Assemblea a Chiozza sui richiedenti asilo: “Qualche domanda al parroco che mi ha messo a tacere”

di Elena Diacci*

29/11/2016 – Ieri sera come promesso mi sono recata all’incontro sui nuovi sedicenti profughi presso la parrocchia di Chiozza.

 Considerato che il parroco, dimostrando grande ecumenismo, ha premesso che chi non era della parrocchia doveva tacere, provvederò a riportare pubblicamente le mie posizioni in attesa di risposta ricordando solo al Don che io da sempre sono stata vicina alla Chiesa come lo dimostrano numerose mie uscite pubbliche e non solo, ma io stessa emigrata in una Parrocchia che non è del mio Paese di appartenenza.

Caro parroco, lei ha dichiarato che “i 3 profughi vengono da Mali, Ghana e Nigeria” e che “non avranno un percorso breve perché ci vuole un anno per il permesso di soggiorno”; siccome non mi risulta che in quei paesi vi siano guerre attive in base a che criterio li definisce “profughi” ed è così sicuro verrà loro dato il permesso di soggiorno?
Lei inoltre aggiunge che “il tema immigrazione non è emergenza ma quotidianità senza interessi”, salvo poi specificare che “il contributo governativo non è altro che un rapporto di reciprocità”; mi potrebbe gentilmente spiegare meglio il concetto di “reciprocità”, visto che si parla di soldi non del Vaticano ma degli italiani, e cosa intende per “quotidianità senza interessi” visto che quella somma verrà percepita giornalmente?
Vorrei infine ricordarle che la sua imposizione di tacere stride con due realtà fondamentali: La prima è che io rappresento i cittadini nel consiglio comunale di Scandiano che comprende anche la sua parrocchia, e che quei sedicenti profughi che lei ha dimostrato essere null’altro che immigrati economici non staranno tutto il giorno in parrocchia, ma si muoveranno sul territorio ed interagiranno coi cittadini al di fuori del suo controllo, impattando quindi sul nostro territorio.
Se lo faccia dire lei di fronte ha avuto una Signora che da sempre ha rispettato i luoghi di culto come ieri sera del resto.
La prossima volta invece di chiedermi di tacere faccia una azione ben più importante: Si assuma la responsabilità diretta di tutto ciò  che faranno questi 3 immigrati, penso che il suo datore di lavoro ne sarebbe orgoglioso perché proprio chi è cristiano cattolico come me sa bene che la Carità è un gesto amorevole e di solidarietà senza compenso, un insegnamento del quale io ne faccio tesoro.
Elena Diacci
Capogruppo FI Scandiano
Coordinatore provinciale FIG
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