Profughi: no tendopoli, sì alberghi
Reggio alla prova di una nuova ondata di arrivi
Si cercano alloggi nei comuni più piccoli
Via ai lavori “socialmente utili”

14/9/2016 – Non ci saranno tendopoli per gli africani arrivati con i barconi attraverso il canale di Sicilia. Saranno alloggiati provvisoriamente negli alberghi che si renderenno disponibili, ma solo per il tempo “strettamente necessario” a reperire gli alloggi in tutta la Provincia. Alloggi che d’ora in poi saranno affittati nei comuni che attualmente ospitano un minor numero di “profughi”. Questi inoltre – ed è la novità di maggior rilievo – saranno impegnati in “lavori socialmente utili”, ma solo su base volontaria: nessuno sarà obbligato a lavorare. Potranno, volendo, bighellonare tutto il giorno a spese dello Stato o mendicare nei parcheggi come alcuni fanno oggi.

E’ quanto scaturito, nelle grandi linee, dalla riunione in Prefettura dei sindaci e dei presidenti delle Unioni comunali per affrontare l’ennesima emergenza dei richiedenti asilo, con migliaia di salvataggi in mare ogni giorno. Un incontro a quanto pare teso, e non è la prima volta, dove il comune di Reggio Emilia  che ha puntato il dito sugli altri comuni riottosi ad ospitare i richiedenti asilo. La situazione del capoluogo, dove i problemi si moltiplicano anche nelle strutture di ospitalità e ci si avvicina a grandi passi a quota mille “profughi”, è pericolosamente vicina al punto di rottura. Del resto è stato il vicesindaco di Reggio Matteo Sassi ad evocare nei giorni scorsi lo spettro delle tendopoli.

Alla riunione in Prefettura, oltre ai sindaci e ai rappresentanti delle Unioni, hanno partecipato il Presidente della Provincia Giammaria Manghi e il presidente della Dimora D’Abramo, capofila del raggruppamento  di cooperative “che gestiscono contrattualmente l’attività di accoglienza”.

“Oltre al tema già noto dell’esigenza di assicurare una più equa distribuzione dei migranti sul territorio – si legge in una nota diffusa in serata dalla Prefettura di Reggio Emilia –  si è concordemente rilevato come l’intensificazione degli sbarchi nelle ultime settimane suggerisca l’opportunità di fronteggiare le esigenze di accoglienza attraverso strumenti di maggiore coordinamento e condivisione con i Sindaci del territorio”.

La prefettura sottolinea che  “l’obiettivo unanimemente condiviso è stato quello di coniugare le impellenti esigenze di accoglienza con quelle di vivibilità dei territori e di integrazione sociale dei migranti”.

Ecco, in sintesi, le decisioni assunte:

“Si continuerà nel reperimento di appartamenti, orientando la ricerca primariamente nelle aree territoriali (Unioni dei Comuni) dove si sono finora registrati un numero minore di migranti accolti. La ricerca degli alloggi sarà favorita, orientata e condivisa in un’ottica pienamente collaborativa dai Sindaci, al fine di individuare le soluzioni più idonee e di minore impatto. Si è infatti preso atto che il sistema di accoglienza diffusa, attuato a livello regionale e in provincia di Reggio Emilia, ha finora dato ottimi risultati senza far registrare criticità di rilievo.

Invece “per le esigenze immediate di accoglienza saranno  utilizzate le strutture alberghiere che si rendano disponibili”, ma “evitando grosse concentrazioni di qualsiasi tipo“. 

 “Il reperimento degli esercizi alberghieri avverrà secondo le disponibilità e a prescindere dagli obiettivi di riequilibrio territoriale che vengono invece perseguiti con l’accoglienza in appartamenti. Anche per questo le strutture alberghiere verranno utilizzate come mini Hub per il tempo strettamente necessario a ricollocare i nuovi ospiti in appartamento”.

Infine, l’integrazione dei richiedenti asilo: “I comuni o le Unioni comunali -annuncia la Prefettura – predisporranno progetti di lavori socialmente utili su base volontaria per impiegare i migranti in lavori di pubblica utilità. In tal modo si intende consentire agli ospiti lo svolgimento di un minimo di attività e favorire ricadute positive del sistema di accoglienza sul territorio”.

Infine, il tavolo Prefettura-sindaci diventa permanente con  riunioni mensili “nelle quali saranno riscontrati l’andamento dell’accoglienza sul territorio e la predisposizione e attuazione dei progetti per lavori socialmente utili”.

Fra un mese, insomma si faranno conti e verifiche su quanti richiedenti asilo saranno insediati nel territorio reggiano, e quanti avranno ottenuto il riconoscimento dello status di profughi. Nel frattempo ci si prepara sostenere a un’emergenza che diventerà permanente: non è un bisticcio di parole, ma è la realtà che supera la fantasia.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Profughi: no tendopoli, sì alberghi
Reggio alla prova di una nuova ondata di arrivi
Si cercano alloggi nei comuni più piccoli
Via ai lavori “socialmente utili”

  1. Massimo Rispondi

    15/09/2016 alle 10:47

    Avanti cosi….e rispunteranno fuori I manganelli

    • nadia Rispondi

      15/09/2016 alle 22:27

      Condivido

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *