Presi gli anarchici del pacco-bomba del 2003 a Romano Prodi
Da lì cominciò una serie di 50 attentati in tutta Italia

6/9/2016 – Ora hanno una identità i presunti responsabili del pacco bomba recapitato nei giorni di Natale del 2003 nella casa bolognese di Romano Prodi, all’epoca presidente della Commissione europea. Sono della Fai– federazione anarchica informale, che da allora realizzarono una cinquantina di attentati in tutta Italia.

Nel corso dell’operazione Scripta Manent condotta in più regioni, coordinata dal p.m. di Torino Roberto Sparagna, la Digos della Mole ha arrestato sette esponenti della Fai informale. Otto gli indagati a piede libero, trenta le perquisizioni condotte in tutta Italia, anche in Emilia.

Romano Prodi

Romano Prodi

L’attentato a Prodi era avvenuto il 26 dicembre 2003: a casa Prodi a Bologna era stato recapitato un  pacchetto indirizzato alla moglie, con la scritta “circolo Dossa, piazza Maggiore 3”. Un circolo inesistente. Il plico conteneva una copia de “Il piacere” di Gabriele D’Annunzio. Erano le 18,45 quando Romano Prodi aprì il pacchetto: appena aperto un lembo, si sprigionò una fiammata. Fortunatamente il presidente Ue si ritrasse di scatto  grazie alla sua prontezza, rimase illeso. Non vi furono danni, ma da lì comincio la lunga sequela di attentati che andò avanti per anni, almeno sino all’attentato del 2012 all’amministratore di Ansaldo, roberto Adinolfi.

Secondo gli inquirenti torinesi, il gruppo della  Fai informale architettettò alcuni attentati  facendo in modo che gli ordigni esplodessero a pochi minuti l’uno dall’altro: il primo scoppio serviva ad attirare le forze dell’ordine, il secondo a spargere terrore e sangue.

Furono due gli attentati costruiti in questo modo: nel 2006 vicino alla Scuola Allievi Carabinieri a Fossano (Cuneo), nel 2007 in un’isola pedonale nel più elegante quartiere di Torino, la Crocetta.

E a partire dal 2003, appunto, ci sono stati i pacchi-bomba ai politici (oltre a romano Prodi,  Sergio Chiamparino e Sergio Cofferati), alle forze dell’ordine (la questura di Lecce, la sede dei carabinieri del Ris a Parma, la polizia municipale a Torino), ai giornalisti, a Equitalia, ad alcune aziende private.

E c’è stato l’attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo, ferito a Genova nel 2012. Campagne contro “le strutture del potere”, i Cie, le nuove tecnologie, la ricerca sul nucleare. Rivendicate talvolta da sigle da infantilismo politico: Comitato Pirotecnico, Rivolta anonima e tremenda, Cooperativa artigiana fuoco e affini.
In due erano già caduti nella rete degli inquirenti: i torinesi Nicola Gai, 39 anni, e Alfredo Cospito, 49 anni, arrestati (e condannati) per il caso Adinolfi e raggiunti in carcere dalla nuova misura cautelare. Oggi è toccato ad Anna Beniamino, 46 anni, di Torino, titolare di un negozio di tatuaggi; Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano, 33 e 43 anni, arrestati a Roma; Danilo Emiliano Cremonese e Valentina Speziale, 40 e 39 anni, presi a Pescara.
Raccogliere elementi per inchiodarli è stato laborioso, riovelano gli inquirenti . Non parlavano al telefono, non si scambiavano email, lasciavano il cellulare a casa, si incontravano solo in spazi aperti e talvolta uno di loro, durante le conversazioni, si metteva a camminare all’indietro per sorprendere eventuali pedinatori: li hanno definiti “più prudenti degli ndranghetisti”.

Gai, Cospito e Beniamino sarebbero i promotori del progetto ‘Fai’, ricalcato sulle idee di famosi ideologi dell’anarcoinsurrezionalismo: piccoli gruppi informali che alternavano iniziative eclatanti a lunghi periodi di silenzio. Il resto della galassia anarchica aveva preso le distanze.
Nel 2011 è arrivata la svolta cosmopolita: le ‘Fai’, insieme ai greci della ‘Cospirazione cellule di fuoco’, hanno dato vita al Fai/Fronte rivoluzionario internazionale, che ha propaggini in Russia, Messico, Indonesia. Il 30 agosto, Cospito ha vandalizzato la sala colloqui del carcere di Ferrara, dove è rinchiuso: in un messaggio sul web ha detto che è stato un gesto di solidarietà verso i compagni greci condannati.

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