Aggressione a colpi di katana
Due cinesi in manette a Baiso

26/11/2016 – Armati di katana hanno atteso l’arrivo sul posto di lavoro di un 58enne reggiano che è stato pestato da due fratelli cinesi che non hanno esitato a colpire con l’arma il figlio di 24 anni  intervenuti in difesa del padre. Il giovane è rimasto ferito alla fronte.

Grave episodio di sangue nella tarda mattinata di ieri in via Caselle del comune di Baiso: con l’accusa di lesioni personali aggravate i carabinieri della stazione di Baiso, del nucleo operativo e della stazione di Castelnovo Monti, intervenuti sul posto,  hanno messo le manette ai polsi e portato in carcere alla Pulce un cittadino cinese 33enne e il fratello di 30 anni, entrambi residenti a Toano. Uno è il gestore di un bar di Baiso.

La katana abbandonata dai due cinesi dopo l'aggressione a Baiso

La katana abbandonata dai due cinesi dopo l’aggressione a Baiso

A loro i carabinieri hanno sequestrato la katana, recuperata su un campo dove era stata gettata dopo l’aggressione, utilizzata nella spedizione punitiva. Padre e figlio, curati al Sant’Anna di Castelnovo Monti, se la caveranno con una prognosi di una quindicina di giorni ciascuno per le lesioni riportate a seguito dell’aggressione.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri la vittima la sera precedente in un bar del paese era intervenuta in una lite separando i contendenti. Un’intromissione non gradita culminata con la spedizione punitiva organizzata la mattina successiva da due fratelli cinesi, tra cui il gestore dello stesso bar dove era avvenuta la lite la sera precedente. I due fratelli hanno atteso l’arrivo della vittima sul posto del lavoro dove una volta giunto veniva aggredito a pugni e gettato a terra. Il figlio intervenuto in sua difesa veniva colpito con la lama di una katana al volto che gli procurava una ferita sulla fronte con copiosa perdita di sangue. Mentre padre e figlio a mezzo ambulanza venivano condotti all’ospedale di Castelnovo Monti i due fratelli, dopo essersi disfatti della katana, si presentavano spontaneamente ai carabinieri raccontando della “discussione” avuta poco prima.

Ricostruiti i fatti e accertate le loro responsabilità, i due cittadini cinesi venivano arrestati con l’accusa di lesioni personali aggravate.

 

 

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