Iren vuole disfarsi del rigassificatore Olt di Livorno
“Un altro bagno di sangue, tanto c’è chi paga”

di Francesco Fantuzzi*

E’ stato presentato il piano industriale di Iren al 2021. Un piano dei sogni, che conferma la dipendenza del gruppo dalle attività regolate, ormai più della metà del totale, e da un indebitamento mostruoso, che curiosamente per il triennio 2016-2018 viene omesso dal grafico.

Ma la vera notizia è quella riportata ieri dal Secolo XIX di Genova: l’Ad Bianco ha affermato che Iren intende cedere il “bombolone” Olt di Livorno.

Un investimento venuto a costare quasi un miliardo di euro, oltre il doppio delle previsioni, sostanzialmente mai funzionante, cui è arrivato provvidenzialmente in aiuto il riconoscimento di opera di interesse strategico.

Iren detiene in Olt una partecipazione del 49,07% e un corrispondente credito – incagliato da tempo e segnalato da noi Piccoli azionisti nell’ultima Assemblea – di 439 milioni, mentre Uniper possiede, per conto della tedesca E.On, una quota del 48,24%.

La notizia ci lascia francamente stupefatti.

Il rigassificatore Olt al largo di Livorno

Il rigassificatore Olt al largo di Livorno

Il motivo è che il gruppo E.On, come riferito da Milano Finanza e da Reggio Report, ha prooceduto nella propria semestrale a svalutare il valore del rigassificatore Olt, pur non specificando il valore della rettifica.

Tre sono pertanto le domande che i Piccoli azionisti pongono all’Ad Bianco, alcune già formulate nella citata Assemblea dei Soci del 9 maggio:

come si può ritenere possibile che Iren nel bilancio 2016 mantenga inalterato il proprio credito in Olt, fermo da anni, mentre il proprio socio ha proceduto a svalutare?

– crede egli che cedere un asset già obsoleto e che, nonostante il fattore di garanzia, copre comunque solo i due terzi dei ricavi, possa essere appetibile per qualche investitore? Non ipotizza che l’eventuale valore di realizzo sarebbe comunque ben al di sotto di quello contabile, generando una rilevante perdita contabile?

perchè il Presidente Peveraro parla di 476 milioni immobilizzati, quando a bilancio 2015 il credito ammonta a 439 milioni? Dobbiamo attenderci altre sgradevoli sorprese?

In un paese serio qualcuno, ad esempio i Soci pubblici, accerterebbero le responsabilità di chi ha voluto quello sciagurato investimento e chiederebbero conto della certa minusvalenza che uscirà.

Un bagno di sangue, che si venda o no. Tanto, c’è chi paga.

(Piccoli azionisti)

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Una risposta a 1

  1. waterboy Rispondi

    27/10/2016 alle 09:39

    Ma se l’investimento l’hanno fatto amministratori precedenti, ormai usciti e pensionati, cosa dovrebbero fare quelli attuali se non gestire al meglio ? Fantuzzi, sei ridicolo!

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