Inchiesta Aemilia
“Il pm Mescolini non indago’ su rapporti tra Pd e cosca Grande Aracri?”
Esposto di Bernini al Csm

28/9/2016 – Il pm della Dda di Bologna (procura antimafia) Marco Mescolini, titolare dell’accusa nel processo Aemilia, avrebbe omesso di indagare su esponenti del Pd nonostante dalle intercettazioni fossero emerse “richieste di favori, denaro, interessamenti e appalti di lavori pubblici, oltre che di appoggi elettorali ad esponenti locali del Partito democratico da parte della cosca di ndrangheta Grande Aracri“?

E’ quanto sostiene l’ex assessore comunale di Parma, Giovanni Paolo Bernini – esponente di forza Italia – in un esposto al Consiglio superiore della magistratura e alla Procura di Roma, nel quale chiede di verificare la condotta di Mescolini durante l’inchiesta Aemilia. Bernini aveva  è stato prosciolto nel rito abbreviato davanti al Gup di Bologna: assolto dall’accusa di voto di scambio politico mafioso, è stato dichiarato il non luogo a procedere per la prescrizione dell’ipotesi di reato di corruzione elettorale. Nei suoi confronti la Dda aveva chiesto il carcere, richiesta respinta dal Gip e poi dal tribunale del Riesame, al quale Mescolini aveva fatto ricorso.

Giovanni Paolo Bernini

Giovanni Paolo Bernini

Nelle denunce Bernini ricorda che nell’inchiesta Aemilia sono stati indagati solo due politici, entrambi esponenti di Forza Italia: lui e Giuseppe Pagliani, il quale ha subito 22 giorni di ingiusta detenzione, è stato liberato dal Riesame e infine è stato assolto con formula piena.

Ma agli atti del processo, continua Bernini, ci sono intercettazioni “in cui emergono richieste di favori, denaro, interessamenti e appalti di lavori pubblici, oltre che di appoggi elettorali del Partito Democratico da parte dalla cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri”.

Inoltre l’ex assessore parmigiano ricorda che Marco Mescolini è stato distaccato al ministero dell’Economia tra il 2006 e il 2008 quale capo ufficio del vice ministro sen. Roberto Pinza nel secondo governo Prodi. Caduto il governo, Mescolini è tornato a ricoprire il proprio incarico alla Dda di Bologna.

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Per questa ragione Bernini chiede al Csm di valutare la “mancata astensione” di Mescolini dall’inchiesta Aemilia, alla luce del suo precedente impegno politico-istituzionale nello staff di un esponente governativo della Margherita. Ma principalmente chiede di verificare se “pur a fronte dei riscontri probatori citati” Mescolini “abbia volontariamente evitato di indagare” su esponenti del Partito Democratico.

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