Ivan Soncini dal disastro Ccpl a Logistica Fs
Presidenza da 200 mila euro nel segno di Delrio

di Pierluigi Ghiggini

4/9/2016 –  Ieri sera l’ex ministro Fabrizio Barca alla festa Pd del Campovolo di Reggio Emilia ha parlato di “immaginazione e potere”: tema molto appropriato in una città dove la politica una ne fa e cento ne pensa, al punto da sembrare l’incarnazione della visione sessantottina dell’immaginazione al potere.

Il tema della conferenza di Barca ha sfumature sarcastiche di fronte alla resurrezione clamorosa di Ivan Soncini, già padre-padrone del Ccpl, uscito dal giro della grande cooperazione a seguito del dissesto dello storico consorzio  di imprese coop di via Gandhi, dissesto su cui si era taciuto per anni e venuto a galla nel luglio 2014 con il bilancio-verità voluto dal nuovo presidente Lino Versace e sostanziato in una perdita d’esercizio di 101 milioni di euro.

Ivan Soncini

Ivan Soncini

Ivan Soncini, 68 anni, già amministratore delegato del Ccpl e fondatore di Boorea, promotore di operazioni internazionali (di solidarietà e di affari) e appassionato d’arte contemporanea,  è stato per oltre vent’anni l’esponente politicamente più potente e manovriero della cooperazione reggiana. Uomo di sinistra tutto d’un pezzo, ha coltivato importanti rapporti non solo con i vertici romani dei partiti, dal Pd a Rifondazione, ma anche col mondo cattolico, ad esempio col presidente storico della Compagnia delle Opere Vittadini. Per lui il principio renziano della rottamazione non vale. Anzi.  E’ passato a riscuotere i crediti politici accumulati negli anni con il ministro Graziano Delrio, e ora si installa a Roma.

Soncini, che non ha affatto gradito l’operazione verità al Ccple e ha attaccato frontalmente Versace (il quale è alle  prese con i guai accumulati sotto le sue gestioni), non si è rassegnato a fare soltanto il nonno e pensionato di lusso. Si è riciclato come manager delle ferrovie. Un fulmine a ciel sereno per i reggiani, un’operazione disegnata con discrezione e in piena estate nelle stanze del ministero delle Infrastrutture del reggiano Graziano Delrio.

Ai primi di agosto il cda di Italferr lo ha nominato presidente di Logistica Ferrovie Italiane, divisione strategica delle Ferrovie dello Stato. Affianca l’amministratore delegato Marco Gosso, confermato nella carica. Ivan Soncini, che certamente non farà solo il presidente di rappresentanza, sostituisce Rosario Gaetano il quale, secondo l’elenco pubblicato sul web da Il Tempo,  nel 2014 portava a casa per il lesso una “busta paga” di 223 mila 714 euro. Si può presumere che il compenso di Soncini nel nuovo incarico non sarà molto distante.

Ferrovie Merci

Del resto Logistica Fs si occupa di trasporto merci e realizza fatturati molto importanti: attraverso di essa passano gran parte dei ricavi delle ferrovie. Inoltre dispone di un cospicuo patrimonio immobiliare.

“FS Logistica SpA – si legge nella pagina web –  è la Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che per rispondere in maniera efficace ed efficiente alle richieste del mercato nazionale ed internazionale di mobilità delle merci, e contribuire così al posizionamento strategico del Gruppo, offre soluzioni integrate di logistica e di valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare.

L’offerta di FS Logistica si concretizza in attività di logistica integrata con servizi di deposito, handling, gestione degli ordini dagli stabilimenti di produzione fino al mercato di consumo della grande distribuzione organizzata, progettazione e realizzazione di infrastrutture.

La Società dispone di infrastrutture logistiche su tutto il territorio nazionale. FS Logistica è presente sul mercato con le proprie Business Unit”.

Difficile credere che la nomina sia un riconoscimento delle capacità manageriali di Soncini. E chiaramente una decisione politica. Considerato che Ferrovie dello Stato dipendono dal ministero delle Infrastrutture, attualmente guidato dall’ex sindaco di Reggio, è lecito ritenere che l’importante e lucroso incarico sia piovuto dal cielo di San Graziano (Delrio), in riconoscenza per il sostegno convinto e aperto, sin dalla prima ora, assicurato da  Soncini alla sua carriera politica.

 

 

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11 risposte a Ivan Soncini dal disastro Ccpl a Logistica Fs
Presidenza da 200 mila euro nel segno di Delrio

  1. Amelia Novaresi Rispondi

    04/09/2016 alle 12:08

    Ma dato che Soncini non faceva politica ma soltanto il dirigente
    d’azienda, in cosa consisteva il sostegno a Graziano Delrio ?
    Non sarà che sono finiti lì i soldi del CCPL ?

  2. marco Rispondi

    04/09/2016 alle 18:22

    Bravo Ghiggini. Almeno una voce libera in mezzo a questo luridume di lobby e di compromessi. Anche i sassi a Reggio conoscono la tragedia del CCPL, una delle strutture storiche più importanti del movimento cooperativo e che Soncini ha condotto allo sfacelo. Nessuno del PD si ribella ? I cooperatori di p.l. cosa dicono ? E il PD assiste, anzi avalla, queste soluzioni ? Ma Del Rio è veramente così compromesso ? Non può dire che non conosceva la storia di Soncini!E allora, paga un debito con questa nomina ? Ormai la classe politica ha toccato il fondo. E a Roma Soncini si troverà moltobene, con il suo fare sornione, a contribuire a migliorare ( ???!!!!) l’ambiente romano.

  3. tobia Rispondi

    04/09/2016 alle 18:34

    Caro Delrio, se non sei compromesso, manda un segno!

    • Fausto Poli Rispondi

      06/09/2016 alle 21:36

      Se speste tutto cio’ che so io su Del Rio, quante teste di cazzo cadrebbero !

      Fausto Poli Taneto

  4. dario Rispondi

    04/09/2016 alle 23:56

    Il problema è, che non conta la capacità di gestione, conta quanti soldi riesci a fare ad arrivare ai poteri “politici” il resto non conta, anzi più aziende chiudono e più potere hanno, ci rendiamo conto che siamo in mano a gente manovrata dai poteri forti, come la mafia, la massoneria deviata, dove dentro c’è né di tutti i colori, l’importante e che costoro siano teste di legno ubbidienti ecc. siamo nella m…. fino al collo.

  5. Enrico Bini Rispondi

    05/09/2016 alle 07:00

    Leggo con stupore questa nomina, questo paese non cambierà mai. Il disastro che è successo in questi anni nel movimento cooperativo reggiano non è sufficiente per chiedere ai responsabili il conto o almeno di non ricoprire incarichi pubblici visto il disastro compiuto. Tantissimi piccoli artigiani sono falliti causa questo disastro, tantissimi soci di cooperative hanno perso il lavoro e tutti i loro risparmi ,senza parlare della responsabilità di aver favorito l’infiltrazione mafiosa dentro le imprese cooperative ( tanti soggetti che ora sono dietro le sbarre al processo Aemilia erano uomini di fiducia e lavoravano dentro le coop). A Reggio è in Italia ci sono persone che potevano degnamente ricoprire questo incarico e ci potevamo risparmiare questa nomina inopportuna.
    Enrico Bini .

  6. deliana Rispondi

    05/09/2016 alle 11:39

    cosa ha avuto del rio in cambio?

    • Fausto Poli Rispondi

      06/09/2016 alle 21:38

      Ma Del Rio e’ quello che tira i fili. Vule diventare il nuovo Andreotti. Quello e’ capace di aver girato coi sandali ai piedi nelle processioni pur di raggranellare voti. Poi a Cutro c’e’ chi gliegliela comprati. Ma dove siamo ? Questa e’ democrazia ?

  7. Mario Celafaremo Rispondi

    05/09/2016 alle 21:58

    Un buon sistema per perdere voti! Un reggiano cosa dovrebbe votare? PD uguale alla peggior politica del passato e questo caso ne è l’ennesima conferma. A destra c’è il vuoto fisico e intellettuale. I 5 Stelle sono un gelato al sole, inconcludenti. L’unico modo per annularli è farli vincere, poi fanno tutto loro.
    Cosa voto? Sigghhh…..

  8. mario Rispondi

    06/09/2016 alle 08:21

    Apprezzo Bini, perché, unico in mezzo ai PD,ha il coraggio di esprimere le sue opinioni per difendere dignitosamente il pensiero della maggioranza dei cittadini. Se il PD vuole ricuperare la credibilità deve avere questa forza, altrimenti è condannato a finire, perché confuso nell’omertà della palude che caratterizza attualmente la politica.

    • Fausto Poli Rispondi

      06/09/2016 alle 21:40

      Ma e’ 40 anni che esiste l’omerta’ a Reggio. C’e’ qui a Sant’Ilario…..

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