Legionella a Parma: i casi salgono a 38
Sotto accusa le torri di evaporazione
“Fermare l’inceneritore Iren”

9/10/2016 – A Parma non dà tregua l’epidemia di legionella. L’Asl ha accertato un nuovo caso: si tratta di un uomo di 61 anni anche lui residente nel quartiere Montebello, che ora è ricoverato all’ospedale Maggiore. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Le persone colpite dall’infezione sono così salite a 38: due anziane sono decedute. Dopo la dimissione di 3 pazienti, avvenuta nella giornata di sabato, restato in ospedale ancora 16 persone.

I sorvegliati speciali della situazione sono le torri di evaporazione di alcun grandi edifici che si trovano nel quartiere  Montebello. La diffusione del batterio della legionella potrebbe arrivare da lì, a causa fondamentalmente di una manutenzione carente. Venerdì notte Banca Intesa ha spento le undici torri di evaporazione del centro di calcolo tra via Po e via Langhirano, e ha proceduto a una sanificazione straordinaria.

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Il sindaco Pizzarotti ha intanto emesso l’ordinanza, concordata in sede di comitato di crisi, per il censimento e la disinfezione delle torri di raffreddamento. L’ordinanza impone  “ai proprietari e gestori  delle attività presso le quali sono installate apparecchiature per il raffreddamento dell’acqua riconducibili alla tipologia Torri di raffreddamento ad umido e condensatori evaporativi” installate nel territorio comunale “di comunicare immediatamente  al Comune di Parma e all’USL  la presenza di tali apparecchiature, accompagnata dalla relazione tecnica descrittiva del funzionamento, planimetria e prospetti dell’insediamento, in cui sia messa in evidenza la collocazione delle suddette apparecchiature”.

L’ordinanza prescrive  “immediati interventi di pulizia, disinfezione e trattamento finalizzato al controllo del rischio di diffusione del batterio legionella, avvalendosi di tecnici specializzati e nel rispetto della normativa di tutela dei lavoratori.”

Nell'infografica realizzata da Centimetri la scheda della Legionella. ANSA/CENTIMETRI

Nell’infografica realizzata da Centimetri la scheda della Legionella.
ANSA/CENTIMETRI

Entro 15 giorni i gestori degli impianti dovranno documentare la tipologia degli interventi effettuati, mettendo la suddetta documentazione a disposizione degli organi di controllo (AUSL e Polizia Municipale).

“FERMARE L’INCENERITORE IREN DI UGUZZOLO”

Una lettera non firmata pubblicata dal sito Parma Today    si diffonde sulla pericolosità delle epidemie di legionella e sul ruolo delle cooling towers nella diffusione del batterio. Sostiene inoltre che bisogna concentrare l’attenzione sulle ciminiere del termovalorizzatore Iren di Uguzzolo, “e se necessario fermarne l’attività” in attesa di accertamenti.  

“La Legionella può uccidere e, in certi casi, è refrattaria al trattamento medico di routine, Le epidemie di legionella sono state riscontrate, ripetutamente, in collegamento con la ciminiere o torri di raffreddamento, in Corea, in Giappone, negli Stati Uniti”. Aggiunge la lettera:  “In particolare, a New York, l’epidemia ha imposto una nuova legislazione e nuovi controlli severissimi e periodici e l’impiego di tecniche scientifiche per il controllo della tossicità dei vapori. Chi costruisce torri o ciminiere deve avere una formazione professionale accertata dalla pubblica autorità. L’epidemia ha ucciso 12 persone, nel mese di Ottobre del 2015, nella Morris Park Section del Bronx a New York. Nel palazzo dello Stato di New York una torre ha generato e diffuso la legionella. L’Autorità sanitaria australiana ha condotto uno studio dal 1991 al 2000 che ha accertato che i casi di Legionella sono in aumento e collegati alle torri di raffreddamento”.

L’esperto punta il dito anche e soprattutto sugli impianti dell’inceneritore Iren di Uguzzolo: “E’ chiaro che Parma deve sciogliere ogni dubbio sulle sue torri, soprattutto su quelle che utilizzano la vaporizzazione, come i termovalorizzatori, e altre imprese, e utilizzano le acque che poi rilasciano nei campi. Anche gli ospedali e le cliniche private possono contribuire alle colonie di legionella. Ma occorre che la Facoltà medica e le unità di sorveglianza si attrezzino con la massima urgenza per consentire anche alle vittime di rivalersi”. Conclude la lettera: “L’ordinanza del Sindaco  è  di certo una misura indispensabile ed urgente,. Ma, dal punto di visto del metodo, occorre partire dalle ciminiere più complesse, cominciando da Ugozzolo e, se necessario, fermarne l’attività. In attesa di accertamenti eseguiti da personale competente, qualificati, i danni potrebbero estendersi ed aggravarsi, dal momento che l’origine è ignota”.

 

 

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