Iren riapre il dossier Unieco Ambiente
Deputate 5 Stelle contro l’acquisizione: “No a discariche e guai giudiziari”
Venerdì a Reggio arriva il presidente Peveraro

12/10/2016 – Poco più di due anni fa le trattative per l’acquisizione di Unieco Ambiente da parte di Iren subirono  uno stop imprevisto. Una rottura in piena regola, tanto da far elucubrare su un scontro politico alla base della decisione, perché in quel periodo il sindaco di Reggio Luca Vecchi si era pronunciato contro la maxifusione tra i Iren e A2A.

Ora il gruppo Iren, con la regia del vicepresidente Ettore Rocchi, ha riaperto il dossier. E naturalmente le voci su una prossima conclusione della fusione si fanno sempre più insistenti.

iren-bolla

Quasi a confermare la marcia di riavvicinamento a Unieco, arriva il convegno Iren su “La Responsabilità Sociale per la dignità delle Persone e la tutela dell’Ambiente” , in programma alle 7 di venerdì 14 ottobre all’hotel Posta di Reggio Emilia.

Insieme a Rocchi e a Rosanna Bacci (comitato territoriale di Reggio) intervengono Patrizio Roversi, conduttore di Linea Verde, Andrea Segrè dell’università di Bologna e il presidente del gruppo Iren Paolo Peveraro.

Paolo Peveraro

Paolo Peveraro

La presenza di Peveraro fa ritenere che il convegno farà da cornice a  incontri decisivi col sindaco Vecchi, coordinatore del patto di sindacato,  e i vertici Unieco.

Ma la fusione va a scontrarsi con l’opposizione risoluta del gruppo parlamentare 5 Stelle, che certo ha i mezzi per far valere la propria posizione nei confronti del sindaco di Torino Chiara Appendino, che proprio di recente ha nominato Lorenzo Bagnacani presidente dell’azienda rifiuti Amiat, dopo che lo stesso Bagnacani era stato cacciato da Iren con una manovra tra il sindaco di Parma e il Pd emiliano, con l’appoggio – si dice – dell’amministratore delegato di Iren, Bianco.

A ogni buon conto le deputate Maria Edera Spadoni di Reggio Emilia e Laura Castelli di Torino annunciano un’interrogazione parlamentare.

Le cittadine deputate sostengono che “sarebbe un investimento folle visto che le discariche e le inchieste che riguardano partecipate  Unieco non sono certo un investimento sicuro e proiettato al futuro”. In una nota diffusa oggi richiamano in particolare l’inchiesta aperta in Toscana per turbativa d’asta, a proposito dell’appalto da 140 milioni per lo smaltimento rifiuti assegnato nel 2012 a un raggruppamento d’imprese nel quale spicca la partecipazione di Unieco,

Maria Edera Spadoni

Maria Edera Spadoni

Ma il problema principale sarebbe il fatto che “il business principale del ramo ambiente di Unieco sono le discariche, cioè la preistoria della gestione rifiuti e l’ultima opzione per le politiche europee”.
Da qui la richiesta chiarimenti e una nuova interrogazione “per chiedere l’opportunità di fusioni tra partecipate quotate nel settore ambiente-rifiuti-energia e aziende con partecipate con problemi giudiziarie e business principali che sono antitetici alle gerarchie d’intervento sostenibili fissate dall’Unione Europea” .
Proseguono Spadoni e Castelli: ” Prendiamo ad esempio la discarica di Barricalla (di proprietà di Unieco) in Piemonte , prossima al fine vita, risale al 1984. La capacità  residua della discarica è di circa 200.000 tonnellate prima della chiusura, e il M5S si è opposto ad un suo ampliamento. Ha senso investire per pochi anni di EBITDA per tenersi in pancia un asset da garantire per i prossimi 30 anni sull’operato dei precedenti proprietari?” , chiedono Castelli e Spadoni. “In questo modo si investirebbe in discariche prossime al fine vita per cui si porterebbero sotto il cappello di Iren Spa rischi enormi a fronte di pochi anni residui di ricavi per un business che è preistoria della gestione rifiuti” continuano le parlamentari pentastellate.
“Serve chiarezza, soprattutto da parte dei vertici reggiani di Iren visto che a portare avanti la proposta furono soprattutto loro –  concludono le due parlamentari – Questa ipotesi fallimentare industrialmente, molto rischiosa e poco vantaggiosa per Iren sotto diversi aspetti è ancora in campo? Che cosa giustifica questa azione dal punto di vista industriale?”.
I fatti giudiziari in corso “dovrebbero consigliare prudenza nell’acquisizione di asset da Unieco”. E invece “dal punto di vista industriale il settore ambiente di Iren dovrebbe fare un salto di qualità e innovazione puntando sul riciclo di materia con nuovo tecnologie sempre più avanzate come le ‘Fabbriche dei Materiali’, mentre  l’acquisizione di discariche andrebbe in una  direzione opposta a quella auspicata e necessaria” .
Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *