Fiere colpite e affondate: “Parcheggi nei capannoni, vendita a trattativa privata”
I 5 Stelle accusano comune e Pd
Chi vuol mettere le mani sull’area?

28/10/2016 – Il Comune di Reggio, che promuove altrove investimenti pubblici per molti milioni, non intende salvare il polo fieristico reggiano. Nonostante l’occasione irripetibile costituita dalla stazione Mediopadana, a poche centinaia di metri, per la classe dirigente di questa città via Filangieri è buona tutt’al più per investimenti immobiliari. Ma per le Fiere a Reggio, finite a gambe all’aria per i debitri fatti dalla gestione politica, non c’è più posto: evidentemente bisogna fare spazio a Parma e Bologna.
Questa è la conclusione, piuttosto sconcertante, a cui è giunto chi ha assistito alla riunione della commissione bilancio,che ieri sera ha convocato il liquidatore civile di Fiere di Reggio Aspro Mondadori, nominato a suo tempo da Camera di commercio, Comune e Provincia .
Le fiere di Reggio viste dal ponte di Calatrava

Le fiere di Reggio viste dalla Mediopadana

Mondadori, il cui compito d’altra parte la tutela dei beni e dei creditori, ha detto di essersi battuto perché l’attività fieristica continui nel 2017 (e infatti il commissario giudiziale Tiziana Volta ha pubblicato il bando per l’affitto, ma solo per un anno), tuttavia il futuro è la vendita dei capannoni a trattativa privata, nemmeno in base a un’asta. Mondadori, presente l’assessore ormai uscente Giacomo Notari, si è espresso favorevole a trasformare i capannoni in parcheggi coperti al servizio della Mediopadana: “Sono capannoni senza pilastri, a 700 metri esatti dalla stazione e poco di più dal casello dell’autostrada che potrebbero portare a grandi guadagni”. La logica contabile, naturalmente, non tiene conto delle decine di milioni che l’economia reggiana perderebbe ogni anno (e in parte sta già perdendo) in termini di indotto e di movimento.
Con una liquidazione si entra inevitabilmente in una logica in cui non esiste futuro, ma solo l’esigenza di pagare i debiti per quanto possibile. Dovrebbe essere la politica a correggere il tiro e a restituire una prospettiva: ma non vuole o non lo sa fare. Eppure la voglia di impegnarsi per restituire a reggio il polofieristico, non manca. Lo ha confermato lo stesso Mondadori, con riferimento alle diverse offerte già arrivate per la gestione provvisoria (Camer,La Bussola e pare altre ancora), e lo conferma ilcoraggio di una struttura come la Medials che ha affittato il padiglione D per inventarsi il Lime Theater , uno spazio spettacoli da 2.600 posti che aprirà battenti il 5 novembre col coro dell’Armata Rossa. Evidentemente la politica reggiana è in tutt’altre faccende affaccendata.
Oggi la consigliera 5 Stelle Alessandra Guatteri, presidente della commissione bilancio, ha diffuso un comunicato dai toni allarmati, con un attacco frontale al Pd, sulla riunione di ieri sera: “Quello che è emerso ieri in Commissione a proposito dell’area Fiere – scrive – è l’assoluta mancanza di volontà e di idee per Reggio Emilia da parte dell’attuale amministrazione cittadina a marchio PD.
Stiamo parlando di un’area a 800 metri dalla stazione mediopadana e a 1 chilometro dal casello autostradale, dalle potenzialità enormi.
Fiere, teatro, musica, eventi, parcheggi: sono 118.000 metri quadrati , di cui 6.000 coperti in capannoni che, come ci è stato spiegato ieri, potrebbero essere utilizzati per attività svariate in quanto sono privi di pilastri interni nelle campate”.
Ma, aggiunge Guatteri,  “l’unica idea che ha il PD su un capitale del genere, che al momento appartiene per i 2/3 ad enti pubblici, cioè a noi, è quello di venderlo mediante trattativa privata”.
 Eppure “questa è  un’area strategica di grande importanza che potrebbe portare, se ben utilizzata, enormi vantaggi alla città.
L’indotto di un calendario  Fieristico ben gestito  per l’economia di Reggio Emilia è evidente, così come è evidente quello che abbiamo perso lasciando ad altri la gestione della fiera Suinicola e del Cavallo. E fra un anno non avremo più nemmeno il resto.
Inoltre nei capannoni si potrebbero organizzare eventi di ogni genere, spettacoli, convention, concerti a beneficio di tutta l’economia reggiana.L’esperienza del Lime Theater ne è già un esempio”, afferma Guatteri.
“Però alla fine del 2018 dovremo lasciare tutto questo capitale che è per 2/3 di noi cittadini e imprenditori reggiani,  a qualche investitore privato, che ne usufruisca come meglio creda.
Un’area come quella delle Fiere  meriterebbe idee da parte della politica, idee condivise dalla cittadinanza e dal mondo imprenditoriale, non trattative private, che non garantiscono nessuna trasparenza.
ci vogliono raccontare che un PD che trova milioni di euro di contributi  per  interventi immobiliari che suscitano perplessità a tutti i livelli e sui quali non è ancora chiaro chi ci guadagnerà, tipo Campovolo e Stu Reggiane, non riesce a trovare i soldi e il modo di salvare quest’area e di restituirla alla città?”
“Veramente dobbiamo pagare tutti per le speculazioni immobiliari fallite a Fora di Cavola (dove IREN tra l’altro avrebbe dovuto acquistare un lotto per fare una centrale e poi non l’ha fatto), a Cavriago e a Mancasale? Perchè questo è stato il problema originario che ci ha portato in questa situazione.
Ma perchè gli enti pubblici devono fare gli immobiliaristi con i soldi dei cittadini?”
E ancora: “Per quale motivo adesso dobbiamo rimanere senza fiere che portano persone nella nostra città in un momento in cui il turismo reggiano stra sprofondando? La risposta è semplice : perchè non c’è nessun interesse da parte del Partito Democratico.
I concordati preventivi si possono chiudere, le aziende in difficoltà si possono riportare in bonis e addirittura si possono anche rinegoziare i debiti.
Non in questo caso però”. Il che “si traduce nel fatto che  nessuno ha interesse a cercare una via d’uscita. Nessuno, naturalmente, del Pd”.
A questo punto la domanda sorge spontanea: chi ha messo gli occhi sull’area delle Fiere?

 

ci vogliono raccontare che un PD che trova milioni di euro di contributi  per  interventi immobiliari che suscitano perplessità a tutti i livelli e sui quali non è ancora chiaro chi ci guadagnerà, tipo Campovolo e Stu Reggiane, non riesce a trovare i soldi e il modo di salvare quest’area e di restituirla alla città?”
“Veramente dobbiamo pagare tutti per le speculazioni immobiliari fallite a Fora di Cavola (dove IREN tra l’altro avrebbe dovuto acquistare un lotto per fare una centrale e poi non l’ha fatto), a Cavriago e a Mancasale? Perchè questo è stato il problema originario che ci ha portato in questa situazione.
Ma perchè gli enti pubblici devono fare gli immobiliaristi con i soldi dei cittadini?”
E ancora: “Per quale motivo adesso dobbiamo rimanere senza fiere che portano persone nella nostra città in un momento in cui il turismo reggiano stra sprofondando? La risposta è semplice : perché non c’è nessun interesse da parte del Partito Democratico.
I concordati preventivi si possono chiudere, le aziende in difficoltà si possono riportare in bonis e addirittura si possono anche rinegoziare i debiti.
Non in questo caso però”. Il che “si traduce nel fatto che  nessuno ha interesse a cercare una via d’uscita. Nessuno, naturalmente, del Pd”.
A questo punto la domanda sorge spontanea: chi ha messogli occhi sull’area delle Fiere?
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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    28/10/2016 alle 21:07

    Da quel che ho capito di soldi per Reggio Emilia c’e’ né un pacco.

    Il solito problema e’ che chi amministra tira sempre per sé.

    Ma la notizia dell’investitore che avrebbe creato un’azienda di commercio di acciai ?

    Sui capannoni delle Fiere ? Ci faccio tele-cucu’, la tv sei tu.

    Per dire che le idee cadono a grappoli, ma il problema sono gli amministratori.

    Con tele-cucu’, si farebbe promozione stile tv commerciale e magari si troverebbe la nuova Belen della situazione, magari la figlia del contadino di Roncadella. E poi vuoi mettere striscia il labrusc. ?

    Idee, a pacchi. Chi aveva inventato la torta di lombrichi ? uno di S.Polo.

    I modelli sono sempre i soliti. Le citta’ si stanno snaturando, la gente ha paura, allora perché non fare una promozione tv piu’ mirata ? E poi a Del Rio, pettuto come un fringuello, sarebbe li’ a farsi vedere, a ballare sul cubo.

    Ma urge l’intervento privato. Di gente capace per gestire tele-cucu’ in Italia c’e’ né un sacco. Ance Freccero ci starebbe.

    E poi, l’uscita dell’autostrada di Mancasale ? Bellissima, manca solo il mare……. poi c’e’ la Calatravata della Staz. mediop. che voli a Bo o Mi in pochi min. Ah, manca solo l’aeroporto Int.le.

    Forse c’e’ bisogno di serenita’, di un ritorno all’antimegalismo dei centri commerciali che piu’ ne fanno e piu’ trovi desolazione. L’unico business e modello di rilievo e’ la Capriotti Dinasty, ma in Emilia….. non tira.

    Esselunga, ancora a far c. comm. col marmo, ha ampiamente vinto la battaglia dei c. comm. In fondo, ci trovi di tutto e poi comprare pure lo champagne o il vino in cartone.

    In giro per l’Europa ci sono mostruosi esempi di business privato, ma purtroppo CCPL conta davvero tanto a Reggio. Ma i tempi son cambiati.

    Reggio Emilia, la Rossa, amministrata da chi si fa solo i suoi. Eppure i bravi imprenditori reggiani hanno accantonato la politica cooperativistica, e sposato la politica degli affari esteri.

    Troppe tasse inchiodano anche Reggio che potrebbe decollare e diventare una piccola metropoli, almeno sulla carta. Ma mi pare che sulla carta c’e’ chi ha gia’ fatto i conti, e un po’ per uno quei pezzi se li son gia’ divisi. Peccato.

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