“Platani d’oro” Nove anni di cure per “ricostruire” i nuovi alberi di piazza Martiri

di Gioacchino Pedrazzoli e Ugo Pellini*

21/10/2016 – Erano stati definiti i “Platani d’oro” perché erano costati 72mila euro ed avevano sollevato tante polemiche, oltre per l’elevato costo, anche per la discutibile scelta botanica.
Stiamo parlando degli otto 
alberi, ora in buona salute in Piazza Martiri 7 luglio.
Erano esemplari di circa 40 anni, fatti arrivare dalla Catalogna, 
fortemente capitozzati, cioè costretti da una drastica potatura a una forma obbligata; “sono ornamenti d’arredo più che piante, forme vegetali architettoniche”, avevano dichiarato allora gli amministratori per giustificare la spesa.

Erano insorti ed avevano protestato in tanti: il Consorzio Fitosanitario, il Preside dell’Istituto Agrario Zanelli, i sottoscritti, membri della Consulta del verde, ma l’Amministrazione aveva tirato dritto senza ascoltare niente e nessuno.

L'evoluzione dei platani dal 2007 a oggi

L’evoluzione dei platani dal 2007 a oggi



A distanza di nove anni 
compare nel sito degli “Arboricoltori italiani” un’inquietante verità: in tutti questi anni l’Amministrazione comunale ha speso altre energie e soldi per “ricostruire” le piante in modo da conferire loro il portamento naturale.

“Oggi i Platani sono esteticamente accettabili- scrive Giovanni Morelli l’agronomo esperto che ha curato l’operazione-, vigorosi, esenti da patologie (in particolare lesioni cariogene sulle sedi di taglio del 2007) ed in grado di proseguire in autonomia il loro processo di autodeterminazione. Per la cronaca, questi Platani sono piantati su un suolo totalmente ricostruito in aiuole che sono molto più grandi di quello che appare in superficie, in quanto la pavimentazione più prossima ai colletti è “sospesa” ed hanno goduto di irrigazioni di soccorso solo nei primi anni”.



Al momento di installare sulla piazza i preziosi esemplari, chi si intende di piante si accorse subito dell’impossibilità tecnica di allevarli, ormai così capitozzati, nella forma obbligata ornamentale vagheggiata da qualche sognatore di arredo urbano, poco esperto delle esigenze botaniche di piante in quelle condizioni.

Ha prevalso negli anni successivi, e per fortuna, la competenza di chi ha scelto di operare restituendo ai platani la loro forma di sviluppo naturale.

Indubbiamente ora le piante, dopo anni di cure, avviate alla forma naturale, svolgono comunque il loro ruolo di arredo urbano alle piazze, ma ci chiediamo, e chiediamo a chi volesse scoprire quanto denaro pubblico è stato investito nell’impresa….. 

Non sarebbe stato più semplice e meno costoso acquistare fin da subito alberi dal portamento naturale come avevamo dichiarato noi allora?

  • membri della Consulta del verde del Comune di Reggio Emilia
Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Pietro Zanni Rispondi

    21/10/2016 alle 16:10

    Certo, potevamo mettere alberi di plastica , casomai ideati e consigliati da un qualche architetto futurista……. Ma non vi va mai bene niente!!!!!!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *