Referendum: “O sovrani o sudditi: questa la scelta”
In 500 all’assemblea Cgil con Smuraglia

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Guido Mora

di Pierluigi Ghiggini

25/10/2016 – «O sovrani o sudditi». Carlo Smuraglia,  presidente nazionale dell’Anpi, ha sintetizzato così il senso del referendum costituzionale di fronte alle cinquecento persone accorse al circolo Pigal di Reggio per l’attivo provinciale della Cgil dedicato, appunto, al lancio della campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre .
Smuraglia ha partecipato alla tavola rotonda del Pigal – condotta dalla giornalista del Fatto Silvia Truzzi davanti a un salone straboccante, a dimostrazione del clima politico nella sinistra reggiana – insieme al segretario regionale della Cgil Vincenzo Colla, al costituzionalista Massimo Villone e a Patrizio Tonello dell’università di Padova. Sul palco anche il segretario reggiano Guido Mora e il presidente Anpi Reggio Ermete Fiaccadori, intervenuti prima del dibattito.

L'assemblea Cgil sul referendum al Pigal

L’assemblea Cgil sul referendum al Pigal

Il Senato nominato in secondo grado dalle assemblee regionali, e l’eliminazione del voto diretto dei cittadini, sono al centro dello scontro.

“La sovranità appartiene al popolo, così è scritto nell’articolo 1 della nostra Costituzione – ha detto Smuraglia tra gli applausi – E la sovranità popolare significa rappresentanza. Se si elimina il diritto di eleggere i senatori si elimina metà della sovranità popolare. Farebbero meglio a risolvere il problema togliendola sovranità del popolo dall’articolo 1». Sovrani o sudditi: per il presidente dell’Anpi non esiste una terza via.

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Carlo Smuraglia

«Si comprende sin troppo bene dove vada a parare questa riforma – ha aggiunto l’ex parlamentare del Pci, che a 93 anni suonati è andato alla scontro con Renzi – Travolge lo spirito della nostra Costituzione e incide su ciò che abbiamo di più caro. Si può cambiare, però lo spirito va rispettato». Guido Mora, nella sua relazione aveva parlato di un progetto che vuole un governo debole su lavoro, con parlamento e regioni deboli,  debole sulla corruzione e sul diritto alla protesta. Lo spettro, insomma di una quasi-dittatura. Ma è così? Il professor Villone si è espresso sostanzialmente su tale linea, parlando di «disegno aggressivo verso l’ordinamento repubblicano».
«Un conto è correggere il bicameralismo, altra cosa è dividere il sistema tra una camera rappresentativa e un’altra non rappresentativa». Villone a ricordato che dieci regioni eleggeranno un solo senatore tra i consiglieri, e uno tra i sindaci: in altri termini la dittatura della maggioranza.

da sinistra Ermete Fiaccadori,

Da sinistra Ermete Fiaccadori, Massimo Villone e Vincenzo Colla

Il prossimo appuntamento della Cgil è il 9 novembre al Lime Theater (il teatro temporaneo allestito alle Fiere di Reggio e capace di 2 mila 600 posti) con lo spettacolo di Marco Travaglio “Perchè no – Tutte le bugie del referenzum”.

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