Hendrix Day numero 9 al Kaleidos di Poviglio con Carl Verheyen e Armand Serra

30/9/2016 – Edizione dopo edizione, l’HendrixDay di Poviglio ha saputo migliorarsi fino a diventare uno dei principali eventi rock nel panorama italiano. Si punta tutto sulla qualità, come ci spiega Roberto Gandolfi, uno degli organizzatori dell’evento del 9 Ottobre al Circolo Arci Kaleidos.

Anche quest’anno organizzerete l’HendrixDay a Poviglio, arrivato ormai alla settima edizione: sotto quali punti volete migliorare rispetto alle precedenti?

Quest’anno abbiamo chiamato un pezzo grosso del mondo della chitarra, Carl Verheyen. Non solo a livello artistico, ma anche didatticamente è davvero forte. Nella sezione “esposizione”, inoltre, ci saranno il 40% di espositori in più rispetto all’anno scorso. Verranno aggiunte anche demo di contorno durante tutto l’arco della giornata, cosa che non c’è mai stata. E’ una manifestazione più completa e complessa rispetto al passato.

L’ospite d’eccezione di quest’anno, come ha detto, è il famoso chitarrista americano Carl Verheyen. Come lo avete convinto a venire e cosa significa per voi ricevere una personalità così importante?

Eravamo già in trattativa per “averlo” l’anno scorso, ma ci siamo dovuti arrendere. Quest’anno, invece, ha aggiunto apposta per noi questa data al suo tour europeo. Il suo sound, il suo gusto musicale è in linea con ciò che vogliamo proporre noi, quindi ci sembra l’ospite perfetto.

Avremo inoltre un ospite inglese, Armand Serra, che presenterà il suo ultimo libro, “Guitar EXP”. Per i meno esperti del settore, Serra ha disegnato tantissimi gioielli per rockstar ed è anch’egli un’autorità in questo mondo, essendo chitarrista e collezionista.

Essendo Verheyen un conoscitore di musica a 360 gradi, cosa vi aspettate dal suo clinic delle 17?

Penso che curerà molto l’aspetto didattico, meno quello accademico: lavorerà non solo sui suoni, ma anche sulla musica e la composizione. Non solo, dunque, tecnica fine a sé stessa.

E’ il miglior ospite che abbiate mai avuto? Quali ricorda con più nostalgia?

Sicuramente Verheyen è uno di quelli top. L’anno scorso Matt Schofield ha fatto un concerto pazzesco, l’anno prima c’era Stef Burns… Insomma, tutti grandi artisti. Dire qual è stato il migliore è difficile. Vogliamo sempre migliorarci, speriamo sia memorabile anche quest’anno.

In che modo vi danno una mano nell’organizzazione Kaleidos (il centro povigliese del volontariato), l’Assessorato alla cultura e il Centro Giovani di Poviglio?

L’idea parte dall’associazione culturale Vintage Authority e dai suoi tre soci fondatori: Simone Falavigna, il presidente, Cristiano Maramotti, affermato chitarrista, ed io. L’HendrixDay è nato da loro, tutti i nomi che hai fatto ci hanno seguito con la stessa passione che ci mettiamo noi. Siamo cresciuti assieme, sebbene l’organizzazione spetta a noi.

Quale frase (del grande “Jimi” Hendrix, magari) userete come slogan per questa edizione?

Non la abbiamo ancora pensata a dire il vero! Pensavamo a qualcosa tipo “Il più raffinato guitar show italiano”, un po’ perché lo è, un po’ perché, pur non avendo spazi enormi, tutto è di altissimo livello. Dagli espositori (che invitiamo noi e quindi super-selezionati), ai musicisti che si esibiscono. Non organizziamo una fiera: qua c’è solo roba di un certo livello, di una certa qualità.

Morto il 18 Settembre 1970, Hendrix lasciò la scena musicale a soli 27 anni: come pensa sarebbe, ora, con Jimi?

Penso, ma lo pensano un po’ tutti i suoi seguaci, che si sarebbe evoluto. Per questo non abbiamo mai voluto fare un memorial dove si fanno solo canzoni di Hendrix. E’ chiaro che lo ricordiamo e suoniamo suoi brani, ma interpretiamo anche quella che, secondo noi, sarebbe stata la sua evoluzione: dal ’66 al ’70 rivoluzionò il mondo della musica e, se fosse andato avanti, avrebbe magari sperimentato il jazz, o altri generi musicali. Dev’essere una continua evoluzione come sarebbe stato lui.

Perché consiglia di esserci ad una persona che non è mai stata, o alla quale non piace il rock, il 9 Ottobre all’Hendrix Day?

E’ un’esperienza e una festa, che abbraccia tanti generi musicali, dall’acustico al blues, passando per il rock più spinto al country.

(Intervista a cura di Michele Pelacci)

 

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