Rifiuti: il principe dietro i cassonetti?
I 5 stelle: “Porta a porta a metà per salvare un business”

18/10/2016 – I 5 Stelle reggiani non vedono chiaro nel nuovo progetto di raccolta rifiuti porta a porta, e annunciano che passeranno al setaccio tutti i contratti di servizio. Qualcosa “puzza”, e non è solo un gioco di parole. Perchè, questa la novità, se si gratta sotto il park Vittoria non spunterebbero solo i pavimenti di una villa romana, ma anche il business dei cassonetti.

La questione, un po’ sconcertante, è spiegata in un intervento scritto a quattro mani dal capogruppo in Sala del Tricolore, Ivan Cantamessi, e dall’ex consigliere Cinque Stelle Matteo Olivieri.

In sostanza, affermano, il “modello Tricolore” dell’assessore Mirko Tutino è un porta a porta a metà , perché comporterà ancora la raccolta di carta e plastica attraverso i cassonetti stradali. Un progetto più arretrato di quello che nel 2007  firmarono l’assessore Pinuccia Montanari e dal manager Ivan Strozzi, oggi direttore generale di Amiu Genova.

Perchè questa scelta? I 5 Stelle sospettano che abbia a che fare con il business dei cassonetti nei quali, sottolineano i  pentastellati, sarebbe coinvolta la società Ecologia Soluzioni Ambiente  di Enrico Benedetti e Giorgia Iasoni, già presidente dei giovani industriali reggiani.

Ma Iasoni è anche moglie del principe Filippo Lodetti Alliata, costruttore del park Vittoria di Reggio Emilia, su concessione comunale, attraverso la Final spa e la Reggio emilia Parcheggi. Lodetti Alliata, fra l’altro, è stato coinvolto nell’inchiesta sugli appalti Expo, ha subito la revoca della concessione del parcheggio Sanzio a Catania e a Reggio Emilia è indagato con l’architetto Massimo Magnani per rischio di crollo, a proposito della falda acquifera nella quale “galleggia” il cemento del park Vittoria.

raccolta-differenziata

La questione merita un chiarimento urgente da parte dell’amministrazione comunale reggiana perché, se così fosse- e speriamo vivamente che non sia così –  la raccolta rifiuti, con la strana scelta del porta a porta a metà ricondurrebbe a uno scenario di rapporti di potere, fra imprenditoria e politica, non propriamente trasparenti. La conseguenza, inoltre, sarebbe un aumento della quota di rifiuti indifferenziati necessari ad alimentare le voraci fauci del costosissimo inceneritore Iren di Parma.

Filippo Lodetti Alliata

Filippo Lodetti Alliata

Ma ecco cosa scrivono Ivan Cantamessi e Matteo Olivieri .

“Con il “modello Tricolore” arriva una rivoluzione a metà che lasciando a raccolta con cassonetti stradali la carta e la plastica produrra ancora troppi rifiuti indifferenziati (in primis carta) per l’inceneritore di Parma,  rispetto a quelli che si potrebbero mandare a riciclo.

Perché lasciare a raccolta stradale (i cassonetti stradali dove à legittimamente in affari l’Ecologia Soluzione Ambiente di Enrico Benedetti e Giorgia Iasoni moglie di Filippo Lodetti Alliata, in affari con il Park Vittoria) significa far sì che nell’indifferenziato (seppur raccolto porta a porta insieme all’umido) con il metodo ‘ Tricolore’ chi non è diligente lascerà sempre più carta e anche plastica. Anche col  rischio che i cittadini meno educati, in una realtà complessa come quella urbana usino i bidoni stradali per conferire l’indifferenziato”.

Matteo Olivieri

Matteo Olivieri

I 5 Stelle aggiungono “un esperto come Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza(che ha fatto progetti domiciliari integrali in grandi città e lavorato su progetti anche a Reggio), per poter funzionare in maniera efficiente bisogna avere almeno tre frazioni secco-umido-carta a raccolta porta a porta e la carta incide parecchio sulla quantità ( come ha ribadito oggi Enzo Favoino “con lo stradale si raccolgono 20 kg pro capite anno di porta a porta in realtà urbane di città, con il porta a porta tra i 60 e 80 kg anno pro capite“) e qualità del materiale differenziato” La conclusione è che “qui manca la carta!”

E “come ha confermato  stesso Favoino, da noi contattato, anche aggiungere il giro plastica non ha costi eccessivi una volta avviata la domiciliarizzazione”.

Ivan Cantamessi

Ivan Cantamessi

La domanda sorge spontanea: “Perché non si è adottato da subito il porta a porta integrale come fa Milano (Milano non un piccolo paese) o la vicina Parma che è già al 74% di raccolta differenziata e si avvia quest’anno all’80%? I costi di smaltimento sempre in aumento facilitano il porta a porta, che pero’ qui si vuole a metà…”

Aggiungono Olivieri e Cantamessi: “Perché ritorna la raccolta stradale nel forese di vetro e lattine? Ci auguriamo che nelle zone del forese (pensiamo a Gavassa e Massenzativo che lo fanno da 10 anni, ma anche Sesso ed altre frazioni che lo fanno da 3-4 anni!) dove esiste già il porta a porta non verranno riportate in strada le campane del vetro.  La gente da anni già si è abituata a conferire porta a porta anche quei materiali. In quelle zone sarebbe addirittura un passo indietro”.

E veniamo alla città: “Nel piano del sindaco Luca Vecchi raggiungerà il 70% nel 2019. Peccato che avremmo già dovuto raggiungere oltre il 65% nel 2012  visto che il 12 settembre 2007  la Giunta Delrio approvò le linee guida (mai attuate e demolite piano piano dopo il 2009, quando Delrio non rinnovò l’incarico a Pinuccia Montanari e per 5 anni non si ebbe nemmeno un assessore all’ambiente) che prevedevano l’estensione del porta a porta integrale in tutto il forese e quello a umido-carta-secco entro il 2012  nel resto della città. Il sindaco Luca Vecchi e il vice sindaco Matteo Sassi lo sanno bene visto che il 23 giugno 2008  fecero approvare una mozione a sostegno del  piano di attuazione deliberato dalla Giunta con la loro firma di allora capogruppo Pd e capogruppo Prc, del un progetto di estensione del porta a porta (mai realizzato e smontato nell’ultima consigliatura Delrio,  come denunciammo nel 2010 ) che avrebbe dovuto far estendere un modello di porta a porta più avanzato e serio entro il 2012  e aver già raggiunto da 4 anni almeno il 65% di raccolta differenziata in città”.

inceneritore-parma

Secondo i 5 Stelle tutto questo ha una spiegazione logica: “Si è lavorato negli anni per garantire ad Iren sempre una quantità di rifiuti da bruciare per giustificare  l’incenerimento a livello industriale.

Abbiamo sempre sostenuto con forza in maniera responsabile sin dai tempi dei Meet Up Amici di Beppe Grillo dieci anni fa tutti gli assessori che hanno proposto la raccolta differenziata domiciliare e creduto in metodi alternativi all’incenerimento. Dall’ottima Pinuccia Montanari a Mirko Tutino,  solo che quello poteva essere solo “un primo passo”. .. Ora si parla di rivoluzione, quando è solo una rivoluzione a metà con trucco che brucia

Riconosciamo a Tutino l’aver creduto per primo in Provincia, quando era assessore, nella validità della raccolta porta a porta, quando praticamente tutto il Pd era per la raccolta  a cassonetti stradali” ma oggi “il progetto che i tecnici di Iren gli hanno fatto accettare è arretrato rispetto a quello del 2007 sostenuto allora dagli attuali sindaco e vicesindaco, ed è una rivoluzione a metà con trucco pro Iren.

Il ‘modello Tricolore’ è un passo indietro  rispetto all’estensione del ‘modello Reggio’ presentato da Ivan Strozzi e Pinuccia Montanari nel 2007- 2008 dove erano raccolte porta a porta molte più frazioni”

“Ben venga quindi l’estensione della raccolta porta a porta dell’organico e dell’indifferenziato in tutta la città, ma questa non è una rivoluzione. Non ci si può fermare qui. Il modello a cui puntare è quello integrale con tariffa puntuale di Milano e anche Parma e del Consorzio Priula di Treviso e che tanti comuni 5 stelle stanno iniando ad avviare(Mira, Livorno, da fine anno Ragusa).

Faremo capire ai cittadini l’importanza del metodo domiciliare ma spiegheremo con incontri nei quartieri che si può e si deve fare di più. Come consiglieri comunali  inizieremo a presentare una serie di atti politici, atti ispettivi (anche per conoscere tutti i contratti in essere con Ecologia Soluzione Ambiente e il  pur legittimo business dei cassonetti stradali e i vari contratti di servizio) . Perché – concludono i 5 Stelle – ‘qui nessuno è fesso’ , cari amministratori e tecnici di Iren…”

 

 

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6 risposte a Rifiuti: il principe dietro i cassonetti?
I 5 stelle: “Porta a porta a metà per salvare un business”

  1. Fausto Poli l'Angelo Rispondi

    18/10/2016 alle 13:40

    Il Principe dietro i cassonetti. Sarebbe un bel titolo per Pieraccioni.

  2. waterboy Rispondi

    18/10/2016 alle 15:05

    Beh certo il Grande Vecchio le ha pensate proprio tutte per favorire gli amici, ma al duo Olivieri-Cantamessi non la si fa…
    La dietrologia demenziale dei 5 stelle trova qui uno dei suoi capolavori dell’anno. Ma non potrebbe essere che – semplicemente – ai reggiani non va a genio di avere i sacchetti buttati in tangenziale ed i topi in centro storico come avviene a Parma ?

    • luca p. Rispondi

      18/10/2016 alle 17:52

      Basta fare la visura camerale delle aziende e vedrà bene. Ah i 5 stelle si son dimenticati anche un altro piccolo particolare. Benedetti Enrico è lo stesso che era anche nel progetto delle società di EN.COR Scrivete su google Enrico Benedetti ed En.Cor

  3. Salomon Rispondi

    18/10/2016 alle 15:24

    E dietro ai costruttori dell’inceneritore di Parma spuntano altre parentele? Sarebbe interessante controllare i Freddi … e poi gli altri appalti hot di ESA a Genova e in Toscana, sempre con amministrazioni piddine. Ma pure l’appalto di ESA a Palermo!

  4. Nadia Rispondi

    18/10/2016 alle 22:12

    Ma se i pentastellati vogliono il rusco in casa lo possono tenere, ma non hanno capito che anche il loro paladino Bagnacani li ha mollati? vadano a Parma a vedere com’è ridotta la città, ma anche Reggio non scherza perché ormai c’è rusco dappertutto, bell’onore! Ma che schifo stiamo sostenendo? Si vergognino tutti i fautori del porta a porta e tutti quelli che contribuiscono a farci pagare bollette da capogiro.

    • luca p. Rispondi

      19/10/2016 alle 18:30

      Signora Nadia Borghi, a me non interessano le sue polemiche che fa da 10 anni. Noto che Parma ha il 74% di raccolta differenziata e tariffa puntuale (e la tariffa più bassa in regione). Non so cosa abbia fatto Bagnacani e ci voti, so che è stato scelto con un bando aperto via internet dal sindaco di Torino Chiara Appendino come presidente di Amiat. Sbaglio o Chiara Appendino è dei 5 stelle?

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