Incidente diplomatico per i Saharawi
Silvia Prodi rimpatriata a forza dai “servizi” del Marocco

11/9/2016 – Incidente diplomatico in Marocco. Ieri, 10 settembre, le autorità di Casablanca hanno impedito a una delegazione reggiana guidata dalla consigliera regionale del Pd Silvia Prodi, di entrare nel Paese per incontrare alcuni esponenti del popolo Saharawi. La figlia di Quintilio (e nipote dell’ex premier romano Prodi),  componente dell’intergruppo regionale sui Saharawi, Caterina Lusuardi presidente dell’associazione Jaima Saharawi e Fabiana Bruschi, membro dell’associazione, hanno subito il sequestro dei passaporti senza motivazione ufficiale e dopo una notte trascorsa nella zona di transito dell’aeroporto di Casablanca sono state rimpatriate a Bologna. Del trattamento subito dalla delegazione si sono interessati il console generale a Casablanca Alessandro Ferrati e l’ambasciatore italiano in Marocco Stefano Natali.  

Silvia Prodi

Silvia Prodi

Un comunicato del Pd di Reggio Emilia spiega che Prodi, Lusuardi e Bruschi erano dirette a Layoun, città situata nei territori occupati del Sahara occidentale, attualmente sotto la giurisdizione marocchina. Scopo del viaggio – di natura non istituzionale – era incontrare alcune persone del popolo Sahrawi in contatto con l’associazione “per ricevere informazioni sulle loro condizioni di vita”.

“La visita era stata comunicata all’ambasciata italiana in Marocco e le tre si erano registrate al sito dedicato della Farnesina. Non sono però riuscite a raggiungere i territori occupati, perché costrette dalla polizia locale a rientrare in Italia”.

«Si tratta di un episodio difficile da decifrare – hanno dichiarato – Siamo perfettamente coscienti che i destini del popolo Sahrawi sono un tema sensibile, ma il nostro era un viaggio puramente conoscitivo. Si deduce che la situazione nei territori occupati sia veramente molto critica e che questo possa essere un modo per disincentivare qualsiasi tentativo europeo di approfondire da vicino la questione. Speriamo che l’episodio paradossalmente accenda l’attenzione su questo popolo troppo a lungo dimenticato».

I rapporti tra Reggio Emilia,il popolo Saharawi e il governo in esilio sono  consolidati. Il leader storico del fronte Polisario e presidente in esilio della Repubblica Araba Saharawi Mohamed Abdelaziz – scomparso nel giugno scorso a 68 anni – era spesso a Reggio Emilia, dove il movimento a sostegno dell’indipendenza del popolo del deserto è molto vivo da decenni. Abdelaziz era in cura a Santa Maria Nuova e proprio in uno dei suoi soggiorni per le terapie, l’anno scorso, la polizia aveva sventato un attentato ai suoi danni.

La trappola tesa a Silvia Prodi conferma che a Reggio Emilia agiscono indisturbati informatori e agenti dei servizi segreti marocchini.

Ma ecco il racconto diffuso oggi da Silvia Prodi. Caterina Lusuardi e Fabriana Bruschi.

 “Abbiamo viaggiato con un volo di linea Bologna-Casablanca e Casablanca-Layoun. Atterrate a Layoun, non ci è stato permesso di sbarcare. Sull’aereo sono saliti 5 o 6 funzionari di polizia, sia in divisa sia in borghese, che ci hanno comunicato che saremmo state rimandate a Casablanca. Alla nostra richiesta di spiegazioni, è stato risposto che si trattava di ordini superiori ma che non c’era alcun documento scritto ad autorizzarlo.

Siamo quindi rimaste in attesa sull’aereo, che poi è ripartito alla volta di Casablanca. Là, alle 21 circa, siamo state condotte nella zona di transito da un funzionario di polizia in borghese, che ci ha sequestrato i passaporti senza fornire alcuna spiegazione, ventilando l’ipotesi di un nostro rimpatrio. Siamo state lasciate in un corridoio dell’area transito senza alcuna informazione per diverse ore.

Tramite il senatore PD Stefano Vaccari, presidente dell’intergruppo parlamentare di solidarietà con il popolo Saharawi, abbiamo contattato il console generale d’Italia a Casablanca, Alessandro Ferranti, che verso l’1 è arrivato di persona per verificare la situazione. Grazie al suo interessamento, siamo state informate del fatto che la mattina seguente ci avrebbero rimpatriate con il primo volo per Bologna. Abbiamo trascorso la notte sulle panchine del corridoio, finché verso le 8 siamo state imbarcate, ancora senza passaporto, verso l’Italia. Al gate di imbarco abbiamo incontrato l’ambasciatore italiano in Marocco, Roberto Natali, che ha voluto essere informato personalmente dell’accaduto e che si è impegnato a contattare le autorità per ricevere informazioni sulla vicenda e soprattutto una documentazione scritta.

Questa mattina alle 8.10 siamo partite, ancora senza passaporti, alla volta di Bologna, dove una volta atterrate, abbiamo atteso la polizia italiana che ha preso in consegna i documenti e, constatato come tutto fosse in regola, ce li ha prontamente restituiti”.

(Pierluigi Ghiggini)

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4 risposte a Incidente diplomatico per i Saharawi
Silvia Prodi rimpatriata a forza dai “servizi” del Marocco

  1. un amico di paolo Rispondi

    12/09/2016 alle 10:50

    Solo in Italia c’è il riguardo per i parenti dei premier… do you remember Mubarak?

  2. Luca Tadolini Rispondi

    12/09/2016 alle 12:30

    Nessun mistero: fra il Regno del Marocco e l’ex Fronte del Polisario c’è un conflitto armato che dura dagli anni Settanta. Gli Sharawi dell’ex Polisario godevano dell’appoggio del Colonnello Gheddafi e ora sono indeboliti. Essendoci una guerra in corso è difficile che le autorità marocchine consentano delegazioni politiche in appoggio ai loro nemici.

  3. Tedeschi Berardino Rispondi

    12/09/2016 alle 13:30

    Abbiamo ancora questi problemi :di quale Europa unita parliamo

  4. carlo Rispondi

    12/09/2016 alle 15:05

    Pur non condividendo la decisione del Marocco, mi sembra che la visita , tenuto conto dello stato bellicoso in atto, sia stata organizzata un po’ male e con leggerezza. A maggior ragione quando in dette visite sono presenti autorità o rappresentanze politiche. E’ una superficialità che non fa onore al nostra Paese. Esperienze simili le ho avute in gioventù coi paesi dell’Est, pur non essendo un’autorità politica come la Prodi.
    Carlo Baldi

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