Infortunio mortale: la Procura sequestra il cantiere della Bocco-Canala
Sindacati sul piede di guerra: “Fare piena luce sulla tragedia”

4/10/2016 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha messo sotto sequestro il cantiere della variante Bocco-Canala della statale 63. E’ uno dei primi provvedimenti assunti dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani dopo la morte, avvenuta domenica al Maggiore di Parma, dell’operaio Mark Bernardo, 54 anni, inglese di origine ma residente a Benevento, il saldatore precipitato da oltre 4 metri mercoledì scorso, mentre lavorava nel cantiere tra l’ingresso della galleria Bocco Sud e il viadotto.

Mark Bernardo

Mark Bernardo

Il magistrato, scrive oggi la Gazzetta di Reggio,  aveva già aperto un fascicolo per lesioni colpose, ma dopo il decesso l’ipotesi di reato è diventata di omicidio colposo alcune persone sono già iscritte nel registro degli indagati.

Mark Bernardo lascia una figlia di 24 anni e un figlio di 21. E’ stato autorizzato e subito praticato l’espianto degli organi.

I sindacati intanto annunciano “tutte le iniziative possibili a tutela della famiglia e a garanzia della sicurezza dei lavoratori nei cantieri”.

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Reggio Emilia esprimono cordoglio per la morte dell’operaio e chiedono  “agli organi pubblici competenti di accertare le cause e le eventuali responsabilità dell’infortunio mortale”.
“Ribadiamo con fermezza la necessità della massima attenzione e dell’adozione di tutte le misure di prevenzione della sicurezza sui cantieri, da parte di tutte le imprese – scrivono i sindacati in un comunicato diffuso ieri – Bisogna fare piena luce su quanto accaduto  in cantiere  il 30 settembre. E’ inaccettabile morire per lavorare nel 2016″.
“Nelle prossime ore valuteremo l’adozione di tutte le scelte possibili a tutela della famiglia e anche a garanzia delle condizioni di sicurezza dei lavoratori in quel cantiere ed in tutti i cantieri della provincia. In particolare devono essere messe in atto e verificate tutte le misure previste, legate alla prevenzione nei cantieri per lavorare in modo legittimo e sicuro”. “Nella fattispecie -– concludono i sindacati – chiediamo anche alla impresa realizzatrice se quanto previsto dall’accordo sottoscritto in cantiere sia stato attuato”.

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