Dove mettere i “profughi”? “Non in seminario: per tre quarti è inagibile, e la Chiesa non ha i soldi per restaurarlo”
Parla don Nicelli, vicario generale del vescovo

18/9/2016 – Il seminario di viale Timavo è per tre quarti inagibile, La chiesa non ha i soldi per restaurarlo, e comunque è sbagliato assembrare in un unico luogo molte persone in difficoltà. Lo chiarisce in una dichiarazione diffusa ai media il vicario generale della diocesi di Reggio Emilia don Alberto Nicelli, che spiega anche l’impegno della Chiesa locale per l’accoglienza ai richiedenti asilo e per assistere i nuovi poveri, e perché la Chiesa stessa ha deciso di non partecipare ai bandi della Prefettura per l’accoglienza.

Va detto anche che sul seminario (costruzione che risale ai primi anni Cinquanta) è in atto un accordo politico tra Diocesi e comune di Reggio per la vendita del complesso alle Farmacie comunali riunite che, una volta restaurato, verrebbe ceduto in leasing o affittato al servizio sanitario.

“La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla desidera chiarire lo stato dei fatti in merito alla possibilità di utilizzo del Seminario di viale Timavo per accogliere profughi o senza tetto – dichiara in proposito don Nicelli – Il complesso del Seminario è inagibile e quindi inutilizzabile per tre quarti della sua superficie. Solo un quarto è stato ristrutturato per ospitare, con piena occupazione degli spazi, il Seminario diocesano e l’Istituto Teologico Interdiocesano. Allo stato dei fatti la Diocesi non ha le risorse per un intervento di restauro sulla parte inagibile.

Si ritiene in ogni caso che assembrare molte persone in difficoltà in un solo luogo non faciliti l’accoglienza né dia la possibilità di integrare le persone ospitate”.

Il seminario di viale Timavo a Reggio Emilia

Il seminario di viale Timavo a Reggio Emilia

A proposito dei profughi – aggiunge il vicario del vescovo Camisasca – la Diocesi ha scelto di non partecipare ai bandi prefettizi per l’accoglienza. Si ritiene corretto che per queste operazioni si mobilitino le realtà del terzo settore, perché possono mettere in campo risorse umane e competenze per un’accoglienza che punti realmente all’integrazione sociale e alla dignità della persona. Le risorse economiche pubbliche consentono di sostenere questi percorsi in modo adeguato e con professionalità”.

Per tale motivo – precisa – “le strutture disponibili e agibili di proprietà delle parrocchie e della diocesi sono destinate in modo gratuito a quanti non sono in grado di pagare un affitto, non avendo fonti di sostentamento. Queste persone sono accolte gratuitamente per carità cristiana e accompagnate ad affrontare con dignità le difficoltà momentanee aiutandole a risolverle.

La Diocesi in collaborazione con le parrocchie cerca di favorire l’integrazione dei richiedenti asilo nel territorio, con diverse esperienze positive e attraverso la Caritas, ha scelto di accogliere quei profughi che, terminato il percorso prefettizio, non sanno più dove andare”

Per queste persone è attivo il Progetto “Rifugiato a casa mia”, che ha coinvolto nell’accoglienza una parrocchia e 4 famiglie rispondendo a tutte le richieste pervenute.

“La nostra Chiesa diocesana accoglie 5 famiglie di profughi siriani fatti uscire dal Libano sostenendo totalmente il relativo costo grazie alla generosità delle unità pastorali coinvolte e dei fedeli”, puntualizza don Nicelli, e comunque “la piena disponibilità a prodigarsi in fasi di arrivi massicci e non programmati, garantendo accoglienze temporanee e immediate di profughi, è da sempre garantita dalla nostra Diocesi alla Prefettura: già  nel 2011 e nel 2014 la Caritas diocesana ha risposto alla prefettura allestendo strutture d’emergenza per accogliere i profughi”. Inoltre la chiesa reggiana è impegnata nel servizio “Maria di Magdala” che accoglie e accompagna mamme e donne in difficoltà – e con appartamenti destinati all’accoglienza di nuclei familiari sfrattati o in cerca di una soluzione temporanea”.

Per quanto riguarda i senza tetto “Caritas diocesana e parrocchie sono in prima linea dal 2002 nel progetto di Accoglienza Invernale, con risultati di sicuro impatto. I posti messi a disposizione da famiglie, parrocchie e Caritas sono stati superiori alle richieste”.

 

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Una risposta a 1

  1. nadia Rispondi

    18/09/2016 alle 14:18

    E i soldi che c’erano per la ristrutturazione del seminario dove sono andati a finire? Nessuno ha controllato che fossero spesi a tal scopo?

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