Bper ha acquisito l’80% della Cassa di Saluzzo
Ma il gruppo “dimagrisce”: saranno dimezzate le unità organizzative

Da oggi Bper Banca ha il controllo della Cassa di Risparmio di Saluzzo. La Banca popolare dell’Emilia-Romagna ha acquisito dalla Fondazione CdR Saluzzo il 48,98% del capitale sociale della cassa, incrementando così la propria partecipazione dal 31,02% all’80%.

L’operazione – informa una nota dell’istituto – “è coerente con la strategia del Gruppo BPER di valorizzazione delle partecipazioni detenute in realtà creditizie operanti nella Regione Piemonte, fortemente radicate nei  territori di insediamento, in coerenza con quella già realizzata con la Cassa di Risparmio di Bra ad inizio 2013”.

Di conseguenza Bper e Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, ottenute le prescritte autorizzazioni,  hanno dato esecuzione al contratto di compravendita di azioni sottoscritto il 13 aprile scorso.

Intanto prosegue l’attuazione del piano industriale 2015-2017 del Gruppo BPER. I Consigli di Amministrazione di BPER Banca e di BPER Services hanno approvato nei giorni scorsi un corposo progetto di semplificazione delle strutture.

Fabrizio Togni

Fabrizio Togni

Il nuovo assetto, che  entrerà in vigore a gennaio 2017, una volta completata la procedura sindacale prevista dal contratto, comporta una consistente riduzione delle unità organizzative, che calano da 650 a 339. Le nuove regole operative sono state stabilite utilizzando sia criteri di dimensionamento minimo sia di numero di riporti, per mantenere nel tempo una struttura snella e orientata all’efficienza.

“Questo progetto – dichiara Fabrizio Togni, Direttore Generale di BPER Banca – è un elemento fondamentale del piano industriale e ha l’obiettivo di rendere la nostra struttura più fluida. La ridefinizione di organigrammi e processi chiave è il risultato di un’importante attività di analisi e condivisione a cui ha contribuito tutto il management di primo livello delle due società, in un’ottica di rinnovamento ed evoluzione organizzativa”.

La riorganizzazione appena approvata completa il processo di semplificazione già avviato con il progetto Footprint, che ha riguardato la rete distributiva delle banche del Gruppo e che si sta concludendo in questi mesi, con l’obiettivo di garantire una più efficiente allocazione delle risorse in base ai bisogni della clientela e alle potenzialità dei mercati.

Il processo di razionalizzazione ha inoltre registrato la chiusura di 101 sportelli dall’inizio del 2015, di cui 40 nel secondo trimestre 2016.

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