A volte ritornano, i reduci del terrorismo: in cinquanta a tavola con gli ex Br al ristorante da Gianni a Costaferrata

5/9/2016 – Un pranzo tra reduci per rievocare i “bei tempi andati”. Oddio, belli non proprio: tempi di piombo costellati di morti, attentati ed ergastoli.

Un gruppo di reduci decisamente fuori ordinanza, quello che si è dato convegno per un pranzo commemorativo alla trattoria da Gianni a Costaferrata: una rimpatriata di brigatisti rossi, organizzata dal mai domo Tonino Loris Paroli (oggi pittore e restauratore) e alla quale, come riporta la Gazzetta di Reggio di oggi, sabato hanno partecipato, oltre a Paroli, alcuni dei fondatori superstiti del nucleo reggiano delle Br: Roberto Ognibene, la sua compagna Nadia Mantovani, Lauro Azzolini con la moglie, Marina Ognibene (sorella di Roberto). C’era anche l’avvocato Vainer Burani, anche lui con trascorsi nel gruppo e avvocato difensore di molti di loro. La  trattoria di Grottaferrata è stata scelta, come in un pranzo analogo del 2007 – ma più ristretto – perché proprio nel 1970 fu sottoscritto l’atto di nascita delle Brigate Rosse.

Il ristorante da Gianni di Costaferrata

Il ristorante da Gianni di Costaferrata

Questa volta la tavolata era molto più estesa: c’erano alcuni Br non reggiani come Raffaele Fiore, Piero Bortolazzi e Antonio Savino. Insieme a parenti degli ex brigatisti, e alcuni giovani che lavorano per la cooperativa bolognese “Verso Casa”  che si occupa di reinserimento dei detenuti (portati da Nadia Mantovani).

Nadia Mantovani

Nadia Mantovani

Ma chi sono, e cosa hanno fatto, i “reduci” di Grottaferrata? Per i più giovani, e anche per gli anziani che vogliono rinfrescarsi la memoria, è consigliabile la lettura del bel libro di Paolo Pergolizzi “L’appartamento”, pubblicato una decina di anni fa, che ricostruisce la genesi politica reggiana delle Br, libro che a sua volta prese lo spunto da un’inchiesta rievocativa del quotidiano Ultime Notizie Reggio.

Roberto Ognibene, che oggi ha 62 anni, aveva solo 17 anni quando entrò nelle Br.  Fu catturato fra il 14 e il 15 ottobre 1974 dopo aver ucciso in una sparatoria il maresciallo dei carabinieri Felice Maritano: fu condannato a 28 anni.

Vainer Burani

Vainer Burani

La sua compagna Nadia Mantovani, che oggi ha  66 anni, fu la compagna di Renato Curcio dopo la morte di Mara Cagol. Arrestata nel ’78 nel covo di via Montenevoso a Milano, dopo l’omicidio di Aldo Moro, si prese 20 anni. Entrambi si sono dissociati dalle Br negli anni 80.

Lauro Azzolini oggi ha 73 anni: ebbe un ruolo di primo piano nelle decisioni militari e politiche durante il  sequestro Moro. Arrestato nell’ottobre 1978 a Milano via Montenevoso insieme alla Mantovani, è stato condannato all’ergastolo. E’ fuori da molti anni grazie ai benefici di legge.

Raffaele Fiore in una foto giovanile

Raffaele Fiore in una foto giovanile

Loris Tonino Paroli ha72 anni: ne ha scontati 16 in carcere per aver partecipato all’evasione di Renato Curcio dal carcere di Casale Monferrato: nell’assalto morì Mara Cagol. Mai implicato in fatti di sangue, è libero da 25 anni, e lavora come pittore nella sua casa-studio di via Roma a Reggio. E’ una memoria storica degli anni di piombo.

Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse

Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse

Al pranzo di Costaferrata c’era anche  Raffaele Fiore, 62 anni, ritenuto responsabile di quattro omicidi tra cui il giornalista della Stampa Carlo Casalegno ucciso nel novembre 1977 mentre a Torino era in pieno svolgimento il processo Curcio. Partecipò al rapimento di Aldo Moro in via Fani a Roma, il 16 marzo 1978, e fu uno dei brigatisti (più almeno un personaggio non identificato) che spararono ai quattro agenti della scorsa dello statista. Fu lui insieme a Mario Moretti a catturare  Moro e a infilarlo nella 132 con fuggirono da via Fani.

Carlo Casalegno

Carlo Casalegno

Appartiene al gruppo degli irriducibili, e da molto tempo è in libertà condizionale.

Mancava il numero 1, il più enigmatico di tutti: Prospero Gallinari, morto il 13 gennaio 2013 a Reggio Emilia, dove era nato 62 anni prima, dopo aver trascorso quindici anni in libertà condizionale, portandosi nella tomba i segreti del sequestro Moro: fu lui ad assumersi la responsabilità del delitto, dichiarando di essere stato lui a sparare al segretario della Dc, ma i dubbi dopo quasi quarant’anni, sono ancora molti.

Sia come sia, le Brigate Rosse sono ancora una ferita aperta nella storia d’Italia, e  il prezzo pagato dal Paese  a causa dell sue gesta non è certo risarcibile.

Gennaio 2013: i funerali di Prospero Gallinari

Gennaio 2013: i funerali di Prospero Gallinari, Sul feretro una bandiera palestinese

 

 

 

 

 

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2 risposte a A volte ritornano, i reduci del terrorismo: in cinquanta a tavola con gli ex Br al ristorante da Gianni a Costaferrata

  1. alberto Rispondi

    09/09/2016 alle 10:04

    I maiali a volte ritornano!!

  2. Rosa Rispondi

    02/08/2017 alle 21:05

    @alberto I maiali sono animali molto intelligenti. La feccia come te, resta feccia.

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