Ragazza di 19 anni costretta a prostituirsi in strada con violenza : coppia di rumeni arrestata dalla Mobile

10/10/2016 – Sabato notte gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato due persone, un uomo ed una donna, gravemente indiziati di sfruttamento della prostituzione di una ragazza di 19 anni. La Polizia ha così messo fine a una situazione  caratterizzata da un degrado sconcertante: la vittima era tenuta in soggezione con violenza, e tuttavia non ha voluto denunciare gli sfruttatori. Anzi, come in preda alla sindrome di Stoccolma, ha mantenuto un atteggiamento “reticente” per non comprometterli-

La cattura dei due non è stata facile, perché entrambi non hanno una residenza stabili. Gli investigatori, quindi, hanno atteso la sera ed hanno bloccato prima l’uomo mentre accompagnava la ragazza al posto dove si prostiuiva, poi hanno  preso la donna.

A finire in carcere, in esecuzione della misura cautelare emessa dal Gip di Reggio Emilia Antonella Bentivoglio, una coppia di rumeni  Maria Alexandra Closca, 26 anni, nata a Orsova, e Adrian Brajna di 27 anni, originario della città di Resita.

Nel corso della perquisizione domiciliare è saltato fuori anche un “libro mastro” degli introiti dell’attività prostitutiva e ben ventimila euro in contanti: tutto sequestrato.

Le indagini partite a febbraio su iniziativa della Mobile e coordinate dai sostituti della Procura di Reggio Emilia dott.sse Pantani e Giannusa, hanno fatto emergere – sottolinea la polizia – “un desolante quadro di degrato e di sfruttamento, anche, violento della prostituzione di una giovanissima rumena appena diciannovenne”.

La raccolta dei gravi indizi di colpevolezza è avvenuta grazie alle intercettazioni , che hanno permesso di superare il velo di omertà altrimenti invalicabile. Lavittima , infatti, non voluto fornire alcun elemento e, anzi, ha tenuto un comportamento definito “volutamente reticente” per non compromettere la posizione dei propri sfruttatori.

L’attività conferma la “massima attenzione” della Polizia di Stato al fenomeno dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione e non della prostituzione in sé; l’attività di contrasto, infatti, “è volta ad inviduare canali di sfruttamento per raccogliere elementi in ordine a tale reato assicurando alla giustizia i responsabili”.

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