Camera di commercio, la confusione regna sovrana
Reggio si fonde con Parma o con Modena?

1/9/2016 – In base a un decreto varato dal governo pochi giorni fa, la Camera di commercio di Reggio Emilia cesserà di esistere: dovrà fondersi con Parma e Piacenza, oppure con Modena.

Ieri una delegazione dei sindacati della funzione pubblica  Cgil e Cisl, insieme alla Rsu dell’ente reggiano ha incontrato il presidente Stefano Landi e il segretario generale Michelangelo Dalla Riva per saperne di più.

Landi ha chiarito che sono ancora aperte tutte le opzioni e si è riaperto il confronto sia con Modena che con Parma e Piacenza.  Se non si dovesse arrivare a definire una soluzione concordata, a decidere sarebbe Unioncamere entro i tempi definiti dal Decreto.

Stefano Landi

Stefano Landi

La delegazione sindacale ha confermato “tutte le proprie preoccupazioni relative al mantenimento della sede principale nella nostra città, dell’assetto occupazionale e della permanenza o meno delle attuali funzioni del nuovo ente, e ha ribadito la necessità, condivisa dal presidente della Camera di Commercio, di essere coinvolta puntualmente nel percorso riorganizzativo, una volta decisa la sorte dell’ente camerale reggiano”.

Nei prossimi giorni i sindacati chiederanno un incontro  ai parlamentari reggiani “per evidenziare tutte le forti criticità che il testo del Decreto continua a manifestare”.

“E’ vero infatti che il decreto porta anche nuove funzioni alle Camere – sottolineano i sindacati –  ma si ritiene di gravità assoluta eliminarne altre, o appesantire di nuovi oneri le imprese o appesantire di oneri”.

Un esempio “sono le attività determinanti per l’economia del nostro territorio, come, ad esempio, arbitrati e conciliazioni, interventi di promozione delle filiere produttive, attività di sostegno finanziario attraverso la partecipazione a bandi. Questi servizi rivolti all’imprenditoria, ma anche ai consumatori (come conciliazione e arbitrato), non potranno più essere assicurati ed alcune attività potranno essere svolte solo a pagamento, in concorrenza con altri enti e/o associazioni private”.

Salvatore Coda (responsabile organizzativo Cgil Funzione pubblica) e Davide Battini (Fp Cisl Emilia Centrale) hanno dichiarato “Siamo alla presenza di un provvedimento che ha subito importanti modifiche nel corso degli ultimi mesi e l’ultimo testo presenta qualche miglioramento che però non elimina la confusione, a causa della mancanza di un disegno preciso del riassetto istituzionale che già si è scontato con le Province – dichiarano Salvatore Coda, responsabile organizzativo della  Cgil Funzione pubblica  e Davide Battini di Cisl Fp Emilia centrale – Troppo spesso dobbiamo affrontare riforme fatte con improvvisazione e poca lungimiranza, che non tengono conto degli effetti a cascata e delle lacune che lasciano. Che improvvisamente le Camere di Commercio si debbano occupare di orientamento e di inserimento occupazionale, ad esempio,  porta a pensare che qualcuno si occupi del sistema del collocamento con precipitazione e senza un disegno organico”.

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