Bper al centro del risiko bancario
Aggregazione in vista col Credito Valtellinese
E Goldman Sachs promuove il titolo

di Alessandro Bettelli
25/10/2016 – Mentre è iniziato il conto alla rovescia per la convocazione dell’assemblea dei soci che il prossimo 26 novembre approverà la trasformazione di Banca Popolare dell’Emilia Romagna in società per azioni, sul mercato impazzano i rumors che vedono il gruppo guidato da Alessandro Vandelli al centro del risiko bancario.
Ma andiamo per ordine, analizzando gli effetti a cascata che la trasformazione in Spa comporterà nell’orbita Bper.
Ripercussioni immediate si avranno all’interno del Banco di Sardegna, che oggi detiene il 3% di Bper e che, a propria volta, è controllato col 49% dalla Fondazione sarda.
E proprio quest’ultima ricoprirà un ruolo fondamentale all’interno dello zoccolo duro di azionisti, che dovrà essere coagulato per mettere insieme una partecipazione al capitale del 15-20%, se vorrà mantenere il controllo dell’istituto e deciderne le strategie future, sia in termini di possibili fusioni con altre popolari che di probabili cessioni di eventuali asset. Già, perché in pancia a Bper si trova un gran bel  fardello di oltre 7 miliardi di crediti in sofferenza che sarebbe buona cosa smaltire.
Alessandro Vandelli, a.d. Bper

Alessandro Vandelli, a.d. Bper

Un’assemblea dei soci, quella di Bper, alla quale il mercato guarda con grande attenzione.
Nel fine settimana, infatti, sono state pubblicate altre indiscrezioni sulla trattativa in corso tra Bper e Credito Valtellinese: le due banche, in realtà, si parlano da tempo e il loro l’obiettivo è quello di aggregarsi.
A tal proposito l’amministratore delegato della banca reggiano modenese, Vandelli, ha posto come conditio sine qua non che l’unione fra i due istituti non debba comportare un aumento di capitale.
All’operazione di aggregazione starebbe guardando con attenzione un altro player importante della via Emilia: Unipol, infatti, potrebbe entrare nell’’operazione, puntando a far parte del gruppo dei soci stabili del soggetto post aggregazione. A tal proposito, il Corsera ha scritto, nel fine settimana, un possibile ingresso di Unipol nel capitale di Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
Il gruppo assicurativo, del resto, ha più volte affermato di essere interessato al consolidamento tra le banche popolari.
Occorre infatti ricordare che il gruppo Unipol, in proprio o attraverso la sua controllata Unipol Sai intrattiene rapporti di natura industriale con alcune banche popolari.
In attesa che gli eventi si chiariscano meglio, il mercato ha già puntato i propri fari sull’istituto: ieri gli analisti di Goldman Sachs, in un report, hanno confermato l’indicazione di acquisto per le azioni Banca Popolare Emilia Romagna  reiterando il giudizio sul titolo a “buy”.
Gli esperti della banca d’affari statunitense hanno però limato il target price sull’istituto da 5,2 euro a 5,1 euro, prezzo che si confronta con i 4,37 euro circa delle attuali quotazioni.
«Lo status tecnico di breve periodo di Bper – scrivono gli analisti di Goldman Sachs – mette in risalto un ampliamento della performance positiva della curva con prima area di resistenza individuata a quota 4,411 Euro. Rischio di eventuale correzione fino al target 4,253. Le attese sono per un aumento della trendline rialzista verso l’area di resistenza 4,569.
(dalla Voce di Reggio Emilia)
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