“La operiamo subito”: aspetta 10 ore
ma alla sera la rimandano a casa

di Alessandro Bettelli
26/10/2016 – Se è vero che c’è un adagio che recita che “anche i migliori sbagliano”, è anche vero che ce n’è un secondo, in virtù del quale “solo chi fa sbaglia”. Al  Santa Maria li hanno coniugati entrambi, nello stesso momento, nella declinazione peggiore.
Andiamo ai fatti: lunedì mattina la moglie di un professionista reggiano, accompagnata dal marito, si è presentata puntuale, di primo mattino, al Santa Maria Nuova per essere sottoposta a un’operazione di raschiamento,  necessaria dopo un aborto spontaneo della donna.
Sembrava procedere tutto come da protocollo, con la donna ricoverata in una camera del reparto di ginecologia.
Alla donna, trattata bene dal personale ospedaliero era stata inserita all’avambraccio la siringa a farfalla necessaria per la somministrazione di medicinali in caso di operazione chirurgica. Quindi tutto secondo la norma.
Se non fosse che la ricoverata è rimasta sdraiata per tutto il giorno, sino a quando, all’incirca alle 18.30 di lunedì, un’infermiera è entrata nella camera della donna per avvisarla che poteva andare a casa e ripresentarsi il giorno seguente.
«Mia moglie – spiega il professionista reggiano – non credeva alle proprie orecchie: tutto il giorno con un ago infilato nel braccio, in attesa dell’intervento, che fra l’altro, come è normale che sia, di norma comporta un trauma non indifferente in una madre che ha appena perduto il proprio figlio».
L'Arcispedale Santa Maria Nuova

L’Arcispedale Santa Maria Nuova

«Al di là del disagio patito dal sottoscritto – mi sono dovuto assentare anche per un secondo giorno – non mi capacito di come, dopo che in mattinata ci avevano detto “oggi effettueremo l’intervento”, per tutto il giorno il personale medico e quello infermieristico non abbiano avvisato che l’intervento sarebbe potuto slittare». E quando sono venuti, in serata, a dirvi di tornare l’indomani come si sono giustificati? «Hanno detto che non avrebbero operato mia moglie perché in giornata avevano avuto due urgenze in camera operatoria e che, quindi, quella di mia moglie era slittata».
Il raschiamento è un’operazione che si rende necessaria quando l’ecografia rivela che purtroppo il feto è morto, e quindi che la gravidanza si è arrestata. Questo intervento è assolutamente necessario perché bisogna eliminare il feto morto e l’endometrio che l’ha ospitato, pena la fuoriuscita spontanea ed una conseguente emorragia molto pericolosa. Il raschiamento si rivela essenziale anche nel caso di aborto spontaneo in atto associato ad emorragia o di Utero non ben ripulito dopo l’espulsione spontanea del feto.
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