Giallo a Reggio: trovata limousine con targa bulgara
e 30 mila euro di refurtiva abbandonata

10/9/2016 – I carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno messo le mani su un’ingente partita di refurtiva, del valore complessivo di oltre 30 mila euro, abbandonata da una banda specializzata nei furti in negozi, garage e cantieri edili. Nel mucchio di merce recuperata dai carabinieri anche parte della refurtiva rubata nella notte del 7 settembre da un negozio di Reggio Emilia di articoli per la pesca.

Le indagini, coordinate dalla Procura reggiana, ora mirano a risalire  ai responsabili dei tali furti. Il rinvenimento della refurtiva è avvenuto nella tarda serata di ieri quando una pattuglia dei carabinieri ha notato in Via Zanibelli un Chrysler 300C con targa bulgara parcheggiato lungo la strada. Grazie al sistema di lettura elettronica delle targhe, è risultato che la lussuosa auto era stata rubata il 31 agosto a San Giovanni in Persiceto.

All’interno del mezzo c’era una gran quantità di materiali. Già in prima battuta si è risaliti al proprietario di numerosi articoli da pesca, frutto del saccheggio avvenuto a Reggio mercoledì notte.  Il commerciante convocato dai carabinieri ha riconosciuto come sua parte della refurtiva: una quarantina di mulinelli per canne da pesca e alcuni articoli d’abbigliamento per pescasportivi.

La restante refurtiva costituita da altri articoli per la pesca, caschi da motociclista, navigatori, aspirapolveri e attrezzi edili (tra cui un costoso sistema di misurazione Hilti pos 15) veniva quindi sequestrata in attesa di stabilirne l’esatta provenienza.

Refurtiva recuperata dai Carabinieri nell'auto con targa bulgara

Refurtiva recuperata dai Carabinieri nell’auto con targa bulgara

Al riguardo quindi sono ancora in corso accertamenti da parte dei militari dell’Arma per risalire ai proprietari degli oggetti recuperati. Pubblichiamo in questa pagina le foto dei parti dei materiali recuperato dai carabinieri. I commercianti e i cittadini derubati possono presentarsi, denuncia alla mano, agli uffici del nucleo radiomobile del comando provinciale di Reggio Emilia per le operazioni di riconoscimento e restituzione.

Le impronte digitali rilevate nell’auto rubate sono ora all’esame del RIS di Parma per cercare anche in chiave scientifica una svolta alle indagini. Resta da capire perché la refurtiva sia stata abbandonata: un vero giallo.

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