Democrazia in Sala del Tricolore
Rinviata con “cavilli burocratici” la mozione di sfiducia verso la presidente Caselli

3/11/2016 – Vietato discutere la mozione di sfiducia nei confronti della presidente Emanuela Caselli, presentata da tutti i gruppi di opposizione in Sala del Tricolore, a Reggio Emilia. La mozione, che doveva essere iscritta all’ordine del giorno della prossima seduta, il 7 novembre, è stata rinviata grazie a “cavilli burocratici”. Lo denunciano i consiglieri di Alleanza Civica.

Emanuela Caselli

Emanuela Caselli

di Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani*

Ventitrè  giorni fa in 12 consiglieri di opposizione (tutti: Alleanza Civica, M5s, FI e Lega) abbiamo presentato una delibera con cui si chiedeva la revoca della carica di Presidente del Consiglio Comunale alla sig.ra Emanuela Caselli.
Ci fu comunicato che servivano venti giorni per il parere sulla delibera, e oggi durante la conferenza dei capigruppo era iscritta la proposta di delibera per la discussione in Consiglio dato il parere positivo.
Ma siamo in Italia, il paese dei cavilli giuridici, e il partito di maggioranza ha di fatto sollecitato  lo  slittamento della discussione e il conseguente voto fino al chiarimento dei nuovi cavilli sollevati.
Come Alleanza abbiamo richiesto che la Presidente convocasse il Consiglio per lunedì’ 7 novembre e mettesse la delibera in discussione nella sua sede naturale.
Vogliamo comunque rimarcare due punti:
1) se noi fossimo nei panni di un Presidente del Consiglio Comunale che viene sfiduciato dall’intera opposizione saremmo i primi a chiedere la verifica in sala Tricolore: non è ammissibile che resti il sospetto che l’Istituzione sia impersonata dal secondo capogruppo del partito di maggioranza. Il Presidente deve essere al di sopra delle parti e richiede solide doti di imparzialità;

Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

2) è un dato di fatto che da luglio abbiamo avuto pochissime commissioni, non viene riunita un’importantissima commissione sulla legalità, richiesta sin da gennaio da oltre un quinto dei consiglieri (sarebbe obbligatorio convocarla entro sessanta giorni: ormai l’abbiamo urlato in tutte le lingue…), e in Consiglio Comunale saltiamo due riunioni consecutive. Forse consideriamo il Consiglio Comunale la “fabbrica di chiacchiere” di leninista memoria?
Siamo davvero preoccupati per l’interpretazione che chi ci governa sta dando alla gestione dell’attività del Consiglio. E’ qui, siamo convinti, che l’Istituzione è messa in discussione…
* Alleanza Civica

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