Iren-Unieco, i 5 Stelle sparano a zero

19/10/2016 – “Iren e Unieco? No a favori alla cooperativa rossa che ha costruito l’inceneritore del Gerbido che tanti problemi ha causato dalla sua apertura e possiede discariche,” Questa la dura presa di posizione di Laura Castelli e Maria Edera Spadoni, parlamentari piemontesi ed emiliana del Movimento 5 Stelle e di Giorgio Bertola Gian Luca Sassi, capigruppo M5S in Regione Piemonte ed Emilia-Romagna. Castelli e Spadoni annunciano un’interrogazione in Parlamento.

La notizia dell’avvio delle trattative in esclusiva per l’acquisizione di Unieco Ambiente in comproprietà da parte del gruppo Iren e di Coopservice, ha fatto insorgere i 5 stelle reggiani e piemontesi. E non cosa da poco, tenuto conto che il sindaco di Torino Chiara Appendino (esponente numero 1 del patto di sindacato Iren) e dei 5 Stelle.

unieco

 “L’abbiamo capito oramai tutti. I rifiuti sono la gallina dalle uova d’oro” spiegano le due parlamentari ed i capigruppo del M5S nelle due regioni.
Sulla fusione è stata depositata una interrogazione in Parlamento che riprende anche le ultime vicende legate agli sforamenti dell’inceneritore del Gerbido.
Castelli, Spadoni, Bertola e Sassi sparano a palle incatenate: “Unieco è azienda nota per essere stata, durante tangentopoli, finanziatrice di partiti Inoltre i rilevanti fatti giudiziari in corso dovrebbero consigliare prudenza nell’acquisizione di asset da Unieco- affermano i rappresentanti M5S –  la procura di Firenze ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di turbativa d’asta sul servizio di smaltimento di rifiuti, un appalto da 140 milioni di euro, affidato dall’Ato Toscana Sud al raggruppamento di imprese pubbliche e private Sei Toscana, il cui socio principale è Sta (Società toscana ambiente), holding di imprese cooperative fra cui spiccano proprio Unieco insieme Cooplat e Castelnuovese”.
Maria Edera Spadoni alla Camera

Maria Edera Spadoni alla Camera

E aggiungono: “A fare gola a Iren c’è sicuramente la partecipazione al 35% di Unieco in Barricalla spa (tremite la Sereco Piemonte spa) tra le più grandi centrali di smaltimento di rifiuti in Italia che si inserirebbe perfettamente nello scacchiere di Iren Ambiente” .
“Questa fusione, dunque, significherebbe investire in un business ormai vecchio e con rischi enormi a fronte di pochi anni residui di ricavi visto che si tratta di discariche prossime al fine vita, ovvero alla chiusura” .
Ma gli esponenti grillini ne hanno anche per l’inceneritore del Gerbido  di Torino, proprietà di TRM spa che è una partecipata di Iren Spa e del Comune della  Torino: “Questo impianto costruito da Unieco, sin dalla sua inaugurazione a maggio 2013 è stato teatro di numerosi incidenti dovuti al suo malfunzionamento e non ha mai funzionato a pieno regime” .
E non più tardi di ieri 18 ottobre la Città metropolitana di Torino ha disposto la diminuzione del carico per alcuni giorni, a causa di nuovi sforamenti delle emissioni inquinanti.
L'inceneritore del Gerbido di Torino, impianto realizzato da Unieco

L’inceneritore del Gerbido di Torino, impianto realizzato da Unieco

 
 E, aggiungono, “numerose sarebbero le criticità della maxi fusione: perdita di controllo da parte dei territori, investimenti a svantaggio dei cittadini, maggiori difficoltà ad ottenere trasparenza, facilità a far perdere le tracce delle conseguenze e dei responsabili di tutte le scelte gestionali e strategiche messe in atto negli ultimi anni e, non ultimo, la mancata diminuzione delle tariffe”
A questo punto, chiedono Castelli, Maria Edera Spadoni, Bertola e Sassi “acquisire un ramo di azienda che si cura di discariche che sono prossime alla chiusura e che creerebbe tutti questi problemi,  che senso ha? Forse i motivi sono da cercare altrove?” .
“Certo è che ora Iren , invece di chiedere conto dei problemi progettuali e gestionali del Gerbido (e dei relativi costi pagati dai cittadini) a Unieco, vuole salvarla dagli enormi e noti problemi finanziari acquistandone il ramo d’azienda UniecoAmbiente”, mentre “il settore ambiente di Iren dovrebbe fare un salto di qualità e innovazione dal punto di vista industriale, puntando sul riciclo di materia con nuove tecnologie sempre più avanzate, e abbandonare le ipotesi di acquisizione di discariche che sono antitetici alle gerarchie d’intervento sostenibili fissate dall’Unione Europea, e vanno nella direzione opposta a quella auspicata e necessaria per la difesa dell’ambiente e la salute dei cittadini” . La guerra è appena cominciata: proprio questa mattina Iren ha annunciato la costruzione in provincia di Reggio di un impianto di trattamento dei rifiuti organici.
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5 risposte a Iren-Unieco, i 5 Stelle sparano a zero

  1. Fausto Poli Rispondi

    19/10/2016 alle 23:07

    Ottimo articolo da dare in pasto alla Gabanelli.

  2. Fausto Poli Rispondi

    19/10/2016 alle 23:08

    Riconosco che un articolo del genere sul cartaceo lascerebbe il segno.

    • luca p. Rispondi

      20/10/2016 alle 10:43

      In realtà è più importante farlo circolare sulla cosidetta. Su internet che ha memoria rimane, un articolo sul cartaceo, il giorno dopo, finirebbe nella migliore delle ipotesi nella raccolta differenziata.

      • Fausto Poli Rispondi

        23/10/2016 alle 14:33

        I quotidiani come i settimanali e quant’altro vengono registrati pure nelle Biblioteche dei Capoluoghi di Provincia. Su certi Spunti/articoli, si potrebbe scrivere un libro/spunto per uno sceneggiato. Piu’ che altro conta chi contatta i produttori.

        Io applaudiro’ sempre chi stana e indaga.

        A me non piace il pasticcio. A me piace l’ordine.

  3. Fausto Poli Rispondi

    23/10/2016 alle 14:36

    Credo che la Spadoni, contaminata da altri esponenti che ci tengono alla loro dignita’, stia lavorando sodo al fine di aprire uno spiraglio per riconvertire la politica in qualcosa di utile per i cittadini. E parlo di persone, e non di colore politico.

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