La Grissin Bon vince anche a Trento e fa felice Menetti: “Atteggiamento giusto e perfetta gestione del finale”.

di Carlo Codazzi – Quarta vittoria consecutiva per la Grissin Bon di Massimiliano Menetti capace di espugnare anche il PalaTrento grazie ad un superlativo ultimo quarto: “Avevo chiesto alla squadra di avere fame – ha spiegato un soddisfattissimo Menetti – come mi chiede, a sua volta, l’A.D. Dalla Salda. Questa è una stagione in cui in ogni partita dobbiamo mettere in campo tutto ciò che abbiamo perché ogni match è un banco di prova. Non possiamo lasciare niente. Questo ho detto ai ragazzi nell’intervallo e l’ho ripetuto alla fine. Volevo questo atteggiamento e credo che abbiamo gestito al meglio il finale e questo è un passo in avanti rispetto alle ultime due gare.  Siamo stati poco intensi a livello difensivo nei primi due quarti – l’appunto ai suoi del coach -, ma Trento ci ha messo in difficoltà. Siamo poi riusciti a fare le cose giuste con piccoli e grandi contributi da parte di tutti. Non deve passare inosservato che siamo riusciti a vincere facendo giocare dei minuti a due ragazzi di 18 anni”. Il match stava sfuggendo di mano ai biancorossi nel 2° quarto in cui l’intensità reggiana ha latitato. “Abbiamo faticato a prendere le misure agli avversari in determinati momenti della partita – ha ammesso il coach -. Quando abbiamo iniziato a inquadrarli a livello difensivo abbiamo commesso tre errori clamorosi che ci hanno fatto subire le loro transizioni. Nella seconda parte, invece, siamo stati più oculati in attacco e abbiamo rallentato la loro circolazione riuscendo a mettere il corpo su tutte le loro esecuzioni. Siamo anche cresciuti al rimbalzo dominando in questo particolare tecnico, così Trento ha trovato delle difficoltà. Decisivi anche De Nicolao e Lesic? Giocando una volta alla settimana anche la distribuzione dei minutaggi non è semplice. Sava, per esempio, sta alternandosi con Cervi che vive un momento felice della sua carriera.

Coach Menetti sprona i biancorossi in un time out al PalaTrento.

Coach Menetti sprona i biancorossi in un time out al PalaTrento.

Lesic ha bisogno anche di quantità per fare al meglio il suo lavoro. Oggi ha avuto un po’ più di quantità e ha fatto bene. Andrea aveva bisogno di un match nel quale riuscire a prendere bene il suo ritmo oltre a prendere fiducia e oggi ha giocato bene. Comunque – ha puntualizzato -, non ci siamo mai posti interrogativi su nessun giocatore”.  A proposito della crescita richiesta alla squadra Menetti ha riportato un particolare esemplificativo: “Nell’euforia dello spogliatoio è spuntato Della Valle che ha detto ai compagni di cominciare già a pensare a Cantù (prossimo avversario della Grissin Bon ndr) che ne ha beccati 40 a capo d’Orlando – ha detto compiaciuto -. Questo episodio significa che cominciamo anche a diventare saggi“.

Amedeo Della Valle, pur avendo chiuso la gara in doppia cifra, non era contento della sua prestazione: “Sono molto felice della vittoria e lo sono ancor di più perché non mi ha soddisfatto la mia prova nella prima metà di partita – l’autocritica della guardia biancorossa -. Ringrazio i miei compagni che sono stati super perché non mi hanno detto niente anche se avrebbero avuto ragione di criticarmi perché non stavo incidendo nel match come avrei dovuto. Sono, invece, molto contento del gran secondo tempo che abbiamo disputato. Questa vittoria è molto importante, ma facciamo attenzione a Cantù, nostro prossimo avversario, perché ha subito tanti punti a Capo d’Orlando e sarà affamata”. Dopo un secondo quarto terribile la Grissin Bon ha reagito e Amedeo ha individuato la chiave di volta del match: “Abbiamo vinto la gara nell’aspetto mentale. Quando la partita sembrava perduta non abbiamo mai forzato anche se siamo riusciti a segnare canestri di talento che fanno parte del nostro sistema di gioco. Non erano accettabili i 48 punti subiti nel primo tempo, poi siamo cresciuti e li abbiamo limitati a 32 nel secondo”.

Amedeo Della Valle, 12 punti nel match con Trento.

Amedeo Della Valle, 12 punti nel match con Trento.

La Grissin Bon ha cambiato marcia dopo i primi 2 ko stagionali e Della Valle ha spiegato i motivi della “sterzata: “Abbiamo preso consapevolezza nei nostri mezzi, trovato la nostra “chimica” e i nostri punti di forza. Non siamo ancora perfetti, ma questa è una vittoria super. Tutti ci vogliono battere, ma noi siamo un ottimo gruppo e sappiamo cosa dobbiamo fare”.

Pietro Aradori è stato autore di una prova sontuosa corredata da un eloquente 35 di valutazione. Quando la barca biancorossa, nel secondo periodo, stava affondando lui ne ha preso il timone  e l’ha rimessa sulla rotta giusta con un paio di triple strepitose. “E’ stata un partita tosta al di là dei tiri difficili realizzati – il commento del capitano della Grissin Bon -. Personalmente, cerco sempre di fare la scelta giusta perché ci possono essere giornate in cui segni e altre in cui è più difficile trovare il canestro anche per merito degli avversari. Oltre a segnare cerco di coinvolgere al meglio i miei compagni. Sono contento di aver vinto una gara molto tosta dal punto di vista mentale perché Trento era partita forte. Bravi noi a difendere molto meglio negli ultimi due quarti dimostrando alla Dolimiti che eravamo in partita, poi nell’ultimo parziale siamo cresciuti a rimbalzo e abbiamo trovato canestri importanti con le decisioni giuste. Nel finale abbiamo realizzato dei bei tiri liberi che ci hanno consentito di portare a casa la vittoria con scioltezza”. I complimenti al capitano si sono sprecati per la sua ottima prestazione, ma Pietro non si è scomposto: “Cerco di fare quello che mi chiedono sia il coach che la squadra e sto cercando di diventare un giocatore “totale”. Considero ogni allenamento e ogni partita un’opportunità per crescere. Cerco di coinvolgere i compagni e con Cervi ho un’ottima intesa”. Da buon capitano Aradori ha terminato elogiando due compagni che hanno superato momenti difficili: “De Nicolao e Lesic sono stati molto importanti stasera. Sava ogni gara ci dà sempre qualcosa in più”.

Maurizio Buscaglia ha accettato la sconfitta anche se ha palesato qualche rammarico: “Ci è mancata un parte di gara – il commento laconico del coach trentino -. Qualcosa è mancato e non siamo riusciti a distribuire i tiri nell’arco di tutti i 40’. Ha influito anche la bella difesa di Reggio – ha ammesso sportivamente Buscaglia-. Eravamo riusciti a crescere nella gara, ma nel momento in cui avevamo l’inerzia a favore e avevamo “letto” bene la difesa reggiana ci siamo inceppati. Le cause sono diverse, tra queste la crescita della difesa biancorossa.

Maurizio Buscaglia coach della Dolimiti Trento.

Maurizio Buscaglia coach della Dolimiti Trento.

La sensazione di perdere il feeling con la partita ci ha messo fretta e fatto fare qualche tiro di troppo anziché pensare all’azione successiva. Ci poteva stare la sofferenza nell’ultimo quarto, ma non fino al punto che abbiamo visto. Potevamo essere più bravi nel finale perché 18 rimbalzi in attacco sono tanti e danno una certa produttività nel girare la palla e nel giocarla per i 14”. Con le situazioni che abbiamo avuto nella rigiocate potevamo tenere la difesa avversaria sotto pressione, ma abbiamo avuto fretta”. Con Trento Reggio ha condiviso la battaglia “Eurocup”: “L’Europa ci manca tanto – ha sospirato il coach della Dolomiti – e ci manca la fantastica esperienza che ci ha regalato”.

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