Oracle King, bluesman e consigliere di centro destra
“adotta” sei profughi pakistani

di Alessandro Bettelli
30/10/2016 – Dopo Fabbrico è il comune più “rosso” della nostra provincia. Eppure l’unico reggiano che, ad oggi, ospiti dei profughi a Cadelbosco Sopra, è lui: Oracle King, al secolo Paolo Brunazzi.
Tra i più rinomati cantanti blues emiliani, Brunazzi è anche consigliere di opposizione nel municipio della bassa.
Benché per lo più conosciuto per le sue qualità canore, indossati i panni di Oracle King, Brunazzi da tre anni  ha aperto e gestisce il bed&breakfast Palo Alto, a Cadelbosco.  Un angolo di tranquillità, a contatto con la natura, piuttosto apprezzato dai clienti, per quel che contano i giudizi su Tripadvisor. Una location ideale per ospitare migranti, dunque.
Paolo Brunazzi "Oracle King" con i suoi ospiti pachistani

Paolo Brunazzi “Oracle King” con i suoi ospiti pachistani

Tant’è che tre mesi fa la coop sociale Dimora d’Abramo, che ha vinto il bando pubblicato dalla Prefettura di Reggio per la gestione e l’accoglienza dei migranti, lo ha contattato chiedendogli la disponibilità ad “ospitare” 6 (è la capacità ricettiva massima dei bed&breakfast) richiedenti asilo pakistani.
«Mi sono immediatamente reso disponibile – spiega Brunazzi – anche perché mia suocera che, già ne ospitava tre, mi ha parlato molto bene dell’esperienza che stava facendo.
Dunque ha accettato e adesso è contento, Brunazzi?
«Molto soddisfatto. Sono ragazzi bravissimi coi quali si è instaurato un bellissimo rapporto.
Da dove vengono?
Sono tutti pakistani.
Età?
Fra i 23 e i 25 anni.
E in che lingua parlate?
Cerchiamo di intenderci in inglese.
Li fa lavorare nel bed&breakfast?
Assolutamente no. In questa fase dell’accoglienza non potrebbero nemmeno in quanto sprovvisti di assicurazione in caso di infortuni. E poi non sono il tipo…
In che senso?
La sensibilità verso l’accoglienza deve essere fine a se stesse e non interessata. E io di beneficenza ne ho sempre fatta…
Si spieghi…
La mia è una casa che amo definire “aperta”. Mi è capitato spesso di accogliere nel bed&breakfast gratis persone senza un alloggio o bisognosi. Se posso fare del bene, lo faccio, mi sembra piuttosto banale come cosa.
Torniamo ai 6 pakistani che sta ospitando: cosa le hanno raccontato?
Dello spaventoso viaggio che hanno fatto per arrivare a Lampedusa. Mi hanno detto di essere partiti dal Pakistan in aereo, destinazione Libia, dove li attendeva il “classico” barcone che li avrebbe traghettati sulle nostre coste.
E del viaggio in barcone cosa le hanno raccontato? Presumo non fosse né un viaggio di piacere, tantomeno gratis… Hanno detto che è stata una traversata terribile: 120 persone ammassate per 7 ore di navigazione, senza salvagenti, e pensare che loro non sanno nemmeno nuotare. In più hanno dovuto pagare 1.200 euro a persona.
Oracle King

Oracle King

A proposito di soldi: quanto la paga la Dimora d’Abramo per ospitare i suoi sei migranti?
Il contratto prevede che mi vengano dati 18 euro al giorno per ciascun “ospite”.
E con quei soldi lei provvede a dare loro vitto e alloggio?
Loro dormono nel mio bed&breakfast e provvedo alla loro colazione.
E dove pranzano e cenano?
Vengono a Reggio tutte le mattine e vanno a mangiare alla mensa.
Da quando ospita questi ragazzi pakistani è cambiato qualcosa fra lei e gli abitanti di Cadelbosco?
Diciamo che la cosa mi fa parecchio innervosire…
In che senso?
La mia ospitalità non è figlia di quei pochi euro che mi vengono riconosciuti, io lo faccio perché ritengo giusto dare una mano a chi ne ha più bisogno.
Quindi?
Non sopporto coloro che predicano bene, parlano di accoglienza e integrazione e poi, non solo non muovono un dito in tal senso, ma addirittura puntano il dito contro di me per quello che sto facendo.
Magari perché è comunque piuttosto singolare che un esponente di centro-destra si dia così da fare per i profughi, non crede…
Lo ribadisco: non esiste colore o appartenenza politica per chi ha sensibilità per l’accoglienza.
Per quanto tempo ancora rimarranno nel suo bed&breakfast i ragazzi pakistani?
Sono qui da una settantina di giorni, e rimarranno sino allo scoccare dei 90 giorni, termine massimo di permanenza secondo lo statuto dei bed&breakfast.
Dopodiché ne accoglierà altri?
La mia è una casa “aperta”….».
(da La Voce di Reggio Emilia)
 
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2 risposte a Oracle King, bluesman e consigliere di centro destra
“adotta” sei profughi pakistani

  1. Gianni Rispondi

    30/10/2016 alle 15:44

    Oracolo e fuori dagli schemi, impossibil da catalogare…

  2. Carlo Torreggiani Rispondi

    01/11/2016 alle 15:21

    Aiuto aiuto !!!Oracolo King provoca l ennesimo scandalo!!! Dopo essere riuscito a far incavolare più volte la sinistra.ora non contento fa incavolare pure la Destra.pensare che io fui un suo “educatore” mi manda nel panico.Certo che se ci soffermiamo un attimo sulla vicenda vien quasi da ridere,non per il fatto in se che ritengo normalissimo, ma per le reazioni di certi politicanti o pseudo tali che pur di dire qualcosa che possa essere pubblicato, sarebbero disposti a recitare la” Vispa Teresa”. Io faccio una considerazione molto banale,e cioè Il B&B Palo Alto esiste da diverso tempo e non è stato creato per ospitare profughi ( come certe cooperative sociali ) quindi una struttura di quel genere ospita chiunque se ha la disponibilità di camere. Il titolare è obbligato ad ospitare chiunque paghi senza distinzione di razza o colore della pelle la religione o il credo politico ( se lo facesse rischia la licenza ed una denuncia) Che il titolare sia consigliere comunale di destra o di sinistra non importa a nessuno e non è né un merito ne una discriminante. Quello che importa è che sappia gestire al meglio la propria attività. Ora se a Palo Alto è stata fatta la richiesta della disponibilità di camere il gestore sarebbe stato uno sprovveduto a rifiutare,se in quel momento la struttura era in grado di ospitare. Quindi carissimi critici della domenica, se non volevate far si che il Sig Oracolo non ospitare pakistani sarebbe bastato che ognuno di voi avesse affittato una stanza . Nel commercio e nella libera imprenditoria carissimi “pecunia non olet” come disse l imperatore Vespasiano al figlio.Sicuramente il fenomeno della immigrazione in Italia non lo si combatte criticando le scelte di Oracolo (che come imprenditore ha fatto solo bene) ma bisognerebbe cominciare da tutti altra parte per fermare questa piaga che sta diventando ogni giorno più drammatica per tutti.

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