Renzi ha deciso: referendum il 4 dicembre
“Ma non è sul governo”: Delrio dal Giappone mette le mani avanti
La Cei: “Cittadini informatevi di persona”

26/9/2016 – La data del voto per il referendum costituzionale è il 4 dicembre. Lo ha comunicato il presidente del Consiglio Matteo Renzi ai ministri riuniti per il Cdm a Palazzo Chigi. Renzi aprirà la campagna per il Sì al Referendum il prossimo 29 settembre a Firenze. Il capoluogo toscano rappresenta la prima di numerose tappe in vista del voto del 4 dicembre.

A Reggio Emilia Forza Italia ha già fissato per sabato 8 Ottobre all’hotel Astoria il meeting per il lancio dei comitati per il NO.

Continuano a protestare Forza Italia e Sinistra italiana, per non essere stati consultati sulla scelta della data. La battaglia tra Sì’ e No, cominciata da mesi, da stasera diventa campale.  Renzi è “uno spudorato imbroglione”, attacca Renato Brunetta. “Ha scarsissima sensibilità istituzionale”, rilancia Arturo Scotto di SI. E l’ex Dem Alfredo D’Attorre afferma che sarebbe “scandaloso” fissare la consultazione a dicembre. Come volevasi dimostrare.

Sul fronte del Sì il ministro Carlo Calenda afferma che “Ancor più della manovra, il nostro appuntamento cruciale è il referendum” perché l’Italia ha bisogno “di una governance forte”. “E’ molto importante”, rimarca, dal G7 dei Trasporti in Giappone, il ministro reggiano Graziano Delrio, che però invita a tenere la discussione sul merito: “Non è un referendum sul governo”. Un punto sul quale non si stanca di insistere anche Renzi, soprattutto da quando ha ‘spersonalizzato’ la consultazione.

Ma ci pensa il Movimento 5 Stelle a ‘personalizzare’ il voto. “Quando abbiamo detto No alle Olimpiadi hanno tremato, ma con il No al referendum vedranno la loro fine”, dice il sindaco di Roma Virginia Raggi, che così galvanizza il pubblico della festa “Italia 5 Stelle” a Palermo.

“No a una riforma scritta dalla P2”, tuona Vito Crimi. Mentre a In Mezz’ora Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista rilanciano la loro strategia per il “dopo”: cambiare l’Italicum con una legge elettorale proporzionale, affermarsi come primo partito nelle urne e poi “credere la fiducia in Parlamento sui singoli temi”. Scenari da cui Beppe Grillo per ora si tiene alla larga: “La Costituzione è stata scritta negli anni 50 in un modo semplice, che si potesse capire…”, afferma dal palco sostenendo le ragioni del No. Ma il Pd, con il senatore Claudio Martini, gli fa notare la gaffe: “Capiamo la propaganda ma dispiace che ‘l’Elevato’ M5S ignori la storia: la Costituzione è di qualche anno prima…”.

LA CEI “INFORMATEVI DI PERSONA”

Oggi è intervenuta anche la Cei, con un appello: “Il Paese – ha ricordato il cardinal Bagnasco – è atteso per un importante appuntamento, il Referendum sulla Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze”.

IL QUESITO ELETTORALE

Nella scheda elettorale per il referendum che potrebbe confermare o respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, comparirà questo quesito: “Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”. Un quesito che il fronte del No considera ingannevole, soprattutto perché tace sul mantenimento del Senato che manterrà poteri legislativi, pur non essendo più eletto dai cittadini.

COME SI VOTA

Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il ‘Sì’ e una con il ‘No’. Basta barrare con una ‘x’ la propria scelta. Non c’è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare.

 

 

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