Cinquemila euro per sposare un tunisino: la triste storia di una signora attempata

di Mario Guidetti

Caro direttore,

Profonda è stata la tristezza che ha permeato l’animo dei membri del tavolo Hemingway nell’apprendere che….

– Una attempata signora, di salute malferma e residente nella nostra provincia, ha subito il distacco delle utenze per il mancato pagamento delle bollette.

– Vivendo in comodato d’uso in una abitazione messa premurosamente a disposizione da un parente, l’anziana non rientra nei casi previsti per un intervento economico da parte dei servizi sociali

– Avendo un reddito dovuto a lavori saltuari come donna di servizio ad ore, la banca alla quale si è rivolta non le ha concesso altro che un piccolo credito per le minime spese quotidiane.

– A quel punto, chiedi qua e là, un “bieco individuo” le ha proposto di contrarre matrimonio  con un giovanissimo extra-comunitario che aveva avuto un permesso di soggiorno temporaneo concesso in base all’ex art. 20 (motivi umanitari) – tale permesso era nel contempo scaduto. Ovviamente gli “accordi matrimoniali” prevedevano non la convivenza ma la sola presenza per il tempo strettamente necessario per “dimostrare, agli accertatori, che non si trattava di un matrimonio di comodo”. In cambio, l’attempata signora, avrebbe avuto  (ha, visto che il “matrimonio” è stato regolarmente celebrato), 5mila euro dei quali mille se ne sono subito andati per il “bieco individuo”. Al momento, tolta la mediazione del “sensale”, l’anziana attende ancora il saldo, circa la metà di quanto pattuito.

Questa triste storia  si evolverà con il riconoscimento della cittadinanza italiana allo sposo, dopo i prescritti tre anni di “matrimonio”. La signora si ritrova con un “marito”  che avrà poi il diritto, nel tempo, di operare il ricongiungimento familiare dei genitori  ai quali  lo Stato italiano riconoscerà immediatamente la pensione sociale di 448,51 euro per 13 mensilità. Nel caso poi di pre-morienza della “moglie” godrà anche della pensione di reversibilità e del diritto di residenza nell’abitazione coniugale. Tutto questo al “modico prezzo di 5mila euro”.

Questo sistema, che tutela scarsamente o non tutela affatto i propri cittadini in difficoltà economica, un sistema che non ostacola il conclamato caso, peraltro abbastanza frequente, esaminato dai membri del tavolo Hemingway (chi ha celebrato il “matrimonio” non ha avuto sospetti? Si è limitato nel giudizio trincerandosi dietro una regolarità formale?), è un sistema che non ci piace.

* portavoce tavolo Hemingway

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