Tutto al Sassuolo? In Comune esplode la “bomba” dello stadio Mirabello

12/10/2016 – “Stadio Mirabello, il sindaco favorisce il Sassuolo come con lo stadio Giglio?”.  E’ la domanda che pongono i consiglieri di Alleanza Civica Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, dopo che il Tar ha respinto il ricorso del Rugby Reggio e degli altri soggetti che si sono aggiudicati la gestione del Mirabello, ma che paradossalmente non potranno svolgere le loro attività a causa di un bando “esageratamente restrittivo”.

Alleanza Civica porterà la questione alla prossima seduta del consiglio comunale con un ordine del giorno urgente. In un documento diffuso oggi, i consiglieri chiedono al sindaco Vecchi “di metterci la faccia” e di chiarire “se intende concedere al Sassuolo anche il Mirabello”.

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Ora la situazione di fatto, che si è creata dopo che la Reggiana calcio è diventata la squadra femminile del Sassuolo, è proprio questa.
“Se al Mirabello non si può giocare a rugby e a football americano, se non possono esserci scuole calcio e non si possono fare spettacoli è chiaro che l’unica attività possibile è ospitare gratis il calcio femminile di serie B”, scrivono i consiglieri. Ma nel frattempo “al di là degli aspetti puramente formali come il mantenimento di sede e denominazione sociale, la Reggiana calcio femminile è entrata nell’orbita dell’US Sassuolo”.
Di conseguenza  “il presupposto politico del bando, che garantiva un indubbio vantaggio a una società di calcio femminile cittadina, viene perciò a mancare: per di più se pensiamo quanto sarebbe politicamente inaccettabile che una società legata a una multinazionale possa usare l’impianto gratis, mentre le società dilettantistiche reggiane pagano l’affitto per l’uso degli impianti comunali”.

Bellentani e Rubertelli attaccano la Fondazione dello Sport (presieduta ancora per pco tempo da Milena Bertolini) per i toni “sguaiati e indecorosi” di una reazione  “fondata su una inesistente discriminazione nei confronti del calcio femminile”.

In conclusione “è necessario fare chiarezza e sapere chi siano i responsabili di tale atteggiamento verso una importante realtà sportiva cittadina qual è il Rugby Reggio”.
“Caro Sindaco (con delega allo sport)  – concludono i consiglieri –  è ora che ci metta la faccia, facendo sapere alla città se vuole cambiare questo modo di operare della Fondazione per lo Sport e soprattutto se vuole concedere anche il Mirabello al Sassuolo. Presenteremo nel prossimo Consiglio comunale un ordine del giorno urgente in merito”.

Intanto le squadre del Rugby Reggio replicano duramente alle affermazioni della Fondazione dello Sport: “Rugby Reggio non ha mai calunniato nessuno, non ha mai posto in contrapposizione tra loro le discipline sportive, né ha mai avuto risentimento verso il calcio femminile con cui ha sempre inteso collaborare. Semmai è il contrario”.

Le società sportive chiedono al sindaco Vecchi di sostituire la presidente  della Fondazione Milena Bertolini, accelerando  “la pubblicazione del bando per la sostituzione dei membri del Consiglio di Gestione aprendo così una nuova stagione per la Fondazione, auspicando che si ricrei un rapporto costruttivo tra chi, con mille sacrifici, porta in campo centinaia di ragazzi e ragazzini e chi è preposto a creare le condizioni perché ciò possa avvenire”.

Milena Bertolini

Milena Bertolini

 

RUGBY REGGIO REPLICA ALLA FONDAZIONE SPORT: “UNA SOLA PAROLA: VERGOGNA! I DANNEGGIATI SIAMO NOI”

Massimo rispetto per la decisione dei giudici del TAR di Parma: sentenza alla mano, i nostri legali valuteranno il da farsi, non escludendo sin da ora la richiesta di ulteriori valutazioni.

Per il resto, la parola che ci viene spontanea leggendo la sequela di offese contenute nello sproloquio della Fondazione dello Sport è una sola: VERGOGNA!

Il livore che emerge dalla nota della Fondazione non è degno di un’istituzione pubblica, tanto più a Reggio Emilia.

Rugby Reggio non ha mai calunniato nessuno, non ha mai posto in contrapposizione tra loro le discipline sportive, né ha mai avuto risentimento verso il calcio femminile con cui ha sempre inteso collaborare. Semmai è il contrario.

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Ad oggi il calcio femminile non può giocare al Mirabello a causa del cattivo stato del manto erboso dopo i lavori di manutenzione straordinaria commissionati direttamente dalla Fondazione che ha voluto intervenire direttamente anziché affidarsi agli esperti del gestore dell’impianto.  Anche questo è un danno economico per il nostro club che, come aggiudicatario della gestione del Mirabello, da quasi due mesi ha l’impianto bloccato e non può ospitare alcuna manifestazione sportiva che ne facesse richiesta.

Prima di presentare ricorso al TAR, abbiamo chiesto un incontro con i vertici della Fondazione, abbiamo espresso il nostro disagio per quella che anche oggi continua ad apparirci una disparità di trattamento del rugby e del football americano rispetto ad altre discipline sportive (perché non è stato escluso il motocross o l’ippica o altri sport?).

La realtà è un’altra: a Reggio Emilia ci sono due discipline sportive, il rugby e il football americano che sono bandite dal principale impianto sportivo pubblico della città. Se il bando per la gestione del Mirabello avesse escluso lo sport femminile, siamo sicuri che a quest’ora ci sarebbero fior fiore di interpellanze in consiglio comunale, forse addirittura in Parlamento.

Ma i nostri giocatori, come quelli del football americano, valgono meno perché sono maschi?

Ma ciò che ci offende di più e che rifiutiamo in toto è la visione secondo la quale Rugby Reggio sarebbe in contrapposizione con il principio di equità tra le diverse discipline sportive portato avanti – aggiungiamo noi, solo a parole – dalla Fondazione.

Rifiutiamo qualsiasi lezione in questo senso dalla presidenza della Fondazione il cui modo di agire non favorisce certo la collaborazione tra Istituzione e società sportive. E siamo sicuri di non essere i soli a pensarlo, anzi siamo abbastanza certi che questo pensiero sia condiviso dalla maggioranza delle realtà sportive reggiane che svolgono una funzione sociale e trovano nella Fondazione non un sostegno ma un ostacolo.

Da anni Rugby Reggio collabora attivamente con tante realtà sportive e sociali della città. Svolgiamo attività 365 giorni all’anno dando una risposta d’estate a tante famiglie reggiane. Le nostre attività sportive raccolgono un crescente consenso per ciò che si fa in campo e per l’ambiente in cui facciamo crescere i 250 bambini e ragazzi, dai 4 ai 18 anni. Collaboriamo con i servizi sociali e con le Farmacie per le disabilità. Non abbiamo mai lavorato solo con l’alto livello: la nostra prima squadra è in gran parte il risultato del lavoro che facciamo con i giovani, non a caso in rosa ci sono diversi ragazzi del vivaio giovanile.

Facciamo tutto in un impianto che da tempo fatica a contenerci e su cui la Pubblica Amministrazione ha investito qualcosa più di dieci anni fa in un progetto di co-partecipazione, non esclusivamente a carico del pubblico: il nostro manto erboso è tra i più belli della città, a costo di un attento e quotidiano lavoro di manutenzione nonostante la Fondazione non abbia mai installato un impianto di irrigazione.

Non abbiamo l’impianto di illuminazione, fatto che rende inutilizzabile il campo in erba per diverse ore al giorno da ottobre a marzo riducendo le attività a un solo campo. Tutte cose che abbiamo sempre fatto presente alla Fondazione, con educazione e garbo, nel nostro stile. Senza alcun risultato.

Concludiamo senza citazioni letterarie che evidenziano da sole il livello dei nostri interlocutori, ma con un auspicio: che il sindaco, titolare anche della delega dello sport del Comune di Reggio Emilia smetta di assecondare involontariamente questa visione distorta delle cose e acceleri la pubblicazione del bando per la sostituzione dei membri del Consiglio di Gestione aprendo così una nuova stagione per la Fondazione, auspicando che si ricrei un rapporto costruttivo tra chi, con mille sacrifici, porta in campo centinaia di ragazzi e ragazzini e chi è preposto a creare le condizioni perché ciò possa avvenire. (Rugby Reggio ASD, Rugby Reggio Young, Rugby Reggio Junior)

LA REPLICA DI MILENA BERTOLINI: “NESSUN LIVORE E NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE, MA IL CAMPO DEL MIRABELLO E’ QUELLO CHE E'”

“Non parteciperemo ad alcuna guerra mediatica, anche perché in generale non ci piace partecipare ad alcuna guerra e infatti avevamo chiesto più volte a Rugby Reggio di non adire le vie legali. Lo ha voluto fare ugualmente e i giudici hanno parlato.

Hanno detto che finché il terreno di gioco del Mirabello non sia stato ripristinato, è legittimo escludere le attività più impattanti, cioè rugby e football americano. Ed hanno anche aggiunto che abbiamo ben contemperato le contrapposte esigenze dello sport maschile e femminile. Questi sono i fatti, questo il diritto !

E’ proprio la natura di quel terreno, costruito sopra un vecchio strato di “carbonella”, a rendere il Mirabello un impianto delicato: sono molti anni che ci confrontiamo su questo tema ed ogni volta è la stessa storia. Inutile cercare scorciatoie, lo scorso anno ci ha giocato il calcio femminile, il campionato Berretti e, per volontà dell’Amministrazione Comunale, ci ha fatto quotidianamente la propria scuola calcio pure l’A.C. Reggiana.

Risultato: ad aprile fu proprio il Rugby Reggio a non volerci andare a giocare per paura di infortuni dei propri giocatori, con tanto di dichiarazioni rilasciate ai giornali.

Poi quest’estate i concerti concordati con l’Amministrazione Comunale con la conseguenza che il campo a fine luglio era un deserto.

Poi c’è voluto il diserbo delle colture residue, il trattamento del terreno e la semina (la natura ha i suoi tempi!) in una estate calda e lunga e con un tubo di irrigazione dell’acqua tranciato da Iren durante lavori esterni allo Stadio. Insomma, per essere pronti questo intervento era già stato appaltato ad aprile e per non pregiudicare il risultato anche il calcio femminile nel frattempo si è dovuto spostare.

Questa è la realtà, questi i fatti, queste le argomentazioni sostenute in sede di assunzione degli atti e in sede di difesa processuale. Questa la linea tenuta, vincente perché logica e coerente, vincente perché semplice e chiara, vincente perché è la verità.

Tutto il resto, le paginate di giornali dei mesi scorsi, le pur legittime interrogazioni consiliari, le polemiche, le oblique insinuazioni circa un appalto costruito a misura del calcio femminile (che tra il resto ha disertato la gara) sono semplice contorno non sempre gradevole, ma quello che conta sono i fatti.

Sempre per attenersi ai fatti, solo ai fatti, nient’altro che ai fatti, è bene precisare che la futura sostituzione dei rappresentanti di nomina comunale del Consiglio di Gestione della Fondazione non è la conseguenza di questa piccola polemica e non può essere agitata contro la libera volontà del Sindaco: è fisiologica, perché i mandati sono già scaduti da tempo e io per prima ho sollecitato nei mesi scorsi e di recente il nostro avvicendamento.

Nessun livore, dunque, nessun rancore, nessuna rivincita contro il Rugby Reggio, cui ribadiamo piena disponibilità a ricercare insieme risposte condivise alle loro esigenze.

Nessuna contrapposizione, dunque, in questo e nel nostro primo comunicato, che ha avuto come unico scopo quello di ristabilire la verità dei fatti e riaffermare l’onestà dell’agire della Fondazione e dei suoi vertici. Una vittoria non contro qualcuno, ma solo una vittoria della verità.

(Milena Bertolini, presidente Fondazione per lo Sport  del comune di Reggio Emilia)

 

 

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