Preziosi rubati a Bologna scovati in un compro oro di Reggio: denunciato georgiano dedito alle rapine

25/10/2016 – Un bel mucchietto d’oro rubato è stato scoperto nella cassaforte di un compro oro del centro di Reggio Emilia. si tratta di oltre mezz’etto di piccoli preziosi di cui la maggior parte provenienti da un furto perpetrato il 17 ottobre in un’abitazione di Bologna.
Il ritrovamento e la correttezza dell’esercente, che ha conservato l’oro per i dieci giorni prescritti prima di fonderli, registrando il nominativo della persona che li ha venduti, ha permesso di risalire a un georgiano abitante a Reggio, già arrestato per rapina aggravata e attualmente sottoposto all’obbligo di firma alla polizia giudiziaria.
L’uomo è stato denunciato solo per ricettazione in quanto ,al momento,  non vi è la prova che sia lui l’autore materiale del furto.
Si conferma comunque che i compro oro, al di là della serietà degli operatori, sono uno dei canali privilegiati per il riciclaggio dei metalli preziosi rubati.
La scoperta si deve alla sezioni Volanti della Polizia di Reggio Emilia, come ha spiegato la dirigente dottoressa Abbate.
Nel corso di un controllo di routine, l’attenzione degli agenti  è stata attirata da una busta con orecchine, collane e anelli per un totale di 47 grammi d’oro, per il quale il georgiano aveva ricevuto il corrispettivo di 1.445 euro. Nel mucchietto c’era anche una medaglia in oro con incise le parole “I nonni Nerozzi”.

La dirigente delle Volanti dottoressa Abbate mostra alcuni monili sequestrati al compro oro (ph. Sergio Volo)

 a BologLa dirigente delle Volanti dottoressa Abbate mostra alcuni monili sequestrati al compro oro (ph. Sergio Volo)

Da questo particolare le Volanti sono risalite a una signora che vive a Bologna, anche lei Nerozzi di cognome e che ha subito un furto nella propria abitazione il 17 ottobre. Convocata in questura, la donna ha riconosciuto gli oggetti (peraltro descritti nella denuncia presentata dalla derubata) che le sono stati subito restituiti.
Dallo stesso compro oro individuati anche altri monili per circa 19 grammi, pagati 480 euro dal negoziante, fra cui una medaglietta con scritto”Ave Maria”, di probabile provenienta furtiva.

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