Palazzo del Carbone: agli studenti alloggi di prestigio in centro. Ecco la Reggio che vogliamo
Maramotti e Delrio tagliano il nastro: un nuovo corso per la città?

15/10/2016 –  “E’ un bell’intervento. Sono contento che i ragazzi siano già qui e vivano in queste case. E’ meglio avere prima il contenuto dei contenitori. E spero che questi giovani contribuiscano alla vitalità della città. La convenzione dura dieci anni, ma mi auguro che si possa andare oltre”.

Luigi Maramotti entra a palazzo del Carbone

Luigi Maramotti entra a palazzo del Carbone

Un Luigi Maramotti sorridente è stato il vero protagonista – insieme al ministro Graziano Delrio e agli studenti che occupano in nuovi alloggi sobri ma prestigiosi, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia, con splendide viste sulla torre del Bordello e piazza Casotti – dell’inaugurazione del nuovo palazzo del Carbone, al centro di una straordinaria operazione di recupero costata cinque milioni all’Immobiliare del Nord della famiglia Maramotti, con un contributo dioltre mezzo milione della Regione, che ha permesso di assegnare venti appartamenti in convenzione e a prezzo calmierato per un totale di 56 posti letto ai giovani che frequentano gli istituti universitari reggiani.

Il ministro Delrio, Luigi Maramotti, Marco Corradi e il sindaco Luca Vecchi

Il ministro Delrio, Luigi Maramotti, Marco Corradi e il sindaco Luca Vecchi

Un evento, l’inaugurazione di palazzo del Carbone, dove nella collaborazione tra pubblico e privato si rintraccia il paradigma di un futuro possibile per la città. Reggio Emilia ha bisogno di una scossa, di un patto rinnovato tra tutte le forze che possono fare qualcosa, che hanno non solo risorse ma idee e volontà, abbandonando una volta per tutte il terreno dei compromessi mercantili che ha dominato per troppo tempo. Il bene della città, il suo futuro nel Nord e nel nuovo mondo che si prepara, i guasti da riparare, i valori da difendere, la capacità di innovare e di offrire una prospettiva ai giovani, le potenzialità da trasformare in una nuova vita : ecco la molla che deve muovere tutti.

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

Maramotti, in modo significativo, ha sottolineato:  “Bisogna riuscire a mettere in piedi una collaborazione che sia sostenibile e che stia in piedi economicamente e si in equilibrio. E’ complesso, ma è una sfida importantissima per il futuro. La città ha tanti edifici che aspettano delle idee, ma devono essere sostenibili”.

E per uscire dall’esagono, il banco di prova  – come insiste da settimane il presidente di Unindustria Severi – è la stazione Mediopadana e il completamento dei progetti di Santiago Calatrava. Gli enti locali non hanno risorse, ma il resto del mondo sì. E il governo, dove l’ex sindaco Delrio ha il ruolo di ministro delle Infrastrutture, può fare la sua parte.

Uno degli alloggi

Uno degli alloggi

Ma veniamo a palazzo del Carbone. Il canone di affitto degli alloggi  , le cui metrature variano da 50 a 120 mq, si attesta sui 160 euro a posto letto per arrivare a 320 euro per l’intero appartamento, mentre le spese per le utenze (gestione del fabbricato, ascensore, wi-fi) sono considerate a forfait e si aggirano tra i 100 e i 150 euro a posto letto.

Palazzo del Carbone, in via del Carbone (traversa di via Toschi)  era veramente malconcio. Ora è un gioiello. Nato da una proposta del proprietario Istituto Immobiliare Italiano del Nord – nell’ambito del Pru-Programma di riqualificazione urbana del Centro storico di Reggio -l’intervento di riqualificazione ha riguardato una superficie totale lorda abitativa di circa 1500 mq e i lavori, iniziati nel gennaio del 2014, si sono conclusi nel mese di luglio, in poco più di due anni.

Una sinergia tra Comune, privato e Acer “che ha raggiunto il duplice obiettivo, da una parte, di contribuire ad accrescere la residenzialità in centro storico, tramite lo sviluppo dell’offerta di edilizia convenzionata rivolta al mondo giovanile, e, dall’altra, di introdurre nuovi elementi di qualità urbana e sostenibilità nel centro antico della città”.

La facciata restaurata del palazzo del Carbone

La facciata restaurata del palazzo del Carbone

Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti il sindaco  Luca Vecchi, sil presidente del Gruppo Max Mara Luigi Maramotti, in rappresentanza dell’Istituto Immobiliare Italiano del Nord, Marco Corradi presidente di Acer Reggio Emilia, che si occupa della gestione degli alloggi, il presidente di Unindustria Reggio Emilia Mauro Severi che ha curato il progetto architettonico e la direzione generale dei lavori, Ugo Medici, amministratore unico di Istituto Immobiliare Italiano del Nord, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, con competenza sull’edilizia residenziale pubblica.

Dopo la benedizione di monsignor Gianfranco Gazzotti e il taglio del nastro da parte del ministro Delrio, la cerimonia si è conclusa con la visita dell’edificio.

IL SINDACO LUCA VECCHI

“Nel recupero di Palazzo del Carbone possiamo apprezzare il risultato di una strategia ben precisa, che ha consentito l’incontro, nel primo Programma di riqualificazione urbana del Centro storico, tra obiettivi di interesse pubblico, promossi dall’Amministrazione comunale, e iniziativa privata, in questo caso il forte impegno dell’Istituto immobiliare italiano del Nord – ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi – Un’intesa che ha generato tutela del nostro patrimonio storico, rigenerazione di uno spazio che torna ad essere luogo delle persone, nuova residenzialità e offerta di servizi abitativi a giovani studenti impegnati in percorsi di ricerca e alta formazione. Parliamo di significati forti e di un lavoro destinato a proseguire, e che in vari casi è già iniziato, con modalità analoghe, in altri luoghi e spazi della città”.

Il taglio del nastro

Il taglio del nastro

LUIGI MARAMOTTI

“L’idea e poi il progetto che hanno portato a questa realizzazione – ha detto  Luigi Maramotti – nascono da una conversazione che ho avuto alcuni anni fa con l’allora sindaco Delrio su temi che univano la città, in particolare su come rigenerare, fare vivere la sua parte più antica, partendo dalla presenza dei giovani. Abbiamo scelto il recupero, invece del nuovo, perché riteniamo sia una via per il futuro. Come possiamo vedere, i giovani abitano già questo palazzo, vi hanno casa, per poter studiare e formarsi qui tra noi. E’ prova concreta che il progetto funziona e segno che dovremmo realizzarne tanti altri”.

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

MARCO CORRADI

Il presidente di Acer  Marco Corradi  ha sottolineato che “il buon esito delle azioni pubbliche per gli studenti in ambito residenziale a Reggio Emilia si deve fra l’altro a un’offerta abitativa flessibile, cioè modellata il più possibile sulle esigenze degli studenti fuori sede. Nel Palazzo del Carbone essi possono ad esempio trovare alloggio anche per periodi limitati, il tempo necessario per potersi preparare qui nei giorni immediatamente prima degli esami, trovando fra l’altro, accanto al comfort abitativo, diversi servizi utili allo studio, a cominciare dalle dotazioni digitali”.

“La nostra attenzione – ha aggiunto il presidente di Acer – si è rivolta in questo caso a coloro che frequentano corsi e istituzioni di ricerca e formazione innovativi e d’eccellenza nella nostra città, quali l’Università, l’Istituto musicale Peri, il master internazionale Food innovation program, i progetti europei di apprendimento su lavoro e mobilità promossi da Ifom e YouNet: crediamo che anche questo sia valorizzare le competenze comuni, quindi fare squadra e generare qualità condivisa”.

Un passaggio interno

Un passaggio interno

MAURO SEVERI

Mauro Severi, presidente di Unindustria e, in questo caso, architetto progettista e direttore dei lavori di Palazzo del Carbone, ha presentato alcune caratteristiche dell’edificio e del progetto: “Abbiamo voluto creare un dialogo tra architetture esistenti e contemporaneità, consapevoli del fatto che qui il contatto con la storia è molto più importante e denso di significati che altrove e, nello stesso tempo, del fatto che i centri storici si sono costituiti per ‘stratificazioni di modernità’ in epoche successive. In questo palazzo emergono non a caso testimonianze dal Medioevo all’Ottocento, fino a strutture, che abbiamo trovato obsolete, realizzate nel Novecento. Diverse le destinazioni d’uso e i materiali edilizi utilizzati nei secoli. L’intervento si è sforzato di armonizzare e consolidare tutto questo, nell’ambito di un Programma di riqualificazione urbana tra i più importanti della città”.

Scorcio sulla torre del bordello da un terrazzo

Scorcio sulla torre del bordello da un terrazzo

Severi ha poi rivelato, a testimonianza delle diverse stratificazioni e destinazioni dell’area, il ritrovamento durante gli scavi di una scultura, “un altorilievo del tredicesimo secolo, che ritrae probabilmente il volto di un profeta, forse appartenente alla chiesa di Santa Maria Maddalena la cui presenza è testimoniata da una lapide in questo stesso palazzo. La scultura è di ambiente antelamico e questo è un fatto unico a Reggio Emilia. L’opera sarà esposta il prossimo gennaio, al Palazzo dei Musei, in una mostra sui recenti ritrovamenti archeologici degli ultimi cinque anni a Reggio Emilia”.

GRAZIANO DELRIO

“Un tratto qualificante del recupero di Palazzo del Carbone è l’apertura della proprietà privata alle politiche pubbliche, condividendo percorsi e obiettivi comuni – ha detto Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con competenza sull’edilizia residenziale pubblica – A Reggio Emilia è spesso scontato, non altrove. Eppure in questo modo si rafforza il nostro Paese e per questo il nostro impegno è di continuare a livello nazionale esperienze rivelatesi positive nelle città. Penso al programma di recupero degli alloggi pubblici sfitti, alla nuova legge dedicata alla fascia zero-sei anni, alle politiche in favore di giovani e ricerca: c’è molto di Reggio Emilia, che può diventare patrimonio di tutto il Paese”.

Infine Ugo Medici, amministratore unico di Istituto Immobiliare Italiano del Nord, ha ringraziato tutte le maestranze “per la cura dedicata all’attento recupero dell’edificio, nel rispetto delle sue caratteristiche storiche e architettoniche”.

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

INAUGURAZIONE PALAZZO DEL CARBONE

IL FABBRICATO

L’edificio a pianta rettangolare, racchiuso tra via Toschi a nord, via del Carbone a est, via Gobbi a sud e piazza Casotti a ovest, è costituito da un piano interrato, un piano terra, un piano nobile o primo, un secondo piano e un sottotetto parzialmente abitabile.

La condizione statica e i lunghi anni di abbandono dell’edificio hanno comportato un difficile programma di lavori e l’utilizzo di categorie di interventi specializzati e legati al recupero architettonico in centro storico. Il progetto esecutivo ha quindi tenuto conto della complessità dell’opera.

L’impianto e le strutture portanti sono riconducibili al secolo XVI, pur avendo subito nel corso dei secoli diversi interventi che hanno reso necessario una paziente opera di restauro conservativo integrato da strutture portanti, sia verticali che orizzontali, in acciaio che hanno contribuito al consolidamento e alla valorizzazione dell’edificio.

L'atrio del palazzo restaurato

L’atrio del palazzo restaurato

Tutte le parti originali rimaste delle testimonianze cinquecentesche sono state restaurate, tra cui due importanti tipi di soffitti lignei: uno tardo cinquecentesco, con decoro a stampino, e uno più antico con decoro sulle tavolette raffiguranti animali e stemmi nobiliari.

Nella scelta dei materiali di finitura è stato rispettato il concetto dell’uso dei materiali della tradizione locale: intonaci a calce, pavimenti in cotto, piastrelle, marmi veronesi, pietre di Luserna, serramenti lignei, tinteggi tradizionali.

La progettazione ha rappresentato l’occasione per interpretare in maniera innovativa il recupero di una porzione di tessuto urbano strategico per la rivitalizzazione del centro storico, realizzando un edificio contemporaneo, razionale e funzionale alle attuali esigenze.

Il progetto architettonico e la direzione generale dei lavori per il recupero del Palazzo sono stati curati dall’architetto Mauro Severi, mentre il progetto strutturale e la direzione lavori delle strutture sono stati affidati all’ingegnere Giovanni Gualerzi.

Visita a uno degli appartamenti per gli studenti

Visita a uno degli appartamenti per gli studenti

Le finalità del Palazzo recuperato

La gestione dei 20 alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone calmierato, destinati a giovani studenti, è stata affidata da Istituto Immobiliare Italiano del Nord ad Acer Reggio Emilia, tramite contratto di affidamento della gestione del complesso immobiliare della durata di dieci anni.

L’Azienda per la Casa ha provveduto agli arredamenti degli alloggi e ha concluso accordi con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per ospitare gli studenti del nuovo Master in Food Innovation, con l’Istituto Superiore di Studi Musicali Achille Peri presso il quale giungono giovani musicisti da tutta Italia e dall’estero, e con l’Istituto per la formazione, l’occupazione e la mobilità (IFOM) che insieme a YouNet promuove progetti di apprendimento basati sul lavoro e sulla mobilità e percorsi di formazione professionale sia a livello locale che europeo.

Da una prima stima, si ipotizza che nel corso della stagione 2016/2017 si alterneranno quindi nella nuova residenza di Palazzo del Carbone almeno 450 studenti provenienti da 11 paesi diversi.

Situazione degli alloggi per studenti a Reggio Emilia

Attualmente a Reggio Emilia gli studenti provenienti da fuori città possono usufruire di un servizio di posti letto a canone sociale e a canone calmierato.

Il Comune di Reggio Emilia mette a disposizione degli studenti 170 posti letto a canone sociale di sua proprietà, gestiti da Er.Go e da Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Acer Reggio Emilia mette a disposizione e gestisce direttamente 99 posti letto a canone calmierato, in parte in alloggi di proprietà di Acer e in parte in alloggi di privati.

Acer è in grado di fornire un servizio molto flessibile, adattandosi alle esigenze e alle tempistiche di studio degli studenti, offrendo la possibilità ai giovani di trovare una risposta adeguata al bisogno abitativo in città. A completamento dei servizi per la casa, oltre al sito istituzionale (www.acer.re.it) Acer ha attivato la pagina Facebook (www.facebook.com/acer.re.it) e ha realizzato il Portale della Casa (casa.acer.re.it) che nel solo mese di settembre 2016 ha registrato 67 mila accessi, di cui oltre il 90% risultano essere giovani e studenti.

 

IL DOCUMENTO

Palazzo del Carbone: la relazione tecnica dell’0architetto Severi

Il Palazzo è parte di un isolato sempre costituito da un tessuto a destinazione residenziale, servizi di carattere assistenziale, pubblici esercizi e strutture ricettive, legati in antico alla presenza nelle immediate vicinanze delle carceri e della curia vescovile.

La demolizione delle carceri e la conseguente creazione di piazza Casotti all’inizio del secolo scorso, ha dato un nuovo respiro e specializzazione agli edifici che vi prospettano. Sul lato est della piazza Casotti viene realizzata una nuova costruzione, parte del nostro complesso, con prospetto (inizi sec XX) arricchito da ampie finestrature di gusto neorinascimentale e spazi interni destinati ad alloggi e negozi al piano terra.

Il complesso degli edifici, costituito da diversi e articolati corpi di fabbrica, è situato al centro dell’isolato a pianta rettangolare, racchiuso tra via Toschi a nord, via del Carbone a est, via Gobbi a sud e piazza Casotti a ovest. La progettazione è stata occasione per interpretare in maniera innovativa il recupero di una porzione di tessuto urbano privo di particolari caratteri di pregio, ma strategico per la rivitalizzazione del centro storico.

Luigi Maramotti e Mauro Severi

Luigi Maramotti e Mauro Severi

La parte con affaccio su via del Carbone ha una tipologia a corte con un’ala principale di maggior pregio formata dal lungo corpo che prospetta sulla via e da due appendici interne che trasformano la pianta in una U.

E’ un fabbricato costituito da interrato, piano terra, piano nobile o primo, secondo piano e sottotetto parzialmente abitabile. L’impianto e le strutture portanti sono certamente riconducibili al secolo XVI seppur parzialmente occultate da un intervento generale di ristrutturazione operata alla metà del secolo XIX. Gli stessi corpi scala, la principale a nord e la secondaria a sud appartengono a tale ultimo intervento.

Alcuni solai conservano le strutture lignee dell’impianto originale.

Il prospetto est su via del Carbone, pur avendo elementi ottocenteschi nel portone di ingresso, nel ritmo delle finestrature e nei resti di attacchi di paraste, non ha il paramento murario finito. L’intervento non è stato completato e quindi la fronte risulta incompleta soprattutto per la parte verso via Toschi. Le aperture al piano terra, sono state realizzate nel 1907, come risulta da una data posta sull’inferriata soprastante una delle vetrine, per ottenere spazi commerciali. Ai fini del recupero di questa parte del complesso, è stata utilizzata la categoria d’intervento del restauro conservativo.

La torre del Bordello vista da palazzo del Carbone

La torre del Bordello vista da palazzo del Carbone

Il resto del complesso, posto tra la corte interna dell’edificio storico e piazza Casotti, è costituito da edilizia minore; parte ottocentesca parzialmente crollata, parte realizzata in cemento armato e laterizi a metà dello scorso secolo, e parte realizzata agli inizi del secolo scorso con facciata sulla piazza, sottolineata da cornici e cornicione in cemento di gusto neorinascimentale.

Il recupero della parte di edificio e della facciata degli inizi del novecento è dettata dalla maggior qualità architettonica e dalla ormai consolidata forma delle quinte di piazza Casotti. Un recente restauro della suddetta piazza ne ha recuperato dimensioni e funzioni ridandole nuova dignità.

Le parti ottocentesche e moderne interne, parzialmente crollate, stante la scarsa qualità architettonica e la fatiscenza delle strutture, sono state demolite e ricostruite, realizzando un edificio contemporaneo e razionale posto al centro dell’intervento con funzione di cerniera di collegamento tra l’edificio prospiciente via del Carbone con impianto del XVI secolo e l’edificio di inizi novecento di Piazza Casotti.

Riassumendo, la conservazione delle parti meritevoli, prospicienti la via del Carbone con le due ali annesse e la Piazza Casotti, e la riedificazione delle stesse superfici con piccoli spostamenti di volumi della parte centrale dell’isolato ha consentito la realizzazione in centro storico di residenze convenzionate per studenti, nonché alcune unità commerciali al piano terra con caratteristiche contemporanee e razionali dal punto di vista architettonico e rispettose delle normative vigenti.

Descrizione dell’intervento

La condizione statica dell’edificio e i lunghi anni di abbandono dello stesso hanno comportato un difficile programma di lavori e l’utilizzo di categorie di interventi specializzati e legati al recupero architettonico in centro storico.

Un’altra difficoltà era dettata dalla mancanza di spazi adeguati alla organizzazione di un cantiere. Il progetto esecutivo ha quindi tenuto conto della complessità dell’opera adottando quindi adeguate tecnologie che comportassero il trasferimento dei materiali da utilizzare per il recupero e la loro progressiva messa in opera senza necessità di stoccaggio in loco.

Dopo lo sgombro delle macerie delle parti da eliminare e la messa in sicurezza dell’intero cantiere sono iniziate le opere di sottofondazione eseguite parte con micro pali e parte con travi in c.a. Il consolidamento dei solai orizzontali ha comportato il recupero di interessanti parti di soffitti lignei cinquecenteschi. Anche il sistema di copertura è stato restaurato e consolidato. Anche parti delle murature hanno subito un consolidamento attraverso l’uso di tecniche che vanno dal tradizionale cuci-scuci all’intonaco armato. I collegamenti verticali sono stati consolidati e sono stati inseriti due ascensori adeguati all’uso dei disabili.

La parte centrale collocata tra il corpo di fabbrica prospiciente piazza Casotti e l’altro prospiciente via del Carbone, è stato realizzato con l’utilizzo di strutture portanti sia verticali che orizzontali in acciaio. Nella scelta dei materiali di finitura si è rispettato il concetto dell’uso dei materiali della tradizione locale: intonaci a calce, pavimenti in cotto, piastrelle, marmi veronesi, pietre di Luserna, serramenti lignei, tinteggi tradizionali. La parte centrale è stata valorizzata con rivestimenti metallici e pareti ventilate. Tutte le parti originali rimaste delle testimonianze cinquecentesche sono state restaurate. I soffitti lignei sono di due tipi: uno tardo cinquecentesco con decoro a stampino e uno più antico con decoro sulle tavolette raffiguranti animali e stemmi nobiliari. Durante i lavori di sterro o di realizzazione delle fognature sono stati recuperati due importanti reperti uno romano e uno medioevale. I lavori di sterro o comunque quelli riguardanti modifiche ai livelli dei terreni sono stati eseguiti da archeologi e seguiti dai competenti funzionari della Soprintendenza. Le facciate esterne sono state anch’esse restaurate. Quella su piazza Casotti restaurata secondo l’impianto originale. Quella su via del Carbone consolidando l’aspetto del non finito e permettendo così la lettura delle varie parti che compongono la lunga e come detto mai completata facciata. Sono leggibili le murature cinquecentesche con stirature dell’epoca, tracce di intonaci antiche e le parti delle fascine e elementi ottocenteschi non completati. Nel cortile interno sono state restaurate e valorizzate alcune colonne in arenaria.

 

Attori dell’intervento

Proprietà: Istituto Immobiliare Italiano del Nord S.p.A.

Il progetto architettonico e la direzione generale dei lavori del recupero del Palazzo del Carbone sono stati curati dall’architetto Mauro Severi.

Progetto strutturale e Direzione lavori delle strutture sono dell’ingegnere Giovanni Gualerzi.

L’impresa edile che ha effettuato il recupero è la società Montanari Luigi srl.

I lavori sono iniziati nel mese di gennaio 2014 e terminati nel luglio 2016.

L’investimento complessivo ammonta a 5 milioni di euro, di cui 507.276,00 euro derivanti da finanziamento della Regione Emilia Romagna per il recupero di alloggi da destinare alla locazione a canone convenzionato.

Acer Reggio Emilia, individuata come soggetto gestore tramite convenzione della durata di 10 anni, ha provveduto agli arredamenti degli alloggi e ha concluso accordi con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con l’Istituto Superiore di Studi Musicali Achille Peri e altri istituti per la formazione, l’occupazione e la mobilità dei giovani.

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