Parma: truffa da tre miliardi, vittime decine di imprenditori. Sei arresti, sequestrata la società Iwil
In carcere il faccendiere Aldo Pietro Ferrari

11/10/2016 – Con un’operazione coordinata a livello nazionale, La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Parma nei confronti di sei persone accusate di aver realizzato una maxitruffa finanziaria da 3 miliardi. Le vittime, secondo le indagini dei pm e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Parma, sarebbero decine di imprenditori italiani e stranieri.
Per due dei sei presunti responsabili della truffa è stato disposto il carcere, mentre altri quattro agli arresti domiciliari: il reato ipotizzato è associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata.
Sequestrata anche la sede italiana della Iwil, International world investiment loans la società che sarebbe stata utilizzata per realizzare la truffa.
In corso anche una serie di perquisizioni a Forlì, Cesena, Bolzano, La Spezia, Lodi, Frosinone, Siracusa e Palermo.

Al centro della truffa Pietro Ferrari, 72 anni, faccendiere parmigiano specialista in bancarotte che negli anni ’90 balzò agli onori delle cronache quando la Guardia di Finanza scoprì contanti in valute estere per un valore equivalente a 15 miliardi di lire dell’epoca, sepolti nel giardino della sua villa di Tizzano Val Parma. E anche in questa circostanza, nella villa sarebbero stati sequestrati contanti e gioielli.

Aldo Pietro Ferrari

Aldo Pietro Ferrari

Aldo Pietro Ferrari è stato condotto nel carcere di via Burla a Parma, mentre un altro faccendiere, il calabrese Cosimo Barbiero di 63 anni, si trova ora nel carcere di Villa Andreini alla Spezia. Ai domiciliari anche due parmensi di Fornovo e Fidenza.

La Iwil vantava sedi e attività oltre che in Nuova zelanda anche in Delaware, Israele, Giappone, Singapore e Grecia, ma era sostanzialmente una bufala.

Secondo quanto riferito in una conferenza stampa dal comandante Provinciale della guardia di Finanza, Salvatore Russo, la società proponeva a imprenditori in difficoltà, molti dei quali emiliani, mutui tra i 5 milioni e i 500 milioni di euro a tassi agevolati, senza fornire garanzie e con la firma di un contratto di investimento fittizio per abbattere i costi dell’operazione. La Iwil e i suoi procacciatori avrebbero incassato una percentuale tra il 5 e l’8%. In realtà incassate le commissioni perle quali veniva emessa fattura, il finanziamento non arrivava. In questo modo in due anni la società avrebbe incassato almeno 2 milioni 257 mila euro, senza erogare un euro di prestiti. Tutto veniva giustificato, come in molte storie già viste di truffe finanziarie, in ritardi e intoppi burocratici dal parte dei grandi istituti internazionali che avrebbero dovuto erogare materialmente i mutui, ma che in realtà non hanno mai avuto rapporti con la Iwil,

Pochi giorni prima dell’operazione Re Mida, ferrari aveva scritto a un imprenditore, in attesa di un finanziamento dal giugno 2015, che Bank of Singapore avrebbe cominciato a versare i 99 milioni di euro pattuiti a partire dal 12 ottobre 2016. Data fatidica, e probabilmente una presa in giro: il 12 ottobre è l’anniversario della scoperta dell’America.

Sembra che a causa dei raggiri alcuni imprenditori abbiano dovuto portare i libri in Tribunale e siano finiti in fallimento.

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