Generazione voucher Il lavoro cala o cresce ? Scontro tra Cgil e Pd reggiano
Gli occupati aumentano, ma le condizioni peggiorano

13/10/2016 – Scintille fra la Cgil provinciale e il Pd sull’andamento dell’occupazione a Reggio Emilia. Secondo il sindacato di via Roma, nel primo semestre si sono registrate 7 mila 153 assunzioni in meno rispetto al corrispondente periodo 2015, mentre secondo il responsabile del dipartimento economico Pd, Riccardo Bertani, in sei mesi gli occupati in provincia di Reggio sono aumentati di 4 mila unità,  e il tasso di disoccupazione è in calo.

Per la Cgil il Job act è un job flop, mentre per Bertani “l’unico flop è nelle previsioni di chi prima dell’approvazione del Jobs Act paventava scenari apocalittici, smentiti dai fatti”.

Un tempo lontano il sindacato era la cinghia di trasmissione del partito, oggi Pd renziano e la Cgil di Camusso e Landini si trovano  praticamente agli antipodi.

Vanna Gelosini, della Cgil reggiana, attacca cifre alla mano le politiche del governo: “La contropartita promessa ai lavoratori e ai giovani, cioè posti di lavoro e riduzione della precarietà, non è mai arrivata: secondo gli ultimi dati dei Centri per l’impiego, nel primo semestre 2016  ci sono state 7.513 assunzioni in meno (41.663 avviamenti nel 2016 rispetto ai 49.175 del 2015), vale a dire meno 15,3%. Anche i lavoratori avviati sono 2.438 in meno rispetto all’anno scorso ( 29.404 lavoratori avviati nel 2016 rispetto ai 31.842 del 2015). Meno 7,7%.”

Aumentano invece del 1,6% gli avviamenti in agricoltura, del 2,4% nell’industria mentre diminuiscono del 3,9% gli avviamenti nei servizi.

Protesta dei lavoratori ex Cormo

Protesta dei lavoratori ex Cormo

Tuttavia – è la stessa Camera del Lavoro a riferirlo – “il  saldo tra lavoratori avviati e lavoratori cessati resta positivo con 3 mila 977 persone, sulla stessa lunghezza d’onda del 2014, ma con un peggioramento delle condizioni contrattuali e di garanzia occupazionale.

  • I contratti di lavoro a tempo indeterminato “le nuove tutele crescenti “ rappresentano solo l’ 11,5% degli avviamenti complessivi. E sono stati 4.782 contro i 7.120 del 2015 (meno 2.338 – meno 32,8%), anno nel quale il Governo ha finanziato le assunzioni a tempo indeterminato con oltre 8.000 euro cadauna. Dall’anno in corso l’incentivo si è considerevolmente ridotto provocando il calo di cui sopra.

  • I contratti a termine oggi liberamente attivabili sia con assunzione diretta da parte dell’azienda sia attraverso le agenzie interinali, aumentano complessivamente dell’ 1,0%. Depurati dalle assunzioni per sostituzione aumentano del 10,9% (24.768 avviamenti).

  • Per quanto riguarda l’apprendistato, grande cavallo di battaglia di questo Governo – continua Gelosini – questo rappresenta il 3% del totale delle assunzioni incrementando di un 0,7% rispetto all’anno scorso (1.263 avviamenti). Resta inalterata la possibilità per le imprese di non confermare il lavoratore al termine del periodo di apprendistato.

  • Dopo alcune regole introdotte dal Governo per verificarne l’autenticità, il lavoro a progetto cala fino a raggiungere lo 0,9% del totale delle assunzioni (368).

Il sindacato da anni sostiene che la stragrande maggioranza dei lavoratori Co.Co.Pro. non sono altro che lavoratori dipendenti costretti, per poter lavorare, ad essere inquadrati come lavoratori parasubordinati. Dove sono finite queste tipologie?

  • I tirocini aumentano del 2,20% rispetto al 2012 (1.202). Non sono rapporti di lavoro e per il tirocinante è previsto solo un rimborso spese.

  • Il lavoro intermittente o “a chiamata” rappresenta il 2,6% (1.068) con un calo del 5,9% rispetto al 2012. “Anche in questa tipologia contrattuale si celava gran parte del lavoro nero – spiega Vanna Gelosini – il lavoratore è assunto ma viene pagato solo quando l’azienda richiede la prestazione. A fronte dell’inserimento di alcuni vincoli, l’azienda è passata al voucher”.

I VOUCHER rappresentano infatti una delle “esplosioni” più negative degli ultimi anni

. Nel 2015 a Reggio Emilia ne sono stati venduti 1.432.294 – fa sapere la CGIL – e l’Inps dichiara che nel primo semestre dell’anno ni2016 si è avuto un incremento del 36,2% rispetto all’anno precedente.

Se ogni voucher venduto corrispondesse ad un’ora di lavoro, potremmo ricavare 689 posti di lavoro a tempo pieno, ma sappiamo che se ne celano molti di più perché è probabile che con 1 voucher si coprano anche diverse ore di lavoro visto che non c’è un rapporto prefissato tra prestazione e compenso”.

Si passa dal lavoro precario alla “smaterializzazione del rapporto di lavoro”, infatti con l’utilizzo del voucher non c’è contratto di lavoro, inquadramento, retribuzione oraria, ferie, etc : il paradiso del lavoro nero dato che nessun ispettore potrà mai determinare per quanto tempo il lavoratore abbia prestato la sua attività e quanto sia stato pagato per svolgerla.

“Per quanto riguarda i dati sullla DISOCCUPAZIONE, infine, non è possibile precisare il livello di disoccupazione in Provincia conclude la Cgil –  I dati relativi agli iscritti ai Centri impiego in qualità di disoccupati sono infatti aggiornati al 30/09/2015, perché a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 150/2015 (decreto attuativo del jobs act), lo scorso settembre, la Regione ha dato disposizione di non cancellare dalle liste di disoccupazione le persone che non si presentano agli appuntamenti concordati, come avveniva in precedenza. Inoltre le nuove regole dello stato di disoccupazione non consentono più né l’acquisizione, né la conservazione dello stato di disoccupazione alle persone che lavorano (seppur in condizione di precarietà reddituale)”. In definitiva Q” la banca dati al 31/12/2015 risulta ”inquinata” dai suddetti elementi con la conseguenza che il numero totale di disoccupati non è reale, dunque non raffrontabile con i dati precedenti “

LA REPLICA DEL PD: L’UNICO FLOP E’ NELLE PREVISIONI APOCALITTICHE DELLA CGIL

La provincia di Reggio Emilia ha quasi 4.000 occupati in più negli ultimi 6 mesi. E continua a calare il tasso di disoccupazione provinciale che dal 6,7% di fine 2014 potrebbe attestarsi intorno al 6% alla fine di quest’anno. Il PIL della Regione Emilia-Romagna cresce dell’1,1%, migliore dato di tutto il paese: Reggio Emilia fa meglio ed è proiettata su un +1,4% nel 2016. Crolla la forma contrattuale meno tutelante – il contratto a progetto – che scende sotto l’1% dei nuovi avviamenti al lavoro, praticamente scomparendo. Calano le ore di cassa integrazione straordinaria ed ordinaria: il ricorso agli ammortizzatori sociali a Reggio Emilia riguarda oggi meno di 10.000 lavoratori (erano 26.000 ad inizio crisi nel 2009).

Il terreno da recuperare rispetto ai livelli precrisi è ancora tanto, ma stiamo rimettendo in moto l’economia del paese. Gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato sono una misura straordinaria che cala progressivamente e che ha portato risultati buoni. In Italia da febbraio 2014 a luglio 2016 408.000 lavoratori in più hanno avuto un contratto a tempo indeterminato: i numeri hanno la testa dura.

La soluzione strutturale sulla quale il Pd si sta impegnando per compensare il calo degli incentivi è quella di lavorare sul cuneo fiscale, per fare in modo che un’ora di lavoro stabile costi all’impresa meno di un’ora di lavoro precaria. Anche nel 2017 sono previsti ulteriori importanti interventi di riduzione fiscale per sostenere le imprese: vogliamo infatti ridurre l’Ires dal 27% al 24%. Queste azioni si aggiungono ad un’imponente attività per ridurre il fisco sul lavoro e sui fattori produttivi: riduzione dell’IRPEF (80euro), riduzione IRAP, abolizione Imu su fabbricati agricoli e su impianti produttivi. Nel 2017 verrà varato anche il piano Industria 4.0, con forti incentivi all’innovazione e all’investimento produttivo (superammortamento) che restituisce al paese una moderna politica industriale. Onestamente l’unico flop che vedo è nelle previsioni di chi prima dell’approvazione del Jobs Act paventava scenari apocalittici, smentiti dai fatti.

 

Giacomo Bertani
Responsabile Economia PD

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *