Piano industriale Iren: utile 251 milioni, investimenti per 2,2 miliardi e debiti per 2 nel 2021
Nel reggiano sarà costruito nuovo impianto trattamento rifiuti

19/10/2016 – Utile netto raddoppiato nel 2019 e a 252 milioni di euro nel 2012, investimenti per 2,2 miliardi di euro,+23% rispetto al pieno precedente, un terzo dei quali dedicati ad iniziative di sviluppo. Debito a circa 2 miliardi nel 2021, in riduzione di 180 milioni. E sinergie (ovvero tagli alle spese derivanti da snellimenti e razionalizzazioni della struttura di gruppo) per 100 milioni nel 202, ma per l’80% già realizzati entro i prossimi tre anni.
Queste alcune cifre del piano quinquennale industriale Iren sino al 2021, presentato questa mattina in call conference dall’a.d. Massimiliano Bianco e dal  presidente della multiutility Paolo Peveraro.
Fra le principali iniziative di investimento, la costruzione nel territorio della provincia di Reggio Emilia di un impianto di trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata.
Paolo Peveraro

Paolo Peveraro

Il piano industriale Iren – si legge in una nota diffusa dall’azienda –  “proseguirà nella scia di un sempre più incisivo efficientamento e razionalizzazione della società (previste sinergie pari a circa 100 milioni di euro) in cui il cliente sarà posto al centro del progetto, garantendo servizi ad alto valore aggiunto in cui il risparmio energetico, l’efficienza e l’innovazione saranno gli elementi determinanti”.

Dopo le ultime operazioni portate a termine – tra cui l’acquisizione di Amiat, del termovalorizzatore di Torino e di Atena Vercelli – il Gruppo prevede un “ulteriore sforzo nel processo di consolidamento nelle proprie aree di riferimento confermandosi come principale aggregatore e motore di sviluppo de Nord-Ovest del Paese.
Fra le operazioni in corso, la più rilevante è l’incorporazione di Amiu Genova. E, come riferito ieri da Reggio Report, sono cominciate le trattative in esclusiva per l’acquisizione della divisione ambiente di Unieco, in partnership con Coopservice.
“Un consolidamento territoriale – ha sottolineato Peveraro – che grazie al forte radicamento del Gruppo nelle proprie aree di riferimento e al dinamismo già dimostrato, potrebbe portare un margine addizionale pari circa 100 milioni di euro, non incluso nei numeri del piano”.
Obiettivi “che avranno come comune denominatore la sostenibilità ambientale, sociale e finanziaria. Iren investirà infatti in attività a basso impatto ambientale (come il teleriscaldamento o il consolidamento impiantistico nel trattamento dei rifiuti) ponendo particolare attenzione all’equilibrio finanziario e continuando a perseguire una significativa riduzione dell’indebitamento (previsto in riduzione di circa 180 milioni di euro al 2021).
Resta il problema della corretta lettura dei dati sull’indebitamento, perché le cifre aggregate indicano già oggi un livello superiore ai 2 miliardi di euro. Senza contare che il socio di minoranza Eon ha azzerato il valore della partecipazione del degassificatore di Livorno, e che per trascinamento anche Iren dovrebbe compiere un’operazione analoga (che peserebbe per altre centinaia di milioni).
In ogni caso, il piano industriale quinquennale ha l’obiettivo “di fare di IREN un esempio di eccellenza e innovazione nel settore delle multi-utility”.
La strategia di crescita è “orientata allo sviluppo dei business regolati e quasi regolati e a una forte focalizzazione sui clienti energetici -scrive ancora l’azienda – Dal primo punto di vista, particolare importanza riveste sia l’espansione delle reti di teleriscaldamento, sia lo sviluppo del business della distribuzione del gas naturale.
A ciò si aggiunge la crescita del settore Ambiente derivante sia da operazioni di consolidamento, alcune delle quali già chiuse (TRM Torino, Atena Vercelli e ACAM Impianti La Spezia), sia attraverso lo sviluppo di impianti dedicati al trattamento di carta, plastica e rifiuto organico.
In particolare, in provincia di Reggio Emilia, il Gruppo Iren prevede la costruzione di un impianto trattamento del materiale raccolto dalla raccolta differenziata dell’organico.
Infine, in relazione all’espansione della base clienti, particolarmente importante è il progetto denominato “New Downstream” che fungerà da catalizzatore di iniziative commerciali e di marketing mirate a trasformare la commodity energetica in un servizio ad alto valore aggiunto.
Target che consentiranno una robusta generazione di cassa tale da coprire agevolmente il piano di investimenti, superiore a 2,2 miliardi di euro (+23% rispetto al piano precedente) e permetterà il raggiungimento di un rapporto di equilibrio pari a 3x tra debito netto ed EBITDA, già alla fine del 2018.
” Ciò garantirà per gli anni successivi una notevole flessibilità finanziaria – sostiene il gruppo – che potrà essere utilizzata per cogliere interessanti opportunità di investimento e M&A o, in assenza di queste ultime, per remunerare ulteriormente gli azionisti.
Sulla base di tali linee strategiche il Gruppo prevede una crescita dell’EBITDA pari a circa 220 milioni di euro, che porterà il margine operativo lordo del Gruppo a 900 milioni di euro al 2021 e un utile di Gruppo in costante aumento, previsto a 251 milioni di euro rispetto ai 118 del 2015.
Una particolare attenzione sarà dedicata alla soddisfazione degli azionisti: il Gruppo prevede infatti una crescita annua del dividendo pari all’8%.
L’amministratore delegato Massimiliano Bianco parla di “obiettivi credibili e sfidanti quelli che si è dato il Gruppo per proseguire nel percorso verso l’eccellenza: un processo di continuo efficientamento con un target di 100 milioni di sinergie, una crescita organica che sfrutterà a pieno 2,2 miliardi di investimenti (di cui un terzo dedicati allo sviluppo), il processo di consolidamento territoriale e infine una rinnovata attenzione verso gli Azionisti mediante una chiara politica di dividendi”.
IREN A REGGIO EMILIA:
  • 793 dipendenti
  • 20 assunzioni nel 2015
  • 300 fornitori in provincia di Reggio Emilia
  • 41 comuni della provincia serviti dal servizio idrico
  • 4.960 km di rete idrica
  • 456.000 abitanti serviti dal servizio ambientale
  • 346.702 ton di rifiuti gestite nel 2015
  • 65,8% raccolta differenziata
 
INDICATORI ECONOMICI E FINANZIARI:
EBITDA al 2021 pari a circa 900 milioni di euro, in incremento di circa 220 milioni di euro rispetto al 2015, con un tasso di crescita annua del 4,8%. 75% di tale risultato verrà raggiunto già nel 2019. Circa il 75% dell’intero EBITDA del Gruppo deriverà da attività regolate e quasi regolate.
Utile netto raddoppiato nel 2019 e a 252 milioni di euro nel 2012, investimenti per 2,2 miliardi di euro,+23% rispetto al pieno precedente, un terzo dei quali dedicati ad iniziative di sviluppo. Debito a circa 2 miliardi nel 2021, in riduzione di 180 milioni. e sinergie (ovvero tagli derivanti da snellimenti e razionalizzazioni della struttura di gruppo) per 100 milioni nel 202, ma per l’80% già realizzati entro i prossimi tre anni.
Queste alcune cifre del piano quinquennale industriale Iren sino al 2021, presdentato questa mattina in call conference dal presidente della multiutility Paolo Peveraro.
Fra le principali iniziative di investimento, la costruzione nel territorio della provincia di Reggio Emilia di un impianto di trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata.
      Sinergie pari a 100 milioni di euro, l’80% delle quali ottenuto entro il 2019.
      Utile netto sostanzialmente raddoppiato già al 2019. Utile netto al 2021: 251 milioni di euro.
      Investimenti cumulati per circa 2,2 miliardi di euro, in aumento del 23% rispetto al piano precedente, un terzo dei quali dedicati ad iniziative di sviluppo.
      Debito al 2021 in riduzione di circa 180 milioni di euro a circa 2 miliardi.  Il risultato è particolarmente significativo se si tiene conto del fatto che nel 2016 l’acquisizione di TRM S.p.A. ha inciso negativamente per un importo superiore a 400 milioni di euro.
–       Target Rapporto Debito netto/EBITDA  a 3,0x, raggiunto già nel 2018.
      Dividend policy chiara con una crescita annuale del dividendo per azione pari a circa l’8%.
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