Renzi scherza su Delrio
“Per favore ora basta figli”
E da Reggio lancia una ciambella di salvataggio a Virginia Raggi

8/9/2016 – Oggi Delrio non c’è perchè è il suo anniversario di matrimonio. Va bene, gli ho detto, resta pure a casa e festeggia, però a condizione di non fare un altro figlio”. Con questa battuta, a conferma che abbiamo l’unico presidente del Consiglio al mondo capace di battersi con Grillo ad armi pari sul palcoscenico, Matteo Renzi ha salutato il pubblico di maestre, autorità e giornalisti al centro Malaguzzi di Reggio Emilia, naturalmente strappando una risata generale e un
applauso fuori ordinanza. E’ cominciata così in un clima disteso, ma per scivolare su temi parecchio seri nell’intervento alla Festa del Pd, la visita lampo di Matteo Renzi a Reggio Emilia. Il quale ha potuto prendere per la prima volta con la realtà di Reggio Children, trovando conferma ai racconti meravigliosi dell’ex sindaco e oggi ministro Graziano Delrio, che evidentemente ha fatto una testa così al premier sugli asili più belli del mondo.

Renzi parla al centro internazionale Malaguzzi

Renzi parla al centro internazionale Malaguzzi

Al centro Malaguzzi, in un breve incontro riservato col sindaco Vecchi e i dirigenti dell’istituzione, Renzi ha parlato anche di  un possibile un ruolo nazionale di Reggio Children all’interno della legge sulla buona scuola, soprattutto in materia di formazione e nell’ambito del piano da 0 a  6 anni.
Non a caso, in un telegrafico intervento all’auditorium, ha annunciato che per la delega 0-6 (vale a dire il piano per nidi e scuole dell’infanzia) “ora lo stanziamento c’è” e dunque si comincia a parlare di cose concrete.
Ha esortato i reggiani a essere orgogliosi “del vostro senso di comunità” e del fatto che, non solo in campo educativo, “siete un modello per tutto il Paese”.

Renzi a FestaReggio

Renzi a FestaReggio

Del resto il senso del comunità e del Paese “come una famiglia” sono i concetti saldamente cattolici su cui Renzi ha insistito a ripetizione a Festareggio. Ha martellato sul fatto
che ci può litigare sulla legge elettorale o il referendum, ma vi sono cose su cui è necessario il contributo di tutti indipendentemente dalle posizione politiche: fra queste, la ricostruzione post terremoto e, appunto, l’educazione. “Ad Amatrice e negli altri Paesi vogliamo costruire scuole non
solo funzionali, ma belle. Perché una bella scuola fa star bene tutta la comunità”.

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Su questa registro il premier (ora con la camicia da segretario di partito)  ha continuato a lungo, incitando all’orgoglio di essere italiani, al  saper affermare davanti al mondo “i nostri valori, che devono essere un messaggio di speranza”. Quale sia la sostanza  tale messaggio, nel pieno di
una crisi che continua a scuotere il Paese e di uno sgradimento della politica paragonabile agli anni di Mani Pulite, forse neanche Renzi lo sa bene . Tuttavia alcuni sprazzi illuminano un poco la strada:  a proposito di Expo e Olimpiadi, “non bisogna arrestare le grandi opere, ma arrestare i ladri”. E l’Italia “non può più essere un Paese impantanato nelle scartoffie”. Sul progetto Casa Italia (dall’adeguamento antisismico alle periferie sino al recupero
dei centri storici) ha annunciato di aver chiesto a Renzo Piano, “il migliore che abbiamo”, di dettare le linee guida: “E questo – ha aggiunto – è uno dei terreni su cui ci aspettiamo il contributo di tutti: da Sel alla Lega Nord sino a Forza Italia”.

L'arrivo del premier Renzi al centro Malaguzzi

L’arrivo del premier Renzi al centro Malaguzzi

E e a questa visione dell’Itala appartiene anche la ciambella di salvataggio lanciata al sindaco di Roma Virginia Raggi: “Sono sinceramente dispiaciuto per quello che succede a Roma. Ma se gli altri hanno usato contro di noi l’insulto e l’attacco vile, noi non
scendiamo al loro livello: confermo la volontà di lavorare con Virginia Raggi, la nostra volontà di collaborare col sindaco di Roma”. E’ chiaramente un messaggio indirizzato alla pancia e ai vertici del suo stesso partito che hanno messo in croce la neo sindaca sin dal primo giorno, incuranti della scandalosa eredità lasciata a Roma dal Pd.

Un po’ alla volta si rintracciano contenuti  (anche sulla riforma del lavoro: “sdel’avessimo fatta quindici anni fa come i socialdemocratici tedeschi, oggi staremmo meglio”)
nell’invito perentorio, persino urlato,   rivolto alla base e agli eletti del Pd a saper cambiare e a essere il motore del cambiamento del Paese. In ciò ricambiato da applausi scroscianti a scena aperta dal popolo del Campovolo.

Confermata la disponibilità a modificare la legge elettorale (“ma ci vuole una proposta”), Renzi ha per l’ennesima volta  agganciato il referendum costituzionale alla locomotiva del cambiamento. “Non possiamo essere il partito del boh! o del non so. Basta con vent’anni in cui si è parlato e parlato ma non si è concluso nulla. Già nel 1951 Giuseppe Dossetti disse che il bicameralismo perfetto era un errore, e  lo ripetè Nilde Iotti nel 1979 in memorabile discorso a Piombino. E non è vero che questa riforma costituzione dà più poteri al premier: piuttosto glieli davano le riforme di Berlusconi e di D’Alema, che non sono passate. Ma loro si amano, e l’amore va rispettato”. E’ solo uno dei passaggi sarcastici riservati all’ex lìder Maximo, al quale l’ex ragazzo di campagna di Firenze ha dichiarato guerra
senza esclusione di colpi.  Il referendum, comunque andrà, sarà solo l’inizio.

RISPETTO IL NO, MA SI VERGOGNI CHI DICE CHE COL SI ARRIVA IL FASCISMO

“Chi dice che se vince il si l’Italia diventa fascista si deve vergognare. Occorre avere cura delle parole. Io rispetto chi
vota no, ma non si puo’ sostenere il no dicendo che arriva il fascismo. E’ la risposta di Matteo Renzi ad una domanda di Gianni Riotta che ha attribuito tale posizione ad un “ex rettore di Pisa”. “Chi? Il professor Salvatore Settis? – ha detto Renzi – Settis si occupa di archeologia, forse non ha letto la Costituzione… “.

IL 15 CONFRONTO CON SMURAGLIA ALLA FESTA DI BOLOGNA

Renzi si confronterà con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia il 15 a Bologna. Ma annuncia una grande campagna per il Sì, con “e-mail, sms, cartelloni”, perché far passare la riforma è “la partita più grande” e dirlo non è “mancare di rispetto a nessuno”.

(p.l.g.)

 

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2 risposte a Renzi scherza su Delrio
“Per favore ora basta figli”
E da Reggio lancia una ciambella di salvataggio a Virginia Raggi

  1. mario Rispondi

    09/09/2016 alle 10:55

    Anziché di economia e di crisi si parla di modifiche costituzionali e di potere. Intanto il paese va in discesa libera. Gli unici interventi sono burocratici, che accentuano la crisi.

    • Fausto Poli Rispondi

      09/09/2016 alle 14:25

      Renzi e’ un intrepido arrivista. Il PD ha in seno funzionari spesso che vanno oltre la legge. Bechis su Libero delinea anni di arresti ai danni di consiglieri PD su Roma, quando per la Raggi la comunicazione drogata sta lacerando quel movimento, l’unico modo, il movimento, per amministrare in maniera corretta.

      Ne vediamo i risultati su Reggio Emilia. L’amministrazione Comunale, e’ sempre piu’ succube di Del Rio e dei poteri andranghetisti.

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