La Bonifica merita il premio Nobel… alla rovescia
Ecco perché la tassa sulla pioggia è illegittima

17/9/2016 – Una moltitudine (35-40.000 si dice) di cittadini ha ricevuto una lettera da un Consorzio di bonifica. Fatto inusuale. La lettera preannuncia la richiesta di pagamento di un “tributo” , fatto inusuale, ma non troppo, di questi tempi. Il tributo, a pagamento di prestazioni del Consorzio stesso verso una sola categoria di cittadini, i proprietari di immobili, sorprende, poiché nessuno dei contribuenti ha richiesto prestazioni ( né ha richiesto di essere associato) al Consorzio medesimo. Se si cerca di capirne di più, ci si ritrova in una selva di leggi, che risalgono all’inizio del ‘900, per restare nell’epoca moderna. Ovviamente, tante leggi significano tante domande. Ma restiamo alla più semplice, per capire il motivo della richiesta di quattrini.

Dice chiaramente la lettera del Consorzio Bonifica Emilia Centrale, al capitolo: I presupposti del contributo di bonifica:
“Le acque piovane che cadono nel centro di Reggio E., e quindi anche nella sua proprietà, inizialmente raccolte dal sistema fognario, sono successivamente immesse nella rete di canali ed impianti gestiti dal Consorzio che provvede a condurle al loro recapito finale…”
Dunque, il servizio di cui viene chiesto il pagamento è solo quello delle acque piovane che il Consorzio, attraverso la sua rete di canali e di impianti, conduce al recapito finale (sostanzialmente il Po).

Il cittadino/contribuente pensa: ma cos’è sta novità? Finora, per decenni, ho pagato una sola bolletta, quella dell’acqua, che comprende- mi hanno spiegato- anche il trattamento di depurazione e lo smaltimento dei miei scarichi. E’ la domanda più ovvia ed immediata.

E la seconda domanda: mi dicono, quelli della Bonifica, che io sono fortunato poiché faccio parte da oggi del Piano di Classifica redatto dalla bonifica, pertanto il mio appartamento ne trae beneficio, grazie alle attività consortili. Quindi, sono stato fatto “socio obbligato”, a mia insaputa e contro la mia volontà, e devo pagare il tributo.

Il mio appartamento vale di più? Ma chi lo dice? Socio della Bonifica? Ma chi lo ha chiesto! Tributo da pagare? Il cittadino s’infuria, ovviamente. La comunicazione ricevuta dal Consorzio un risultato l’ha avuto….
Anch’io, ricevuta la graziosa comunicazione, ho fatto questo percorso. Ho scartabellato e letto decine di leggi e centinaia di ricorsi contro questo procedere. Dalla biblioteca di contestazioni, eccezioni, domande di chiarimenti (vi raccomando il cap. 6 del Piano di Classifica…) estraggo questa sola riflessione che segue. Di motivi per ricorrere ce ne sono davvero tanti.
ll DLgs n. 152/2006- legge dello Stato- afferma perentoriamente  che “ Gli utenti tenuti al versamento della tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura, di cui al comma 1, sono esentati dal pagamento di qualsivoglia altra tariffa eventualmente dovuta al medesimo titolo ad altri enti pubblici.” (art. 155, comma 3).

I cittadini reggiani pagano già il servizio di pubblica fognatura al Gestore del Servizio Idrico Integrato, che gestisce acqua potabile e fognature.
“ Il servizio idrico integrato è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie.” (art. 141, c. 2, DLgs n. 152/2006).

A Reggio Emilia c’è un Gestore Unico del servizio: IREN, al quale i cittadini reggiani versano uno specifico contributo per il servizio prestato. Tutti i cittadini, non solo i proprietari di immobili, cioè tutti coloro che sono allacciati all’acquedotto.

Il contributo per il consumo di acqua potabile comprende anche quello relativo al servizio di fognature: acque di scarico e piovane. Con il pagamento del contributo a IREN il cittadino reggiano ha soddisfatto compiutamente i suoi doveri per quanto riguarda l’acqua, potabile e piovana. In questo le bonifiche nulla hanno a che vedere con il cittadino: potrebbero avere rapporti operativi con IREN, ma sono rapporti fra imprese. Fra l’altro previsti ed auspicati dal DLgs citato ripetutamente. Se ottemperasse alla richiesta del Consorzio di bonifica il cittadino pagherebbe 2 volte la tariffa : a IREN ed al Consorzio.
Gli articoli citati, chiarissimi, sono contenuti in una legge-chiave nazionale (Testo Unico dell’Ambiente) che gli amministratori del Consorzio di bonifica non possono non conoscere. Forse possono essere tratti in inganno dall’art. 2, c. 1 della LR. N. 7/2012:” 1. Gli immobili siti in aree urbane ove il gestore del servizio idrico integrato di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) svolga anche l’attività di allontanamento delle acque senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, non possono essere soggetti al contributo di bonifica per lo scolo e l’allontanamento delle acque meteoriche,…”.
Potenza della lobby delle Bonifiche: basta aggiungere poche parole (“senza significative interconnessioni con la rete di bonifica”) e la legge nazionale viene raggirata. A vantaggio delle bonifiche, ovviamente ed in danno dei cittadini disarmati.
Ma la legge regionale è sottoposta a quella nazionale, per cui l’inciso non vale nulla ed il cittadino – già pagando il contributo a IREN- non deve nulla al Consorzio: se ha da chiedere, si metta d’accordo con IREN.
La lettera di preavviso, dal punto di vista dell’informazione corretta al povero cittadino, merita il Premio Nobel a rovescio. Non facciamoci ingannare dalla modesta entità del primo tributo richiesto (ma complessivamente il Consorzio raccoglierà oltre 1 milione di euro…): l’importante è socchiudere la porta, con delicatezza, per non turbare troppo il contribuente, poi il tributo aumenterà progressivamente. Una tosatura delicata e scientifica….
Un’ultima considerazione: quello richiesto dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale è un tributo; quindi- all’arrivo della bolletta- va pagato, per evitare guai peggiori con l’Agenzia delle entrate. Poi si farà ricorso. Sperabilmente un ricorso collettivo, attraverso più attente ed attive organizzazioni di tutela dei consumatori, finora- a parte Confedilizia-del tutto assenti….
Infine, una piccolissima riflessione: Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, con questa operazione, ha fatto circa 35.000 soci in più, da sommare ai precedenti. Soci a tutti gli effetti, che quindi, hanno il diritto di partecipare alla vita sociale dell’organizzazione. Bene: a novembre- dicembre, quando ci sarà la nuova Assemblea elettorale, dove pensano di mettere 50.000 elettori, seduti ad ascoltare i programmi dei candidati? Oppure quando dovranno approvare i bilanci?

E.B.

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Una risposta a 1

  1. aalex Rispondi

    24/09/2020 alle 13:33

    Tutte truffe per soldisi paga hera come scrichi acque si paga bonifica per scarichi opere di consolidamento ambiente e poi I FIUMI E GLI ARGINI STRARIPANO I CAMPI E LE SRADE FRANANO LE CAREGGIATE PER ACCEDERE AI CAMPI SEGNATE REGOLARMENTE NELLE MAPPE OGNI ANNO FRANANO E SI CONTINUA A PAGARE LO STESSO. LA BONIFICA …MA ONESTAMENTE CSA SERVE

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