Semestrale Iren: utili boom a 119 mln (+16%), ma calano i ricavi
Peveraro e Bianco tacciono sull’indebitamento

4/8/2016 – Il Consiglio di Amministrazione di Iren ha approvato i risultati dei primi 6 mesi del 2016 che registrano incrementi a doppia cifra dei principali indicatori operativi, fatta eccezione per i ricavi, che calano quasi del 10%. .

In particolare, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il Margine Operativo Lordo si è attestato a 417,1 milioni di euro, in crescita del 10,3%, mentre l’utile netto di Gruppo del primo semestre  è salito del 16,1% rispetto allo stesso periodo precedente, con un valore di 119,1 milioni di euro.

Il secondo trimestre dell’anno conferma il positivo andamento registrato nei primi tre mesi del 2016 e – si legge in una nota del gruppo quotato in Borsa e controllato dai Comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza – “consente alla multiutility di chiudere il semestre con performance particolarmente soddisfacenti, non influenzate da elementi positivi straordinari. Crescita organica e sinergie garantiscono un incremento di 37 milioni di euro del margine operativo lordo, così come il consolidamento territoriale realizzato nei primi sei mesi dell’anno in Piemonte – con l’ottenimento del controllo della società TRM che gestisce il termovalorizzatore di Torino e di Atena Vercelli – apporta un ulteriore contributo alla crescita dell’Ebitda di circa 30 milioni di euro”.

iren-bolla

Per quel che riguarda i diversi settori di attività, Iren ha prodotto nel corso del primo semestre 4.036 GWh di energia elettrica, il 12,3% in più rispetto allo stesso semestre dello scorso anno, mentre è leggermente diminuita la produzione di calore destinato al teleriscaldamento a causa di una stagione invernale più mite rispetto al 2015.

“Al netto dei conguagli tariffari 2015, ricavi e margini in crescita anche nel settore idrico integrato dove il Gruppo ha venduto 88,5 milioni di metri cubi di acqua e ha realizzato 32,4 milioni di euro di investimenti destinati alla realizzazione di infrastrutture previste nei piani d’ambito, allo sviluppo delle reti di distribuzione, alle reti fognarie e in particolare ai sistemi di depurazione”. Nel settore ambientale “i ricavi si attestano a 254,2 milioni di euro, in crescita dell’8,8%, grazie al consolidamento di TRM che consente di completare la filiera integrata di gestione dei rifiuti nella città di Torino. Nel primo trimestre sono state 865.000 le tonnellate di rifiuti raccolte con una crescita della raccolta differenziata sia in ambito emiliano dove raggiunge il 68%, sia in ambito torinese dove si attesta al 43%”.

E’ singolare tuttavia il fatto che il comunicato sulla semestrale non dedichi  una parola né una cifra al livello di indebitamento, che in Iren è elevatissimo: non è chiaro se sia rimasto stabile, se sia diminuito oppure ulteriormente aumentato.

Trionfalistiche le dichiarazioni di Peveraro e Bianco. “I risultati della semestrale approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione confermano la qualità delle scelte operate da Iren – ha dichiarato il presidente Paolo Peveraro, di Torino – – e rappresentano un ulteriore passo in avanti per affrontare con determinazione i cambiamenti di scenario, le richieste del mercato e raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Industriale. I dati sono certamente positivi e confermano quanto IREN sia focalizzata su una sempre maggiore attenzione verso i suoi clienti /cittadini dimostrando sempre più capacità di ascolto e dialogo con i territori. L’impegno è quello di continuare a offrire servizi di alta qualità guardando al futuro sia con operazioni che porteranno nei prossimi mesi a incrementare ancora più il nostro ruolo sul territorio sia con l’attenzione in ogni settore all’innovazione e alla ricerca della qualità del servizio”.

Gli ottimi risultati ottenuti confermano la crescita a doppia cifra degli indicatori operativi già registrata nel primo trimestre dell’anno” – dichiara a sua voltra Massimiliano Bianco, amministratore delegato del gruppo Iren I driver principali di tali performance sono anzitutto la crescita organica e le sinergie raggiunte, che sui primi sei mesi dell’anno valgono circa 37 milioni di euro.

Massimiliano Bianco

Ciò è direttamente collegato al processo di efficientamento interno e a una rinnovata focalizzazione verso il Cliente, quale asset fondamentale del Gruppo. A ciò si aggiunge l’importante contributo, pari a circa 30 milioni di euro, derivante dall’attività di consolidamento territoriale sviluppata nel corso del semestre che ha visto la chiusura di importanti operazioni nel Piemonte: il presidio dell’intero ciclo integrato dei rifiuti nell’area torinese tramite l’acquisizione di una quota di maggioranza in TRM S.p.A. e il raggiungimento del controllo in Atena, la multiutility vercellese per la quale è previsto un ambizioso piano di sviluppo“.

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4 risposte a Semestrale Iren: utili boom a 119 mln (+16%), ma calano i ricavi
Peveraro e Bianco tacciono sull’indebitamento

  1. waterboy Rispondi

    06/08/2016 alle 16:40

    ma da quando gli articoli hanno un commento “in blu” a mezza altezza ?

    • Pierluigi Rispondi

      06/08/2016 alle 17:03

      Risponde Reggio Report. E’ un modo per sottolineare un elemento dell’articolo in discontinuità col contesto. A noi piace sperimentare, e il suo post conferma che l’abbiamo azzeccata. Grazie. Ghiggini

      • Fausto Poli Rispondi

        11/08/2016 alle 14:22

        mi scusi direttoer, ams e Irena ha 119 milioni di utili come fa ad avere 3 miliardi di debiti ?

        • Pierluigi Rispondi

          11/08/2016 alle 14:45

          Non è strano-
          – L’indebitamento è un passivo, non una perdita d’esercizio, e il conto economico deve compensare i costi della gestione finanziaria (interessi e ammortamento debito)
          – Se una società ha patrimonio e fatturato superiori all’indebitamento, guadagna comunque.
          – se poi, come nel caso di Iren, si gode di un mercato protetto e eventuali problemi di gestione vengono coperti aumentando le tariffe a carico dei cittadini, il gioco è fatto. Ha notato che, a fronte del crollo dei prezzi delle materie prime (gas) la sua bolletta rimane la stessa, mentre viene ritoccata al rialzo appena si accenna a una minima ripresa dei prezzi sul mercato internazionale? Il trucco è tutto lì.

          Altra cosa invece è la valutazione della sostenibilità del debito a lungo termine. Ma questo è un altro racconto, e lo lasciamo agli esperti.
          Grazie.Ghiggini

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