, quello di un dirigente 184. Nel 2012 il primo è sceso a 79, gli altri due sono saliti rispettivamente a 107 a 196. Nel 2006, prima della crisi, il 60,5% degli operai si considerava di classe media, percentuale dimezzata oggi al 31%”. Se nel 2006 il 60% degli italiani dichiarava di far parte del ceto medio, ora vi si identifica solo il 41%, mentre il 51,5% si colloca nelle categoria “classe operaia” o “popolare” e un 7% si definisce borghesia o classe dirigente.

Il negozio Coin di Reggio Emilia

Il negozio Coin di Reggio Emilia

La società si è rimodellata: si riduce notevolmente la fascia intermedia. Da un lato c’è un aumento (o comunque la difesa) della ricchezza (o del potere d’acquisto) in capo ad una elite, dall’altro c’è il ripiegamento (reale e in prospettiva) verso il basso. La società è diventata come un pachiderma: la parte bassa molto ampia, la parte di mezzo in continua erosione e una testa che si difende.

La classe media (il ceto medio) si trova in mezzo ad una minoranza ricca e facoltosa e un ceto popolare in cui ci sono lavoratori (dipendenti ed autonomi) con salati e proventi medio bassi, precari, portatori di voucher, ecc.

Se non ci saranno interventi strutturali a livello europeo, nazionale e territoriale la classe media scivolerà verso il basso.

E veniamo ai consumi. Il ceto medio, che da sempre, ha sostenuto i consumi interni( medio e medio alti) vuoi per la perdita del potere d’acquisto, vuoi per la paura di scivolare ancor di più verso il basso ha ridotto (o eliminato) la spesa di qualità media (vedi COIN) e la spesa del cosiddetto “ ricco a portata di mano”. Questo ceto si indirizza verso le spese del ceto sottostante.

Una fotografia: resistono, ma sono in pochissime, le attività medio alte (c’è uno spostamento verso gli acquisti on line o in altre piazze), si ingrossano e nascono quelle low cost (a prezzi scontati), la stessa COIN, in base a quanto è detto in questi giorni riconvertirà il negozio attuale con un altro a marchio di qualità inferiore. Vedi i nuovi negozi di abbigliamento (e non solo) in centro, l’espansione dei Mcdonalds, le pizzerie d’asporto, ecc.

La società si sta rimodellando verso il basso. Le attività economiche non sono altro che lo specchio di questa nuova situazione.

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4 risposte a E’ crollato il reddito del ceto medio, per questo il Coin chiude

  1. mario Rispondi

    18/11/2016 alle 10:50

    Chiusde perchè è stata sbagliata la scelta di usare quel locale per un supermercato! Ancor peggio se ci va Oviesse. Continuando così sono già in coda per entrarvi i cinesi! Aspettiamo un paio d’anni

    • ielo Rispondi

      18/11/2016 alle 23:45

      Il problema non è locale(inteso come territoriale e non come luogo del negozio), è nazionale. Si veda, tanto per fare due esempi, la recente chiusura del negozio COIN di Piazzale Loreto(MI) e la riconversione in negozio UPIM (come si sta per fare per il negozio di via Emilia) del negozio COIN di Reggio Calabria.

      • Fausto Poli Rispondi

        26/11/2016 alle 13:15

        I negozianti del vecchio mercato coperto, si saranno lamentati per questo rinnovo stile hollivudiano.

        Pregiato Ielo, i soldi pubblici vanno spesi meglio. A favore dei cittadini.

        I soldi pubblici in sto caso sonos tati girati ad un’impresa per la ristrutturazione, magari per scambio di favori. Poi, troppi centri commerciali, e il Comune reggiano non dice mai di no. Diventera’ la nuova cattedrale nel deserto. A meno che non acquisti il tutto una banca per nuovi uffici, oppure la sede di distaccamento universitario.

        Reggio Emilia e Provincia, e’ amministrata malissimo. Poi non si trovano i soldi per la via emilia bis !!!!!!!!!! Che cuntabali gli amministratori reggiani.

  2. giuseppe Rispondi

    19/11/2016 alle 10:41

    Quindi Reggio ha avuto una grande intuizione ad insediare proprio in quel luogo un supermercato! Vero Ielo? Cioè sappiamo guardare avanti, almeno dal naso!

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