“Una gran puzza dalla palude politica”
Sconcerto per Ivan Soncini alle Ferrovie

5/9/2016 – Ha suscitato numerose reazioni la notizia pubblicata da Reggio Report della recente nomina di Ivan Soncini a presidente della società Logistica Ferrovie Italiane spa, divisione delle Ferrovie che si occupa di trasporto merci. L’appannaggio di Soncini dovrebbe superare i 200mila euro lordi l’anno, tenuto conto che nel 2014 il presidente precedente, Rosario Gaetano, poteva contare su un assegno di 223 mila euro.

Non è tanto questo importo a suscitare perplessità e giudizi negativi, quanto il fatto che la promozione a manager di Stato arriva dopo che Soncini lasciato grossi problemi al Ccpl, l’ex colosso delle cooperative reggiane di cui è stato amministratore delegato per oltre vent’anni. Un incarico, quello alla Logistica, di chiara derivazione politica: le Ferrovie dipendono dal ministero delle Infrastrutture, di cui è ministro Graziano Delrio.  Ed è noto il sostegno politico assicurato negli anni da Soncini alla carriera dell’ex sindaco di Reggio.

Ivan Soncini

Ivan Soncini

Le reazioni, dicevamo: molte sono state ascoltate nei pour parler in zona Campovolo, ieri sera a FestaReggio. Però non mancano le prese di posizione pubbliche.

Particolarmente severo il post su Fb e Reggio Report firmato da Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti, ex presidente antimafia della Camera di commercio e oggi anche delegato in Provincia alla legalità e al lavoro.

Leggo con stupore di questa nomina, questo paese non cambierà mai – ha scritto di getto Bini – Il disastro che è successo in questi anni nel movimento cooperativo reggiano non è sufficiente per chiedere ai responsabili il conto o almeno di non ricoprire incarichi pubblici,  visto il disastro compiuto. Tantissimi piccoli artigiani sono falliti causa questo disastro – aggiunge –  tantissimi soci di cooperative hanno perso il lavoro e tutti i loro risparmi, senza parlare della responsabilità di aver favorito l’infiltrazione mafiosa dentro le imprese cooperative“. In proposito, Bini sottolinea che “tanti soggetti che ora sono dietro le sbarre al processo Aemilia erano uomini di fiducia e lavoravano dentro le coop”.

Enrico Bini al premio Ambrosoli

Enrico Bini al premio Ambrosoli

A Reggio e in Italia ci sono persone che potevano degnamente ricoprire questo incarico; potevamo risparmiarci questa nomina inopportuna“.

Parole di fuoco anche in un editoriale pubblicato su Porto Franco, la pagine fb della comunità politica reggiana che fa riferimento all’ex assessore Pd Franco Corradini.

L’articolo non è firmato, ma si capisce che chi lo ha scritto conosce molto bene le vicende della cooperazione. Eccolo di seguito.

IL CONVENTO E’ POVERO, MA MOLTI FRATI VIVONO ALLA GRANDE. E UN GRAN PUZZO SI LEVA DALLA PALUDE POLITICA

“La crisi della cooperazione ha ormai raggiunto livelli drammatici – scrive Porto Franco – Non vogliamo qui fare l’elenco dei disastri di questi anni che hanno colpito migliaia di lavoratori. Quello che colpisce è però la capacità del sistema di potere di creare paracadute a tanti protagonisti di questi disastri.

Tutto ciò avviene nel silenzio più totale della politica , a volte con la connivenza della stessa , e nel silenzio di tutte le varie organizzazioni , associazioni che pure hanno visto pagare duramente i propri iscritti con perdita di commesse e posti di lavoro. Pensiamo per esempio al sindacato, così pronto a tante battaglie e in questi casi muto come un pesce.

La vicenda di Soncini alla FER, che Ghiggini illustra in modo efficace, dice molto di un sistema di potere che consumato il patrimonio si spartisce il potere.

Pasquale Versace  avrebbe molte cose da dire su questa nomina se solo dicesse un decimo di quello che racconta privatamente di quanto ha trovato dentro CCPL. Ma bisogna mettersi contro Delrio, Vecchi sicuramente protagonisti della nomina e allora… Poi il nostro Pasquale ha già fatto la sua parte mettendo Moris Ferretti reduce dai fasti di Unipeg (la un tempo gloriosa ACM) nell’unica società ancora in vita di quello che fu il glorioso CCPL, ovvero la Coopbox. La Unipeg , sommersa dai debiti, non è più cooperativa, venduta a Cremonini ma Ferretti è stato promosso ad altissimo livello in consigli di amministrazione di società Iren (vedi Vecchi) oltre alla succitata Coopbox.

Il convento è povero ma molti frati (sic) vivono alla grande. C’è molta materia per un giornalismo libero, indipendente (vero Nicolino “la voce dei padroni” ???? vero Franzini ????????) capace di fustigare chiedendo moralità, rinnovamento, trasparenza, ecc. C’è molto materiale anche per la politica che si accontenta di fare incontrare il buon Poletti con i soci Coop7 convinto, il Costa PD, che basta fare incontrare, fare dibattiti, fare concerti senza mai nulla dire, senza mai prendere posizione. C’è una grande puzza proveniente da una palude politica che si presenta con nuove facce ma con il peggio del tempo passato“.

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4 risposte a “Una gran puzza dalla palude politica”
Sconcerto per Ivan Soncini alle Ferrovie

  1. Fausto Poli Rispondi

    05/09/2016 alle 14:12

    Si’ ecco la vera mafia politica: questo ne e’ un sussulto, il lapillo.

    Grazie a un Ministro… tutto il sistema politico reggiano gli si accoda per avere incarichi. Poi i manager che non sanno fare, quelli faranno cadere e fallire le partecipate, ma tanto paga pantalone.

    Il sistema di 40 anni fa, non e’ cambiato, sono campiate le tecnologie ma non la mentalita’. La mentalita’ strappata dai vecchi politici intransigenti e conservatori. Questa e’ la realta’. Chi comanda a Reggio ? Le coop rosse, chiaramente.

    Ma poi bisogna addentrarsi nei menadri politici, nello schema di chi veramente e’ ingegnere per fare il gioco delle scatole cinesi. L’importante e’ che venga sempre tenuto in considerazione il consorzio dei cutresi. Poi i poteri li avrai. La benzina e’ Cutro, perche’ il direttorio ormai antico ha decretato che loro comanderanno mezzo Paese. Poi ingrassati loro, perche’ non darti 200.000 all’anno ? Ricordo che c’e’ in Via ghandi,16, una lapide,pardon targhetta, con scritto petrolsud, quella e’ di Prodi Romano, e versa in cattive condizioni.

    Quando si arrivera’ che il bicchiere dei fallimenti delle imprese politiche, sara’ colmo, allora sara’ troppo tardi. Poi a Novembre ci mancava la banda da Mosca. Togliattigrad, si dovrebbe chiamare Reggio.

  2. mario Rispondi

    07/09/2016 alle 11:26

    Salvo il coraggioso Bini ed un altro gruppo, tutto dorme.Tutti fanno gran casino sulla Raggi,senza guardare ai fatti, mentre sul caso Soncini tutti tengono la testa sotto al cuscino! Cara Reggio, ricca di storia rivoluzionaria ed anche un po’ anarchica, dove sei finita!! Omertà e paura di ricatti portano al silenzio, mentre tutti sussurrano. Cominciamo a ribellarci contro questa situazione e rompiamo l’omertà! E tu on. Montanari, che tanto hai tuonato, però dopo 50 anni, sul chi sa parli, perché non dici nulla sul caso specifico ? Non possiamo aspettare altri 50 anni.

    • Fausto Poli Rispondi

      07/09/2016 alle 21:36

      Fiaccadori sara’ la salvezza del PD Reggiano !!!!!

  3. Fausto Poli Rispondi

    07/09/2016 alle 21:37

    La firma di Del Rio vale oro.

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