“Scandalo En.cor, ora il Pd deve parlare”

di Pierluigi Ghiggini

28/10/2016 – Nell’affare En.cor c’è stata una regia esterna al consiglio comunale, e solo il Pd può spiegare come sono andate le cose. Chi chiamò Greganti a Correggio per levare le castagne dal fuoco al comune, chi architettò l’operazione Senegal (con la costituzione di due società per lo sfruttamento della jatropha), chi portò a Correggio la società Amtrade e Coveri con le loro promesse finite rovinoso fallimento della En.cor.
Per il consigliere Gianluca Nicolini, coordinatore provinciale di Forza Italia, è il Pd con i suoi dirigenti a conoscere i segreti di En.cor, perciò è il Pd che deve parlare, senza scaricare su altri le responsabilità che sono soltato sue.

Il municipio di Correggio

Il municipio di Correggio

Nicolini, cosa pensa delle dichiarazioni del sindaco?
L’ho detto in commissione e lo ripeto: l’aver tardato a comunicare ai consiglieri la deliberazione della Corte dei conti non è una questione di forma, ma di sostanza. Un fatto grave, tanto più che dovremo presentare un nuovo bilancio in soli sessanta giorni dal deposito dell’ordinanza. Abbiamo poco tempo.
La verità è che in commissione alla fine si sono scusati, sia pure a denti stretti, manfrina  fuori continuano con la manfrina che non si può divulgare a cuor leggero un documento di quella portata. Giustificazione risibile: l’obbligo di consegnarlo ai consiglieri e di pubblicarlo nel sito internet era bene evidenziato nella deliberazione. Ma questo è solo uno dei problemi della vicenda En.cor.

Gianluca Nicolini

Gianluca Nicolini

A cosa si riferisce?
A quello che hanno fatto e a come hanno seppellito i soldi. Le risposte deve darle chi comandava, vale a dire  il Pd.

A proposito,  l’ex sindaco Marzio Iotti conferma in un’intervista di aver incontrato Primo Greganti, il famoso “compagno G”, proprio per En.cor…

Appunto. Iotti ammette finalmente di aver incontrato Greganti a Torino perché l’uomo d’affari del vecchio Pci voleva “esportare” il modello En.cor in Piemonte. Ma dovrebbe dire anche cosa venne a fare a Correggio quattro  anni fa, nella riunione segreta alla centrale Eva. Non credo che fosse in gita turistica: è legittimo pensare che qualcuno l’abbia chiamato perchè En.cor stava andando a gambe all’aria. Mi piacerebbe sapere chi.

Chi c’era nella stanza dei bottoni dell’operazione En.cor?
Vorrei saperlo anch’io. Però  il Pd lo sa di sicuro, non solo l’ex sindaco Iotti. Nessuno di loro può dichiararsi fuori da questo affare. E, per un altro verso, non possono tirare tutti dentro: è che nel 2008 tutto il consiglio comunale aveva approvato il piano industriale di 40 milioni, ma all’epoca tutti volevamo il teleriscaldamento e il piano, per un comune dal bilancio di 37 milioni, era sostenibile. Poi il mondo è cambiato. Ma la questione vera è ancora diversa: un conto è l’impianto industriale, un altro è come lo si gestisce e dove finiscono i soldi. E di ciò, insisto, deve rispondere il Pd. Non si era mai parlato, ad esempio dei progetti per lepiantagioni di jatropha in Senegal, e nemmeno delle lettere di patronage, firmate nel 2009 con la seconda Giunta Iotti, prima ancora di modificare il regolamento contabile del Comune.
Tant’è vero che la Banca San Felice, che forse sospettava qualcosa, nel 2011 si fa firmare una nuova lettera. E anche dopo la modifica al regolamento, non spiegarono la tipologia delle lettere di patronage, che obbligavano il comune al di là di ogni dubbio.
Mi sembra evidente una regia esterna, sconosciuta al consiglio comunale.
Dovrebbero raccontare, ad esempio,  chi ha portato la Amtrade e Coveri a Correggio (forse lo stesso Greganti?). Come vede torniamo sempre lì, alla famosa stanza dei bottoni.

(dalla Voce di Reggio)

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