Colucci promuove la Reggiana che ha steso l’Albinoleffe al Mapei: “Il piano partita ha funzionato”.

di Carlo Codazzi – Mister Colucci, dopo la bella vittoria con l’Albinoleffe, ha esordito coi ricordi dell’annata della promozione in A conquistata da giocatore granata traendo spunto dall’incontro con “Gegio” Sgarbossa: “All’epoca in squadra c’erano mostri sacri come Gegio, il capitano osannato,e Di Napoli che ha giocato con Maradona, ma la squadra ha decollato – ha ricordato sorridendo – quando Ancelotti ha fatto fuori i big e puntato su giocatori come me che venivo dall’interregionale”. Chiuso il capitolo “remembar” il mister ha analizzato la vittoria: “I ragazzi sono stati grandi e hanno applicato in toto la strategia studiata. Il piano partita – ha spiegato sorprendendo un po’ – prevedeva di non andare a prenderli alti e di attenderli sulla tangente di metà campo per puntare sulle ripartenze”. Quindi i primi 25’ in grigio della squadra e i gol segnati con fulminei contropiedi erano parte di un piano studiato a tavolino: “Dovevamo sporcare le loro linee di passaggio e ripartire – ha ribadito il concetto -, poi siamo stati bravi a sfruttare due situazioni create in seguito a due calci da fermo degli avversari “. Colucci ha spiegato anche le scelte di formazione con Maltese e Panizzi fuori per Bovo e Ghiringhelli. “Ho sorpreso con la formazione e ho avuto ragione? Il mister si può criticare anche quando si vince – ha ribattuto polemico -. Maltese ha saltato 3 allenamenti, quindi ho scelto chi stava meglio. Bovo ha sporcato tra i 15 e i 20 palloni giocando alla grande. A sinistra ho considerato che Giron attraversa un momento difficile e non volevo esporlo ad altre difficoltà. Ho scelto Giringhelli che mi pareva più adatto a contrastare Gonzi che è molto bravo nell’uno contro uno”. Ottima prestazione di Calvano capace anche di creare gioco: “Io e Grammatica diciamo sempre a Calvano che è forte e se ne deve convincere. Oggi ha giocato benissimo con una frattura alla mano che si è procurato qualche giorno fa. Gli infortuni di Bovo e Nolè? Loro due e Guidone hanno subito dei traumi contusivi, ma niente di muscolare”. Il campionato diventa sempre più intrigante con il Parma che ne ha prese 4 dal Padova in casa. “E’ un girone in cui bisogna ragionare gara per gara – la risposta del mister -. Quando penso alle critiche per la nostra sconfitta a Padova..Col mal di trasferta se mi preoccupa andare a Gubbio? Fuori casa fatichiamo, ma devo riuscire a non sbagliare la formazione in trasferta – ha concluso ironico –“.

Simone Calvano è stato il migliore della partita a detta degli addetti ai lavori, ma lui si è schermito davanti a microfoni e taccuini: “Ringrazio per i complimenti e per avermi eletto a migliore della gara, ma il merito è del gruppo – ha detto con molta umiltà -. La squadra ha reagito al ko di Pordenone dimostrando di essere viva. Non sono solo incontrista? Ci sono gare in cui non si riesce a fare bene le due fasi, oggi sono riuscito bene anche in fase di costruzione”. Simone ha detto la sua sui primi 25’ opachi della Regia: “L’Albinoleffe è una squadra dura e non si può sempre partire 5-0. La fase iniziale serve per sciogliersi. Facciamo tesoro di questi 25’ per non ripetere gli stessi errori in futuro”.

Luca Ghiringhelli è stato schierato a sorpresa da esterno basso a sinistra da Colucci: “ A tutti piace giocare nel ruolo dove ci si esprime meglio – ha spiegato il diretto interessato -. Però, un professionista gioca dove gli dice il mister e alla fine si vince in undici”. Nei primi 25’ Ghiringhelli si è proposto spesso in avanti chiamando palla, ma è stato quasi sempre ignorato nelle sue avanzate. “Se la davano a me ci sarebbe stato un altro compagno ad alzare il braccio da un’altra parte del campo – ha risposto diplomatico – . Io faccio il movimento, ma se i compagni scelgono di darla ad un altro vuol dire che l’azione deve svilupparsi così. All’inizio non trovavamo varchi, poi siamo stati bravi a segnare e a gestire la gara. Sul secondo gol gli abbiamo aggrediti bene per poi colpirli”. Il 4 dicembre la Regia sarà a Gubbio. “E’ innegabile che fuori fatichiamo – ha ammesso – e dobbiamo cresce ed essere più maturi a partire da Gubbio. Siamo una grande squadra? Siamo un grande gruppo che deve diventare una grande squadra”.

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