Morelli a Mps é un ritorno al passato, ma dietro l’angolo c’è il bail in
Solo la garanzia dello Stato può salvare la banca di Siena

DI DARIO CASELLI

19/9/2016Cambia verso è lo slogan che ha fatto la fortuna di Renzi, ma a volte il cambio di verso è una inversione ad U, come nel caso della nomina di Morelli ad AD di Mps.

Il nuovo AD era responsabile finanziario del Monte all’epoca della acquisizione di Antonveneta e anche se il magistrato esclude ogni sua responsabilità nelle operazioni finanziarie Alexandria e Santorini, non si può negare che di ritorno al passato si tratta.

Certo, dopo Mps, è stato un validissimo dirigente di Intesa e ora di Merrill, ma è il suo passato legame con l’advisor JP Morgan, che può aver giocato sulla sua nomina, del resto pure Merrill fa parte del consorzio di salvataggio.

Comunque nessuno può essere impiccato al suo passato, visto che tutti ne possediamo uno, perché questa scelta? Viola a parer nostro riteneva che Mps dovesse essere nazionalizzata, ma per fare ciò occorre passare dalla procedura di bail in, in breve azzeramento degli azionisti, già di fatto avvenuto, azzeramento delle subordinate, 5 miliardi di obbligazioni, più di 10 volte l’Etruria e 50 mila soggetti coinvolti. Questa opzione era ed è insostenibile per il governo e per Renzi in particolare, banca da sempre governata dal PD e per di più banca toscana, difficile evitare il danno politico, soprattutto prima del referendum.

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La nomina di Morelli sposta avanti il problema ed è finalizzata ad un salvataggio meno devastante. Riuscirà? Al momento non si è trovato nessuno e Viola supponiamo ritenesse che neppure un aumento di capitale da 5 miliardi potesse salvare una banca che ne aveva già divorato 15 per ridursi a valere 500 milioni, per non parlare di una Fondazione che da un patrimonio di almeno 7 miliardi di euro si è ridotta a circa 400 milioni.

La garanzia dello Stato è l’unica strada perché la banca si riprenda, non bastano i soldi, serve recuperare fiducia e reputazione. Che gli advisor di JP e Mediobanca non abbiano trovato nessuno, nonostante il pranzo tra Renzi e Dimon, il boss di JP è una desunzione facile, se ci fosse stato, sarebbe già uscito.

Un banchiere maligno dice che gli investitori cinesi dicono che è più solido il Milan di Mps, ma è milanista e quindi non attendibilissimo, anche se è ironico che Viola dimissionato da Renzi per mano di Padoan, si prepari ad entrare nel Cda del Milan cinese. Né basterà la pistola alla tempia di tutte le altre banche, come fu nel caso di Etruria, dove solo sulla Good Bank il sistema si fumerà 600 milioni, oltre all’aleatorio recupero del miliardo e settecento milioni messi nella Bad Bank, per non parlare di Veneto Banca e Vicenza.

Il sistema è a corto di ossigeno e si prepara ad una difficile tornata di aumenti di capitale. Non resta che attendere il 2017 per vedere se la bomba verrà disinnescata, altrimenti sarà bail in.

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