“Cgil: tavola rotonda a senzo unico per il No. La vecchia nomenclatura colpisce ancora”

di Gilberto Gasparini *

27/10/2016 – Apprendiamo che si è tenuta presso il circolo PIgal una partecipata assemblea della CGIL e dell’ANPI a sostegno del NO al Referendum Costituzionale che si terrà il 4 dicembre.

Da iscritto alla CGIL l’ assemblea mi pone diversi problemi:

  1. Perché come iscritto CGIL non ho ricevuto nessuna comunicazione relativa alla assemblea pur avendo, la CGIL, a disposizione tutti i miei indirizzi : della abitazione, della Mail e il mio numero di telefono? Il mancato invito un po’ mi scandalizza ma non mi sorprende essendo un iscritto non allineato alla maggioranza che domina la CGIL reggiana. Conosco i metodi della CGIL di RE, una nomenclatura da decenni domina e chi dissente ….fuori!
  2. In caso di invito avrei potuto intervenire sostenendo le ragioni del SI’ pur essendo distante da Renzi e non avendo per lui nessuna simpatia. Alcuni degli oratori erano sicuramente qualificati, ma sinceramente non mi sarei sentito particolarmente intimidito dalla competenza di diversi degli oratori schierati in modo uniforme.
  3. La CGIL ha preso legittimamente una posizione critica rispetto alla Riforma Costituzionale lasciando libertà di voto ai propri iscritti, a differenza dell’ANPI che ha preso una posizione dal sapore un po’ staliniano ( dico un po’ per non esagerare ) vietando prese di posizione alternative. Si è discusso
    L'assemblea Cgil sul No al referendum al Pigal

    L’assemblea Cgil sul No al referendum al Pigal

    molto nei mesi scorsi del pluralismo all’interno delle Feste dell’Unità richiedendo, giustamente, una pluralità di voci all’interno dei dibattiti. Richiesta giustamente accolta a partire dalla Festa dell’Unità provinciale di Reggio Emilia.

  4. La pluralità delle voci non è prevista , invece, evidentemente, all’interno dei dibattiti della CGIL e dell’ANPI visto che la tavole rotonda, i relatori, le conclusioni erano svolte da persone del NO.
    Guido Mora, segretario provinciale della Cgil

    Guido Mora, segretario provinciale della Cgil

    Le tavole rotonde, da che mondo e mondo, rappresentano una pluralità di voci e vedute, non nelle assemblee di CGIL e ANPI a Reggio Emilia, dove, ahimè, il conformismo delle opinioni muove, più che le intelligenze, al triste sorriso e dà il senso del vecchio mondo della sinistra che mai si mette in discussione.

Nulla di nuovo sotto il sole reggiano la nomenclatura CGIL continua a dominare. Spiace un po’ che i presidente ANPI Fiaccadori si presti, al di là del merito, a operazioni dove la fedeltà prevale rispetto alla libertà. Mi conforta il sapere che tra gli iscritti CGIL e ANPI questo gusto per il libero dibattito continua a vivere e manifestarsi nonostante il conformismo dei vertici.

*Iscritto CGIL nella lega 5 di Reggio Emilia

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2 risposte a “Cgil: tavola rotonda a senzo unico per il No. La vecchia nomenclatura colpisce ancora”

  1. mario Rispondi

    28/10/2016 alle 12:35

    Spero che l’iscritto CGIL abbia letto il progetto di legge, sottoposto a referendum, ed ancor più il progetto Italicum già approvato. Se riflette capirà che il vero obbiettivo, più che ridurre i costi, è quello di dare maggior potere all’esecutivo ed al premier, assicurandosi tra l’latro una Camera con una maggioranza bulgara di deputati, rappresentanti di un partito che rappresenta massimo il 20% dei cittadini. Sotto forma diversa,l’Italia ha già avuto governi simili in un famoso 20nnio. Torniamo perciò indietro ? E’ giusto che una contenuta lobby abbia il potere e governi il paese ? Eppoi la Costituzione, come avvenne anche nel ’47, non deve ottenere una larga maggioranza, anziché spaccare il Paese ? Infine siete proprio sicuri che Renzi rappresenti la persona , voluta dal Signore, per salvare il nostro Paese, o invece andiamo sempre più giù? Non sarà sempre colpa della Merkel! Purtroppo l’Italia è ricca di parolai e di una classe politica modesta, che però sta molto attaccata alla poltrona.

    • Gasparini Gilberto Rispondi

      28/10/2016 alle 18:40

      la ringrazio per l’analisi approfondita sulla riforma costituzionale che non condivido. Il tema da me posto è, però, non solo il merito ma il metodo usato dalla CGIL reggiana per gestire la propria iniziativa politica che dovrebbe, secondo me, tenere conto della pluralità delle opinioni, cosa che accade assai di rado….notoriamente.

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